VENETO
Scoperto santuario antico di 2.500 anni nel Veneto
Operai che bonificavano ordigni bellici hanno portato alla luce un sito del V secolo a.C. durante i lavori stradali
Tommaso Veronese662 wordsEdition №3mercoledì 3 giugno 2026 — Edizione № 3
Operai della ditta Veneto Strade S.p. A., impegnati nella bonifica di ordigni bellici, hanno scoperto i resti di un santuario antico nel territorio veneto. La scoperta è avvenuta durante i lavori di costruzione di una nuova strada tra Borgo Veneto e Carceri, secondo quanto riportato dal New York Post a fine maggio.
Il sito risale al V secolo a. C., un periodo di grande importanza per lo sviluppo delle comunità nel Veneto antico. La scoperta rappresenta un'aggiunta significativa alla comprensione della storia pre-romana della regione, quando il territorio era abitato da popolazioni venetiche.
La sovrapposizione tra bonifica bellica e ricerca archeologica è emblematica della storia del Veneto del Novecento: la regione è stata teatro di conflitti che hanno lasciato tracce ancora oggi, mentre sotto terra giacciono testimonianze di civiltà millenarie.
La scoperta rappresenta un'aggiunta significativa alla comprensione della storia pre-romana della regione, quando il territorio era abitato da popolazioni venetiche che sviluppavano insediamenti stabili e strutture religiose.
Le operazioni di clearance degli ordigni inesplosi della Prima e della Seconda guerra mondiale continuano a essere routine nel Veneto, e talvolta portano alla luce scoperte inattese.
Il santuario scoperto rappresenta un'evidenza rara della vita religiosa venetica nel periodo arcaico. I santuari di questo tipo forniscono informazioni preziose sulle credenze, sulle pratiche rituali e sulla struttura sociale delle comunità antiche. Gli archeologi hanno avviato un'indagine sistematica del sito per documentare e preservare i reperti.
La scoperta si inserisce in una lunga tradizione di ritrovamenti archeologici nel Veneto, una regione che conserva tracce significative della civiltà venetica. Il territorio, compreso tra il fiume Adige e l'Isonzo, era il cuore della civiltà venetica, che prosperò tra il IX e il I secolo a. C., sviluppando una cultura distinta dalla contemporanea civiltà etrusca.
La stampa internazionale ha sottolineato come la scoperta illustri il potenziale archeologico ancora inespresso del Veneto. Molti siti rimangono sepolti sotto le campagne agricole o sotto le infrastrutture moderne, e solo occasionalmente emergono durante lavori di costruzione o bonifica.
Il sito scoperto tra Borgo Veneto e Carceri si trova nella pianura veneta, una zona che nel periodo arcaico era caratterizzata da insediamenti dispersi e da una fitta rete di vie di comunicazione fluviali. Il santuario potrebbe essere stato un luogo di culto locale, frequentato dalle comunità circostanti per celebrare riti e offrire doni agli dei.
La ricerca archeologica nel Veneto ha beneficiato negli ultimi decenni di metodologie sempre più sofisticate, incluso l'uso di tecnologie di telerilevamento e di scavo stratigrafico. Tuttavia, molti siti rimangono ancora da scoprire, sepolti sotto i sedimenti e le costruzioni moderne.
Per la comunità locale, la scoperta del santuario rappresenta un collegamento tangibile con il passato remoto. Il Veneto ha una forte identità regionale, e la consapevolezza della propria storia pre-romana contribuisce a rafforzare questo senso di appartenenza. Le autorità locali hanno espresso interesse nel preservare il sito e nel renderlo accessibile alla ricerca scientifica.
Gli archeologi hanno evidenziato che il santuario scoperto potrebbe contenere reperti significativi, inclusi frammenti di ceramica, oggetti votivi e possibilmente iscrizioni. Questi materiali saranno fondamentali per datare il sito con precisione e per comprendere la natura del culto praticato.
La scoperta solleva anche questioni pratiche sulla gestione del patrimonio archeologico in una regione in continuo sviluppo. Il Veneto è una delle aree più densamente costruite d'Italia, con una forte pressione per l'espansione infrastrutturale. Bilanciare lo sviluppo economico con la preservazione del patrimonio culturale rimane una sfida costante.
La stampa internazionale ha notato come la scoperta sia il risultato di una procedura di sicurezza — la bonifica degli ordigni bellici — che continua a essere necessaria decenni dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Questo aspetto sottolinea come il conflitto del Novecento abbia lasciato cicatrici profonde nel paesaggio veneto.
Gli esperti di archeologia venetica hanno sottolineato che il santuario scoperto contribuisce a colmare lacune nella comprensione della religione e della società venetica. Finora, la maggior parte delle conoscenze proviene da siti funerari e da insediamenti abitativi; i santuari sono meno frequentemente documentati, rendendo questa scoperta particolarmente preziosa.
