MOLISE
La riforma elettorale passa, e il Molise conta i suoi collegi
Il premio di maggioranza approvato ieri a scrutinio segreto: cosa cambia per una regione che elegge pochi deputati e nessun senatore in più
Antonio Petrella676 wordsEdition №139venerdì 9 ottobre 2026 — Edizione № 139
Il Parlamento italiano ha dato giovedì l'approvazione finale alla riforma elettorale voluta dal governo, secondo quanto riportano il Guardian, la BBC e il New York Times. Il testo introduce un premio di maggioranza per chi raggiunge il 42 per cento dei consensi, una soglia che i partiti di opposizione definiscono capace di distorcere la rappresentanza.
La BBC riferisce che il voto è passato anche grazie allo scrutinio segreto, e che l'opposizione ha annunciato ricorso in tribunale. Il Guardian scrive che i partiti parlano di un premio extra che altera il rapporto tra voti e seggi; il New York Times riassume la disputa come uno scontro tra chi vede nella misura una garanzia di stabilità e chi la considera una minaccia alla democrazia.
Per il Molise la notizia arriva con una distanza che è ormai familiare. La regione elegge una manciata di deputati e senatori; un premio nazionale assegnato al 42 per cento non si calcola sui collegi molisani, ma su un risultato che il Molise, da solo, non può spostare.
È il paradosso che questa redazione osserva da tempo: le riforme che decidono la forma del potere nazionale passano sopra una regione che conta meno dell'uno per cento dell'elettorato, e che proprio per questo viene raccontata dalla stampa estera solo quando diventa una curiosità.
Il Local Italy, che segue le conseguenze pratiche per elettori e residenti, si è chiesto esplicitamente come la nuova legge cambierà le prossime elezioni, politiche attese il prossimo anno e che alcune testate collocano nel 2027. È la domanda che interessa anche a chi vota in una regione piccola.
La premier Giorgia Meloni, secondo la BBC, sostiene che la mossa garantirà un governo più stabile; i partiti di opposizione, sempre secondo la BBC, parlano apertamente di una manovra per restare al potere. Il Guardian riporta che l'opposizione promette di impugnare la legge davanti ai tribunali.
Sul piano storico, la stampa internazionale ricorda che l'Italia ha una lunga sequenza di governi di breve durata, ed è questa la giustificazione che i sostenitori del premio portano avanti. Il New York Times la definisce la ragione principale addotta da chi difende la misura.
Il punto che riguarda il Mezzogiorno interno è un altro, e non è nuovo. Le regioni a bassa densità demografica — Molise, Basilicata, le aree interne dell'Abruzzo e della Campania — pesano sempre meno nel calcolo nazionale, mentre le grandi città e le regioni del Nord determinano le soglie.
Un premio assegnato a chi supera il 42 per cento dei voti nazionali non aumenta né diminuisce i seggi molisani in proporzione: li rende semplicemente irrilevanti rispetto al risultato complessivo. È la stessa logica che da anni spinge i fondi di coesione europei a concentrarsi dove la popolazione è più numerosa.
La stampa estera non nomina il Molise in nessuno dei dispacci sulla riforma, e questa redazione non intende attribuirle collegamenti che non ha. Il collegamento esiste però sul piano strutturale: le riforme pensate per la stabilità nazionale tendono a ridurre il peso relativo delle periferie.
La riforma passa mentre il governo prepara la manovra di bilancio, e mentre il Local Italy riferisce che la crisi degli affitti e il deterioramento del sistema sanitario sono entrati nell'agenda di bilancio. Per una regione che perde residenti ogni anno, sanità e trasporti contano più della forma del premio di maggioranza.
Il ricorso annunciato dall'opposizione, riportato dal Guardian, apre un fronte giudiziario che potrebbe rallentare l'applicazione della legge. Se i tempi si allungano, la domanda che il Local Italy pone — cosa cambierà davvero alle prossime elezioni — resta senza risposta per mesi.
Nel frattempo il Molise continua a eleggere i suoi rappresentanti con lo stesso sistema con cui eleggeva prima, e con lo stesso risultato: una rappresentanza numericamente marginale in entrambe le camere. La riforma non tocca i collegi, tocca il modo in cui i collegi si sommano.
Questa redazione continuerà a seguire il tema con la stessa domanda: cosa significa una riforma elettorale per chi vive in una regione che il resto del paese, e la stampa estera, fatica ancora a collocare sulla mappa.
