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LIGURIA

Sestri Levante: la Riviera che sfugge alla massa

Forbes scopre come una cittadina ligure attira turisti europei senza la folla di Portofino. Spiagge, prezzi accessibili e autenticità: il modello che Genova guarda con interesse

Marina Doria872 wordsEdition54giovedì 23 luglio 2026 — Edizione № 54

Secondo Forbes, Sestri Levante è diventata una destinazione sempre più ricercata dagli europei che cercano l'esperienza della Riviera italiana senza la congestione turistica di Portofino, Capri e altre mete di fama mondiale. La cittadina, situata su una penisola tra Portofino e Cinque Terre, offre spiagge sabbiose, ristorazione vivace, hotel storici e prezzi accessibili.

Il fascino degli anni della dolce vita italiana ha catapultato resort come Portofino e Capri a un'ondata di fama internazionale che persiste ancora oggi. Ma Sestri Levante rappresenta un modello diverso: un luogo dove il turismo esiste, ma non ha ancora soffocato l'autenticità locale.

Per la Liguria, la scoperta di Forbes segnala una opportunità strategica. Mentre Venezia, Firenze e Roma affrontano la crisi del sovraturismo, la Riviera ligure potrebbe posizionarsi come destinazione di qualità, dove il turismo sostiene l'economia locale senza distruggerla.

Sestri Levante è stata una tappa importante della Belle Époque e rimane un rifugio per chi conosce la Liguria. Le sue due baie — la Baia delle Favole e la Baia del Silenzio — offrono una geometria naturale che attrae fotografi e viaggiatori in cerca di paesaggi autentici. A differenza di Portofino, dove gli yacht di lusso e i ristoranti esclusivi dominano il panorama, Sestri Levante mantiene una miscela di ospitalità accessibile e bellezza naturale.

La stampa internazionale ha iniziato a notare questa alternativa. Forbes non è il primo media straniero a segnalare Sestri Levante come destinazione emergente in grado di offrire quello che i turisti cercano senza il prezzo e la folla dei siti più celebri. Questa attenzione, però, comporta rischi.

Genova e la Liguria affrontano una contraddizione classica del turismo contemporaneo. Da un lato, il turismo è una risorsa economica essenziale per una regione il cui porto è in trasformazione verso servizi a maggior valore aggiunto. Dall'altro, il turismo di massa — come quello che ha trasformato Venezia in un parco tematico — distrugge l'autenticità che attira i visitatori in primo luogo.

Sestri Levante rappresenta un equilibrio fragile. I visitatori la cercano perché è ancora relativamente sconosciuta; ma ogni articolo come quello di Forbes accelera il processo di scoperta e di conseguente trasformazione. La sfida per la comunità locale è mantenere il controllo su questo processo: crescita economica senza perdita di identità.

La struttura ricettiva di Sestri Levante rimane principalmente piccola e familiare. Gli hotel storici citati da Forbes sono spesso gestiti da famiglie locali, non da catene internazionali. I ristoranti servono piatti della tradizione ligure — trofie al pesto, branzino, acciughe — piuttosto che una cucina globalizzata. Questo è ciò che attrae i visitatori europei consapevoli.

La Liguria nel suo insieme, però, rimane divisa tra modelli turistici diversi. Genova, il capoluogo, è una città portuale in evoluzione, dove il turismo culturale e industriale convive. Cinque Terre, a est di Sestri Levante, è già un sito UNESCO sovraccarico. Portofino è un'enclave di lusso. Sestri Levante occupa uno spazio intermedio che potrebbe essere replicato in altre parti della costa.

La stampa internazionale ha notato questo modello di diversificazione turistica come una possibile soluzione al problema del sovraturismo. Se altre cittadine della Riviera potessero attrarre una frazione dei visitatori che si concentrano nei siti più celebri, la pressione su questi ultimi diminuirebbe e la distribuzione economica dei benefici del turismo sarebbe più equa.

Per il porto di Genova, questa dinamica ha implicazioni indirette. Un turismo più distribuito lungo la costa significa meno pressione sui servizi di trasporto urbano a Genova stessa, ma anche una maggiore domanda di infrastrutture di qualità nelle cittadine costiere. I trasporti pubblici, le strade, i servizi idrici devono essere affidabili per sostenere il turismo senza degradare la qualità della vita locale.

Forbes sottolinea che i prezzi di Sestri Levante rimangono accessibili rispetto a Portofino. Una cena in un ristorante di qualità costa meno; una notte in hotel storico è più conveniente. Questo attrae visitatori europei di classe media, non solo jet-setter. È un segmento demografico più ampio e potenzialmente più sostenibile.

La scoperta di Sestri Levante da parte della stampa internazionale, però, accelera anche il ciclo di gentrificazione. Una volta che una destinazione è identificata come alternativa autentica, gli investitori iniziano a notarla. Le proprietà immobiliari aumentano di valore. I proprietari locali vendono a sviluppatori esterni. La comunità originaria viene progressivamente sostituita da una popolazione di proprietari assenti e lavoratori stagionali.

Questo è il paradosso che la Liguria deve affrontare. Sestri Levante è attraente proprio perché non è ancora stata trasformata dal turismo di massa. Ma ogni articolo che la celebra accelera quel processo. La domanda è se la comunità locale, le amministrazioni regionali e i gestori del turismo possono mantenere un controllo consapevole su questa trasformazione.

Alcuni comuni liguri hanno iniziato a sperimentare modelli di turismo gestito: limitazioni su affitti brevi, requisiti di residenza per i proprietari, investimenti in infrastrutture pubbliche che supportano il turismo senza degradare la vita locale. Sestri Levante potrebbe diventare un laboratorio per questi approcci.

La Riviera ligure ha una storia di adattamento. È stata una rotta commerciale, una base navale, una destinazione di villeggiatura per l'aristocrazia europea. Ora affronta la sfida di essere una destinazione turistica consapevole, che genera ricchezza senza distruggere l'autenticità che la rende preziosa. Sestri Levante, per ora, rimane un esempio di come questo equilibrio sia possibile — ma solo se gestito con intenzionalità.

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