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MOLISE

Ryanair aggiunge 18 voli invernali, e il Molise guarda gli aeroporti che non ha

La low cost amplia le rotte da cinque scali italiani. Per una regione senza aeroporto commerciale, la notizia è un promemoria geografico.

Antonio Petrella470 wordsEdition №159venerdì 23 ottobre 2026 — Edizione № 159

Ryanair ha annunciato 18 nuovi voli dall'Italia per l'inverno 2026, ampliando le rotte in cinque aeroporti italiani con connessioni stagionali verso Europa e Nord Africa. Lo riferisce The Local Italy giovedì.

La notizia è di quelle che si leggono come un elenco di opportunità. Per chi vive in una regione servita da uno di quei cinque scali, significa un volo diretto in più e qualche ora risparmiata. Per chi non lo è, significa la stessa cosa di sempre: partire prima.

Il Molise non ha un aeroporto commerciale di riferimento. La conseguenza non è una lamentela, è un dato logistico che la copertura internazionale di oggi, tutta concentrata sui vantaggi della connettività, non nomina.

The Local Italy non elenca quali siano i cinque aeroporti coinvolti, e la redazione non li indovina. Quello che il telegrafo dice è la scala: cinque scali, diciotto nuove connessioni, destinazioni in Europa e Nord Africa, orizzonte stagionale invernale. Sono numeri che descrivono un'Italia a due velocità di accesso.

Per il Molise la questione ha una storia precisa. Chi da Campobasso o da Isernia deve prendere un aereo si orienta verso Napoli, Roma o Pescara, con tempi di percorrenza che dipendono dalle strade prima che dagli orari. L'annuncio di Ryanair non peggiora nulla: semplicemente non tocca la regione.

C'è un rovescio che vale la pena dire. L'inverno è la stagione in cui i voli stagionali servono meno al turismo e più a chi emigra e torna. Una regione a forte emigrazione come il Molise conosce bene il calendario: i rientri si concentrano in poche date, e ogni coincidenza mancata costa una notte in più lontano da casa.

Il quadro europeo che France 24 ha tracciato giovedì parla di "insoddisfazione popolare" e di promesse di crescita che non si sono avverate. La connettività aerea è una di quelle promesse: si annuncia come sviluppo e si misura, per chi sta nell'entroterra, in chilometri di automobile.

Non tutto si legge in negativo. L'ampliamento delle rotte invernali segnala che la domanda di viaggi brevi in Italia resta sostenuta, e che le compagnie continuano a scommettere sugli scali esistenti. È un'indicazione di mercato, non un piano per le aree interne.

La domanda che resta aperta, e che il telegrafo non affronta, riguarda il collegamento tra gli scali e i territori che ne stanno fuori. Un volo in più da un aeroporto a due ore di strada vale meno di un'autostrada che funziona o di una ferrovia che non si ferma. Su questo le fonti internazionali di oggi tacciono.

Per la redazione molisana la notizia si chiude con una nota pratica. Chi programma un viaggio invernale da queste parti farà bene a controllare gli orari dei cinque scali interessati — quando saranno noti — e a mettere in conto il trasferimento. È poca cosa, ma è tutto ciò che l'annuncio di Ryanair concede a chi vive dove l'aeroporto non c'è.

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