SARDEGNA
L'Etna chiude Catania, e le isole guardano ai propri scali
La cenere ha sospeso i voli fino a martedì sera. Per la Sardegna, che vive di collegamenti, la lezione è la fragilità delle rotte insulari.
Gavino Sanna636 wordsEdition №117mercoledì 16 settembre 2026 — Edizione № 117
L'aeroporto di Catania, uno dei più trafficati d'Italia, ha sospeso tutti i voli fino a martedì sera per la cenere emessa dal vicino Etna. Lo riferisce la BBC, che parla di uno stop totale delle operazioni; The Local Italy aveva già segnalato lunedì una nuova interruzione del traffico aereo sullo scalo siciliano per la stessa ragione.
Non è un caso isolato: l'Etna, tra i vulcani più attivi d'Europa, torna a interferire con la mobilità della Sicilia orientale con regolarità. Ogni eruzione che produce cenere costringe gli operatori a terra, e i passeggeri a riprogrammare.
Per la Sardegna la notizia arriva da lontano, ma non è estranea. L'isola non ha vulcani attivi, ma condivide con la Sicilia una condizione strutturale: la dipendenza dai collegamenti aerei e marittimi per qualsiasi spostamento verso il continente.
La cenere siciliana ricorda che, quando un solo scalo si ferma, un'intera area resta scollegata. È un tema che la Sardegna conosce per altre vie — la continuità territoriale, i voli low cost, i traghetti — e che il caso di Catania ripropone in forma acuta.
