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LAZIO

Cinque potenze NATO promettono più difesa, e Roma firma

I ministri della Difesa di Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito si incontrano a Parigi e riaffermano Washington «alleato indispensabile»

Davide Ruspoli862 wordsEdition №163martedì 27 ottobre 2026 — Edizione № 163

I ministri della Difesa dei cinque maggiori membri europei della NATO — Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito — hanno dichiarato lunedì di essere pronti ad assumersi una maggiore responsabilità per la sicurezza del continente. Secondo France 24, i colloqui si sono tenuti a Parigi e si sono chiusi con una riaffermazione degli Stati Uniti come «alleato indispensabile».

La formula scelta dalle cinque capitali è significativa: più difesa europea non significa, nella lettura dei ministri, un distacco da Washington. France 24 riferisce che i colloqui hanno puntato a una cooperazione più stretta con gli Stati Uniti, non a una sua sostituzione.

Per l'Italia la firma arriva da un governo che la stampa estera descrive come attento a non scegliere tra Bruxelles e Washington. Il Guardian, in un'analisi di venerdì, ha definito la politica estera dell'esecutivo «moderata» e ha citato anche un recente attrito con Donald Trump come elemento del profilo internazionale della premier.

Roma, sede del governo e del ministero della Difesa, è il punto in cui questa dichiarazione congiunta diventa politica interna. La capitale ospita anche il comando NATO che coordina la sponda sud dell'alleanza, e la dichiarazione di Parigi tocca direttamente il modo in cui l'Italia pensa al proprio fianco mediterraneo.

France 24 ha riferito lunedì che i ministri della Difesa di Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito hanno promesso una cooperazione più stretta con Washington dopo i colloqui parigini sulla sicurezza del continente. I cinque hanno parlato di una «maggiore responsabilità» europea, accompagnandola alla conferma degli Stati Uniti come «alleato indispensabile».

La dichiarazione arriva in un momento in cui la stampa internazionale descrive l'Europa come percorsa da un malcontento autunnale. Il Guardian, in un editoriale di venerdì, ha scritto che il contratto sociale si è rotto e che i giovani chiedono soluzioni; la stessa testata, in un commento di Catherine De Vries, si è chiesta se la rabbia nelle strade possa rivolgersi contro l'Unione stessa. In questo clima, l'annuncio dei cinque ministri è anche un tentativo di mostrare che le capitali sanno ancora coordinarsi.

Per l'Italia, il passaggio da Parigi ha un peso particolare. Il governo italiano è descritto dal Guardian come il più longevo nella storia repubblicana, con un indice di approvazione personale della premier intorno al 41 per cento, uno dei più alti tra i leader dell'Europa occidentale. La stabilità dell'esecutivo è, nella lettura della stampa estera, una delle ragioni per cui Roma viene considerata un interlocutore affidabile nelle capitali alleate.

La scelta lessicale di France 24 — «maggiore responsabilità», non «autonomia strategica» — è una sfumatura che conta. Le cinque capitali non hanno annunciato una rottura con Washington, ma una redistribuzione degli oneri. La formula rimanda al dibattito sulla spesa e sulle capacità militari europee che attraversa la NATO da anni, e che la guerra in Ucraina ha reso più urgente.

Roma, in questo quadro, ha una posizione geografica che pesa. La capitale è sede del governo e del ministero della Difesa, e l'Italia è tra i paesi che la NATO considera centrali per la sponda sud dell'alleanza, dal Mediterraneo al fianco orientale. La dichiarazione di Parigi non contiene dettagli su nuovi stanziamenti o su nuove missioni, e France 24 non ne riferisce.

La stampa estera che segue l'Italia ha descritto nelle ultime settimane un paese attraversato da proteste giovanili, scioperi e misure di sicurezza rafforzate in otto città. Il Guardian ha parlato di una frattura tra giovani emarginati e coetanei con maggiori prospettive; Euronews ha riferito di soldati schierati a Milano e negozi con le vetrine sbarrate. La firma di Parigi si colloca in questo contesto: un governo che mostra continuità all'estero mentre è contestato nelle piazze.

Il Vaticano, che sorge dentro Roma, non è toccato dalla dichiarazione dei ministri della Difesa, ma la compresenza nella capitale di governo, alleanza atlantica e Santa Sede è un tratto che la stampa internazionale registra spesso. Euronews ha riferito lunedì che Papa Leone XIV ha confermato il viaggio in America Latina dal 6 al 17 novembre dopo l'intervento chirurgico, con i medici che escludono complicazioni. La diplomazia vaticana e quella atlantica procedono su binari distinti, ma dalla stessa città.

Cosa succede ora dipende da come le cinque capitali tradurranno la formula in impegni concreti. France 24 non riferisce cifre né scadenze. Il testo parla di cooperazione più stretta con Washington e di maggiore responsabilità europea: due impegni che, nella pratica, si misurano su bilancio, capacità industriali e disponibilità a schierare forze.

Per il Lazio, la posta in gioco è soprattutto istituzionale. La regione ospita il governo, il Parlamento e le rappresentanze diplomatiche, e la sua economia è legata alla pubblica amministrazione e ai servizi. Una dichiarazione come quella di Parigi non produce effetti immediati sul territorio, ma orienta il dibattito che la capitale seguirà nelle prossime settimane.

La stampa estera che ha coperto l'Italia in questi giorni ha insistito su un punto: il paese è sotto pressione sociale, ma il suo governo è stabile e la sua collocazione internazionale non è in discussione. La firma di Parigi conferma questa lettura. Resta da vedere se la maggiore responsabilità europea di cui parlano i cinque ministri si tradurrà in scelte che l'opinione pubblica italiana sarà disposta a sostenere.

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