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San Siro compie cent'anni: il Guardian raccoglie l'addio di Costacurta
Lo stadio del Milan e dell'Inter festeggia il secolo mentre la città ne ha deciso la sostituzione; l'ex difensore lo racconta al Guardian
Tobia Marenghi819 wordsEdition №122lunedì 21 settembre 2026 — Edizione № 122
San Siro compie cento anni questo fine settimana e il Guardian ne approfitta per raccogliere la testimonianza di Alessandro Costacurta, uno dei giocatori che più a lungo lo hanno abitato. Il quotidiano britannico titola la sua intervista con una frase dello stesso ex difensore: "San Siro è un'icona – è incredibilmente bello ma non è funzionale". È la sintesi di un secolo che si chiude mentre la città ha già deciso di sostituire l'impianto.
Il racconto del Guardian parte da un dettaglio personale: Costacurta durò quindici minuti della sua prima partita a San Siro, ma non stava giocando, accompagnava qualcuno a vederla. Da quella tribuna è passato a difenderla per una carriera intera, e ora la descrive per quello che è stata: rumore, potenza, un'architettura che il calcio europeo ha smesso di costruire.
La notizia non è la nostalgia, ma la decisione che la accompagna. Mentre la stampa estera celebra l'anniversario, il destino dello stadio è già scritto: sarà demolito. Il Guardian lo dice con chiarezza nell'apertura del pezzo, e la frase di Costacurta sulla funzionalità è il modo in cui il giornale spiega perché Milano abbia scelto di andare altrove.
Per la redazione Sport de La Veduta la storia ha un doppio binario: da una parte il valore patrimoniale di un impianto che il mondo identifica con Milano, dall'altra la logica economica che spinge i club verso strutture nuove. Il Guardian non entra nei dettagli del progetto, ma la cornice è quella che i lettori stranieri conoscono bene: l'Italia che deve decidere cosa fare dei suoi simboli quando diventano un costo.
