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LOMBARDIA

Milano: i rider scioperano contro il caldo e per diritti aggiuntivi

La protesta tocca le città della Lombardia e oltre mentre le temperature raggiungono picchi. I corrieri chiedono protezione e salari migliori.

Beatrice Comolli616 wordsEdition47giovedì 16 luglio 2026 — Edizione № 47

I rider delle consegne a Milano hanno partecipato a uno sciopero mercoledì, secondo quanto riportato dalla BBC, unendosi a colleghi di Bologna e Firenze per protestare contro le ondate di calore e chiedere protezioni aggiuntive e diritti salariali migliorati.

La protesta arriva mentre l'Italia affronta temperature record, con la Lombardia tra le regioni più colpite. Secondo i dati disponibili, giovedì 16 luglio erano previste temperature superiori ai 40 gradi in diverse città del nord, inclusa Milano.

I rider milanesi, che costituiscono una parte significativa della forza lavoro della gig economy nella città, hanno sottolineato come le condizioni di lavoro in assenza di protezioni adeguate contro il caldo rappresentino un rischio concreto per la salute. La BBC non ha fornito dettagli specifici sulle adesioni allo sciopero o sulla durata della protesta.

Milano ospita decine di migliaia di rider che lavorano per piattaforme di consegna cibo e merci. La città è stata tra le prime in Italia a vedere la proliferazione di questo modello di lavoro negli ultimi otto anni, con un'esplosione dei servizi di food delivery durante la pandemia.

Le ondate di calore estreme rappresentano un problema nuovo e crescente per questo segmento di lavoratori. A differenza di chi opera in ambienti climatizzati, i rider passano intere giornate esposti al sole, pedalando o camminando con carichi aggiuntivi. Le temperature oltre i 40 gradi pongono rischi reali di colpo di calore e disidratazione.

La BBC ha riferito che le rivendicazioni riguardano sia protezioni contro il caldo — come pause obbligatorie, accesso a acqua e ombra — sia miglioramenti strutturali dei salari e delle condizioni di lavoro. Le piattaforme di consegna milanesi operano generalmente con modelli di lavoro autonomo, il che complica la questione della responsabilità datoriale.

Lo sciopero di mercoledì si inserisce in un contesto più ampio di proteste dei lavoratori della gig economy in Europa. Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale negli ultimi mesi, rider e corrieri in varie città europee hanno chiesto classificazione come dipendenti e accesso a protezioni sociali standard.

In Lombardia, il fenomeno dei rider è particolarmente concentrato a Milano, dove la densità di popolazione e la penetrazione dei servizi di delivery sono più elevate che nel resto della regione. La città ha oltre 2 milioni di abitanti e una classe media con alto potere d'acquisto, fattori che alimentano la domanda di consegne rapide.

Le piattaforme di consegna milanesi, che includono sia player internazionali che startup locali, hanno generalmente resistito a miglioramenti significativi delle condizioni di lavoro, argomentando che il modello di lavoro autonomo è il fondamento del loro business model.

Euronews ha riportato il 15 luglio che Greenpeace Italia e il sindacato CGIL hanno organizzato proteste simboliche contro il caldo a Roma, con statue di ghiaccio sciolte davanti al Colosseo. Queste azioni riflettono una crescente pressione dell'opinione pubblica e dei sindacati su questioni di protezione dei lavoratori durante le ondate di calore.

Per i rider milanesi, la questione del caldo si intreccia con problemi più strutturali: mancanza di contratto collettivo, assenza di copertura assicurativa in caso di infortunio, tariffe di consegna che non tengono conto delle difficoltà stagionali.

La stampa internazionale ha iniziato a prestare attenzione al fenomeno dei rider in Italia, vedendolo come un indicatore più ampio della fragilità della protezione sociale in una economia sempre più basata su lavoro contingente e piattaforme digitali.

Non è ancora chiaro se lo sciopero di mercoledì avrà seguito o se porterà a negoziazioni con le piattaforme. La BBC non ha fornito informazioni su possibili risposte delle aziende di consegna.

Milano rimane un laboratorio importante per il lavoro della gig economy in Italia. Gli esiti di queste proteste potranno influenzare il dibattito normativo a livello nazionale e potenzialmente europeo sulla classificazione e la protezione dei rider.

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