LOMBARDIA
Roma frena i golf cart, e Milano guarda il turismo che cambia
Il Guardian racconta la stretta sui tour in golf cart nella capitale, tra operatori che protestano e autorità che parlano di commercio fuori controllo
Beatrice Comolli820 wordsEdition №134domenica 4 ottobre 2026 — Edizione № 134
Le autorità di Roma stanno reprimendo il commercio dei tour in golf cart nel centro storico, secondo quanto riporta il Guardian. Il giornale britannico descrive la misura come una stretta su un'attività che, secondo le autorità, rischia di sfuggire di mano, mentre gli operatori del settore sostengono di essere presi di mira ingiustamente.
Il Guardian apre la sua cronaca da Piazza Navona, dove due visitatori dal Texas sono scesi da un golf cart con l'intenzione di attraversare la piazza. La scena è quella di un turismo che si è spostato dai mezzi tradizionali verso forme più agili e personalizzate, spesso gestite da piccoli operatori.
La vicenda romana non è isolata. Le città d'arte italiane affrontano da anni la pressione di un turismo che cresce in volume e cambia forma. Milano, che non è una città monumentale come Roma ma è diventata una delle mete internazionali più frequentate d'Italia, osserva lo stesso fenomeno con caratteristiche proprie.
Il Guardian non indica quali sanzioni specifiche siano previste né il numero di operatori coinvolti. Quello che emerge è un conflitto tra la regolazione del decoro urbano e la libertà di iniziativa economica di un settore che vive di turismo.
La stretta di Roma sui tour in golf cart, raccontata dal Guardian, riguarda una città che riceve decine di milioni di visitatori l'anno. Il golf cart è un mezzo che permette di coprire distanze maggiori rispetto a una passeggiata, ed è diventato popolare tra i turisti che vogliono vedere molto in poco tempo. Le autorità lo considerano un'attività che, moltiplicandosi, rischia di congestionare le strade del centro.
Il Guardian descrive la posizione degli operatori: si sentono presi di mira ingiustamente. È un argomento che ricorre in tutte le città europee che cercano di regolare il turismo di massa. Gli operatori sostengono di offrire un servizio richiesto e di rispettare le regole esistenti; le amministrazioni rispondono che il numero di licenze e la visibilità del fenomeno sono cresciuti oltre le previsioni.
Milano ha un rapporto diverso con il turismo rispetto a Roma. Non ha un centro storico monumentale paragonabile, ma ha costruito negli ultimi decenni un'attrattiva basata su moda, design, finanza e cultura. La settimana della moda e il Salone del Mobile portano in città visitatori internazionali in periodi concentrati, con una pressione che si distribuisce su alberghi, trasporti e spazi pubblici.
Il tema della regolazione dei mezzi turistici non è nuovo a Milano. La città ha discusso negli anni di come gestire il traffico nel centro e di come bilanciare la mobilità dei residenti con quella dei visitatori. Il caso romano dei golf cart è un precedente che le amministrazioni osservano, perché tocca lo stesso equilibrio tra iniziativa economica e vivibilità.
Il Guardian non menziona Milano né altre città italiane nel suo articolo. La connessione con la Lombardia è quindi indiretta: si tratta dello stesso fenomeno turistico che riguarda tutte le grandi destinazioni italiane, non di un evento che le fonti collochino nel capoluogo lombardo.
Il dibattito romano si inserisce in una tendenza europea più ampia. Barcellona, Amsterdam e Venezia hanno introdotto limiti a forme di turismo considerate invasive. Le misure vanno dalla tassa di soggiorno alla regolazione degli affitti brevi, fino ai limiti ai gruppi guidati. Il golf cart è una declinazione specifica di un problema generale.
Per Milano, la questione rilevante è come il turismo si distribuisce sul territorio. La città attrae visitatori per eventi concentrati, e questo crea picchi di domanda su trasporti e ricettività. La regolazione dei mezzi turistici è una delle leve che le amministrazioni possono usare per gestire quei picchi, ma il Guardian non riporta iniziative milanesi in tal senso.
Il giornale britannico non fornisce dati sul numero di golf cart in circolazione a Roma né sull'impatto economico del settore. Quello che descrive è un conflitto tra autorità e operatori, con i secondi che rivendicano legittimità e le prime che parlano di un commercio fuori controllo.
La vicenda ha una dimensione economica che interessa la Lombardia in modo indiretto. Molti operatori turistici italiani, compresi quelli attivi a Roma, hanno sede o strutture amministrative nel nord. Milano è anche la sede delle principali banche e società di servizi che finanziano il settore. La regolazione del turismo ha quindi ricadute che vanno oltre la città in cui si applica.
Il Guardian non indica se la stretta romana sia temporanea o permanente, né se altre città italiane intendano seguire l'esempio. Il quadro che emerge è quello di un'amministrazione che cerca di riprendere il controllo di un fenomeno cresciuto rapidamente, in un contesto in cui il turismo è una voce importante dell'economia nazionale.
Per la Lombardia, la lezione è che la crescita del turismo porta con sé domande di regolazione. Milano ha scelto finora un approccio basato sulla qualità dell'offerta e sugli eventi internazionali. Il caso romano mostra che anche le forme più leggere di mobilità turistica possono diventare un tema politico quando il loro numero cresce.
The Local Italy, nella sua agenda settimanale, segnala che questa settimana in Italia si aprono nuove mostre e festival gastronomici autunnali. È il segno di un turismo che si distribuisce su più stagioni e più tipologie. La regolazione dei mezzi è una parte di un quadro più ampio, che riguarda come le città italiane gestiscono un afflusso che non accenna a diminuire.
