ABRUZZO
Il Guardian scopre una nuova zona blu: Bolotana, in Sardegna
Uno studio sui centenari di un villaggio di montagna sardo riapre il dibattito sulla longevità delle aree interne
Marco Di Sante1,042 wordsEdition №138giovedì 8 ottobre 2026 — Edizione № 138
Il Guardian ha dedicato un reportage a Bolotana, villaggio di montagna della Sardegna a circa settanta miglia dalla zona blu originale dell'isola, dove secondo uno studio citato dal quotidiano britannico il 13 per cento delle donne che raggiungono i settant'anni arriva a compierne cento. Il segreto della longevità, scrive il Guardian, sembra essere anzitutto una questione di genere: essere donna, in una parte specifica della Sardegna.
La scoperta aggiunge un tassello a una letteratura consolidata. Le zone blu — Sardegna, Okinawa, Icaria, Nicoya, Loma Linda — sono da anni oggetto di studi internazionali sulla dieta, sul movimento quotidiano e sui legami sociali. Il caso di Bolotana, secondo il Guardian, suggerisce che il fenomeno non sia compatto né uniforme, ma localizzato in micro-aree anche a breve distanza l'una dall'altra.
Per l'Abruzzo la notizia ha un valore indiretto ma non marginale. Le aree interne della regione condividono con la Barbagia molti tratti: invecchiamento della popolazione, isolamento geografico, economia agro-pastorale residuale, emigrazione giovanile. Se la longevità dipende anche dal contesto — alimentazione locale, camminata quotidiana, reti di vicinato — allora le montagne abruzzesi pongono le stesse domande che il Guardian rivolge alla Sardegna.
Va detto con prudenza: il reportage non contiene dati sull'Abruzzo e non confronta la regione con l'isola. La connessione resta un'ipotesi di lavoro per chi osserva l'Appennino, non un risultato scientifico. La ricerca citata riguarda Bolotana e la Sardegna, e a quella scala va letta.
Il reportage del Guardian muove da un dato semplice: a Bolotana, piccolo centro di montagna nell'entroterra sardo, una quota insolitamente alta di donne raggiunge il secolo di vita. Il quotidiano britannico colloca il villaggio a circa settanta miglia dalla zona blu originale dell'isola, quella resa celebre dagli studi sulla longevità maschile in Barbagia, e lo descrive come un possibile nuovo tassello di quel mosaico.
La tesi centrale, come la riporta il Guardian, è che la longevità sia qui soprattutto femminile. Il 13 per cento delle donne che arrivano a settant'anni, secondo lo studio citato, vivrà fino a cento. È una percentuale che il giornale presenta come significativa rispetto ai parametri ordinari, e che riapre la domanda su cosa distingua questi micro-territori dal resto dell'isola e d'Europa.
Il concetto di zona blu, elaborato da demografi e giornalisti scientifici, indica aree geografiche con concentrazioni eccezionali di centenari. La Sardegna ne fa parte dalla prima ora, insieme a Okinawa in Giappone, Icaria in Grecia, Nicoya in Costa Rica e Loma Linda in California. Il caso di Bolotana, se confermato, suggerirebbe che anche all'interno di una zona blu la distribuzione sia disomogenea: non tutta l'isola, ma alcuni villaggi.
Gli studiosi citati dalla stampa internazionale tendono a ricondurre il fenomeno a una combinazione di fattori: dieta povera di carne e ricca di legumi e ortaggi, attività fisica incorporata nella vita quotidiana — il pascolo, l'orto, la camminata — e reti sociali dense, in cui gli anziani restano parte attiva della comunità anziché esserne emarginati. Il Guardian non avanza una spiegazione unica, e il dibattito scientifico resta aperto.
Per chi osserva l'Appennino abruzzese, la domanda che il reportage lascia aperta è se le stesse condizioni esistano anche qui. Le aree interne della regione — l'Alto Aterno, la Marsica, il Gran Sasso, la Majella — condividono con la Barbagia l'isolamento, l'invecchiamento e un'agricoltura di montagna in ritirata. La differenza è che in Abruzzo il terremoto del 2009 ha spezzato molte di quelle reti di vicinato su cui, secondo la letteratura internazionale, si regge la longevità.
Questo non significa che la ricerca sul campo confermi un parallelo. Il Guardian parla di Bolotana e della Sardegna; non nomina l'Abruzzo, non confronta i dati, non formula ipotesi sulle altre montagne italiane. Trarre conclusioni regionali da uno studio sardo sarebbe un salto che le fonti non autorizzano. La connessione va trattata come una domanda di ricerca, non come un risultato.
C'è però un aspetto che riguarda tutte le aree interne italiane, e che la copertura internazionale torna a segnalare: la longevità è anche una questione di servizi. Dove gli anziani restano soli, lontani da ambulatori e trasporti, la longevità diventa una condizione fragile. Le zone blu funzionano finché la comunità tiene; quando la comunità si svuota, il vantaggio demografico si trasforma in un problema di assistenza.
Sul piano scientifico, la cautela resta d'obbligo. I dati sui centenari sono spesso raccolti su registri anagrafici che in passato hanno conosciuto errori e omissioni, e la stessa nozione di zona blu è stata contestata da demografi che vi vedono in parte un artefatto statistico. Il Guardian presenta lo studio di Bolotana come un contributo, non come una prova definitiva.
Per l'Abruzzo la lezione pratica riguarda piuttosto la conservazione dei contesti. Se le condizioni che favoriscono la longevità sono ambientali e sociali — aria, cibo, movimento, vicinato — allora la loro difesa coincide con la difesa dei paesi di montagna. È l'argomento che le aree interne portano da anni nei confronti delle politiche nazionali ed europee di coesione, e che la stampa estera ripropone periodicamente sotto forma di curiosità demografica.
Il reportage del Guardian si inserisce in una stagione di interesse internazionale per il tema. Nei mesi scorsi diverse testate straniere hanno raccontato il declino demografico italiano e, insieme, l'eccezione delle isole e delle valli dove si vive più a lungo. Le due storie — lo spopolamento e la longevità — sono in realtà la stessa storia vista da due lati: dove la comunità regge, si vive a lungo; dove si svuota, si vive soli.
Cosa accadrà ora dipende dalla ricerca. Lo studio citato dal quotidiano britannico apre la strada a verifiche su altri villaggi sardi e, potenzialmente, su altre montagne europee. Se il metodo verrà replicato, l'Appennino potrebbe diventare un banco di prova naturale: stessa altitudine, stessa economia pastorale, stessa emigrazione giovanile, ma un terremoto in mezzo. La domanda, per l'Abruzzo, è se la ricostruzione abbia ricostruito anche le reti, non solo le case.
