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San Siro compie cento anni e il Guardian raccoglie l'addio
Lo stadio di Milano festeggia il secolo e si prepara alla demolizione: Alessandro Costacurta racconta al Guardian il rumore e la potenza di un impianto unico
Tobia Marenghi788 wordsEdition №119venerdì 18 settembre 2026 — Edizione № 119
San Siro compie cento anni questo fine settimana e il Guardian gli dedica un ritratto firmato dalle parole di Alessandro Costacurta, uno dei giocatori che vi hanno giocato di più. Il giornale britannico racconta lo stadio di Milano come un'icona destinata presto alla demolizione, e apre con un dettaglio curioso: la prima partita di Costacurta a San Siro durò quindici minuti, perché non stava giocando ma era lì al seguito per guardare un altro.
Nella conversazione con il Guardian, Costacurta definisce San Siro «un'icona: è incredibilmente bello ma non è funzionale». È la sintesi che la stampa estera usa da anni per raccontare l'impianto milanese: un monumento del calcio europeo che il calcio moderno considera inadeguato.
Il centenario cade mentre lo stadio si avvia alla demolizione, secondo quanto scrive il Guardian, e mentre Milan e Inter discutono da tempo del proprio futuro impiantistico. Per i lettori stranieri la notizia è doppia: una celebrazione e un addio annunciato.
San Siro compie cento anni questo fine settimana e il Guardian gli dedica un ritratto costruito attorno ad Alessandro Costacurta, uno dei giocatori che vi hanno giocato di più. Il giornale britannico presenta lo stadio di Milano come un'icona destinata presto alla demolizione e apre con un dettaglio curioso: la prima partita di Costacurta a San Siro durò quindici minuti, perché non stava giocando ma era lì al seguito per guardare un altro.
È una sintesi che la stampa estera ripete da anni: un monumento del calcio europeo che il calcio contemporaneo considera inadeguato alle proprie esigenze.
Il pezzo del Guardian insiste su due elementi che i lettori stranieri conoscono bene: il rumore e la potenza di uno stadio unico. È il tipo di descrizione che in Inghilterra si usa per Anfield o per il vecchio Wembley, e che colloca San Siro in una categoria di impianti che l'Europa considera patrimonio più che infrastruttura.
Il centenario cade mentre lo stadio si avvia alla demolizione, secondo quanto scrive il Guardian. Milan e Inter, che lo condividono, discutono da anni del proprio futuro impiantistico; il giornale britannico non entra nei dettagli del progetto, ma il quadro che offre ai suoi lettori è quello di una celebrazione che coincide con un addio annunciato.
Per la copertura internazionale dello sport italiano la vicenda ha un valore che va oltre Milano. San Siro è uno degli stadi che le televisioni straniere mostrano più spesso quando raccontano la Serie A: le sue tribune verticali, la struttura a torri, la vicinanza del pubblico al campo sono diventate parte dell'immagine estera del campionato, non solo della città.
Il Guardian sceglie di raccontarlo attraverso una voce italiana, un ex giocatore, e non attraverso un corrispondente. È una formula ricorrente nella stampa britannica quando l'oggetto è un luogo simbolico: si lascia che a descriverlo sia chi lo ha vissuto dall'interno, mentre il giornale tiene la distanza del racconto.
La notizia arriva nello stesso giorno in cui il Guardian riferisce di un'altra serata europea per il calcio italiano: la Juventus ha travolto il NEC in Europa League, secondo il resoconto del giornale. Le due storie, pubblicate a poche ore di distanza, dicono cose diverse: una riguarda il rendimento delle squadre, l'altra il contenitore in cui quel calcio si gioca.
Sul piano sportivo, la data del centenario non cambia nulla. Sul piano della percezione estera, invece, il Guardian sta già costruendo la memoria dello stadio prima che venga chiusa: quando l'impianto sarà demolito, il materiale con cui i giornali stranieri lo ricorderanno sarà in larga parte questo.
C'è poi la questione che il giornale britannico lascia implicita nella citazione di Costacurta: la tensione tra valore storico e funzionalità. È lo stesso nodo che attraversa il dibattito europeo sugli stadi italiani, che la stampa estera descrive da tempo come tra i più vecchi e meno redditizi dei grandi campionati continentali.
Il centenario di San Siro diventa così, per i lettori stranieri, un caso esemplare: un impianto che il mondo considera bellissimo e che il paese che lo possiede considera superato. Il Guardian non prende posizione, ma la scelta di intitolare il pezzo alla bellezza non funzionale è già un giudizio.
Per la redazione sportiva, la storia ha un seguito naturale: cosa accadrà allo stadio dopo la demolizione e come Milan e Inter racconteranno al pubblico internazionale il proprio nuovo impianto. Il Guardian, per ora, si limita a registrare il compleanno e a raccogliere una testimonianza.
Resta il dato di partenza, che è anche quello più citato all'estero: cento anni, due club, una città. San Siro è l'unico grande stadio europeo condiviso da due squadre di primo livello, e questa anomalia — che i giornali stranieri trattano ora come unicità, ora come problema — è parte di ciò che lo ha reso riconoscibile fuori dall'Italia.
