SARDEGNA
Bruxelles valuta la tassa sugli extraprofitti, la Sardegna guarda i contatori
Il Guardian riferisce di prezzi dei carburanti quasi record nell'UE e della spinta tedesca per un prelievo sui margini delle compagnie energetiche: per un'isola che paga l'energia più cara d'Europa, la partita è tutta nella rete, non nei prezzi alla pompa
Gavino Sanna785 wordsEdition №120sabato 19 settembre 2026 — Edizione № 120
I governi europei hanno discusso l'ipotesi di una tassa sugli extraprofitti a livello comunitario per le compagnie energetiche, mentre i prezzi quasi record di carburante e gas mettono sotto pressione i leader desiderosi di contenere il malcontento crescente. Lo ha riferito il Guardian, secondo cui il ministro tedesco dell'Energia ha dichiarato che le aziende stanno «sfruttando la situazione» in Medio Oriente.
Per la Sardegna la questione si presenta con un profilo diverso da quello dei grandi consumatori continentali. L'isola non è solo un mercato di energia: è un nodo di produzione, con raffinerie e impianti petrolchimici che lavorano greggio in transito e alimentano una parte dell'economia industriale del Sud dell'isola.
La tensione tra Bruxelles e le capitali, secondo il Guardian, riguarda soprattutto il gettito: un prelievo sui margini delle compagnie energetiche sarebbe deciso a livello comunitario, ma applicato dagli Stati. Per un'isola che produce e consuma, la domanda diventa quale parte di quel prelievo torni sul territorio.
Sullo sfondo resta un dato che le testate internazionali ripetono da mesi: i prezzi dell'elettricità in Italia sono tra i più alti d'Europa, e i gruppi dei consumatori avvertono di un'altra impennata delle bollette in autunno. La Sardegna, con la sua rete isolana e i costi di trasporto, è tra le aree dove quell'avviso pesa di più.
