The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
…
← Back to the edition

ABRUZZO

Salvato dalla grotta di Gorroppeddu dopo 26 ore: cosa insegna all'Appennino

Il Guardian racconta il recupero di Luca Olmetto a Urzulei. Soccorso alpino e speleologi leggono il caso come una lezione per le montagne dell'interno.

Marco Di Sante709 wordsEdition №144martedì 13 ottobre 2026 — Edizione № 144

Un uomo di 31 anni, Luca Olmetto, è stato estratto vivo da una grotta sull'isola italiana di Sardegna dopo essere rimasto intrappolato a circa dieci metri di profondità per 26 ore in seguito a una frana. È quanto ha riferito il Guardian, che colloca l'episodio nella grotta di Gorroppeddu, nella catena montuosa di Urzulei, nel cuore dell'Ogliastra.

Il giornale britannico descrive l'operazione come «enorme e complessa», senza entrare nel dettaglio delle tecniche impiegate né del numero di soccorritori coinvolti. La notizia è arrivata lunedì 12 ottobre, a recupero concluso.

Per chi vive e lavora nell'Appennino abruzzese, il caso non è una curiosità lontana. Il Gran Sasso, la Majella e il Velino ospitano alcune delle grotte più profonde d'Europa e attirano ogni anno speleologi da mezza Europa, spesso in ambienti dove il distacco di massi è parte della geologia, non un'eccezione.

È quanto ha riferito il Guardian, che colloca l'episodio nella grotta di Gorroppeddu, nella catena montuosa di Urzulei, nel cuore dell'Ogliastra, in una zona carsica dell'interno sardo.

Il giornale britannico descrive l'operazione di soccorso come «enorme e complessa», senza entrare nel dettaglio delle tecniche impiegate, del numero di soccorritori coinvolti o delle condizioni dell'uomo al momento dell'estrazione. Non risultano, dalle fonti internazionali, dichiarazioni del ferito o dei familiari.

Il Gran Sasso, la Majella e il Velino ospitano alcune delle grotte più profonde d'Europa e attirano ogni anno speleologi da mezza Europa. In ambienti di questo tipo il distacco di massi è parte della geologia, non un'eccezione, e la differenza tra un incidente banale e una tragedia sta quasi sempre nella preparazione e nella velocità con cui un soccorso riesce a organizzarsi.

La Sardegna e l'Abruzzo condividono una condizione che la stampa estera nota raramente: sono isole montuose, o regioni montuose, con un interno che si svuota e con presidi pubblici sempre più radi. Urzulei è un comune di poche centinaia di abitanti; molti paesi dell'Aquila e del suo circondario hanno numeri simili, o peggiori. Quando un'emergenza scatta in questi territori, la distanza dai centri di soccorso specializzato è una variabile reale.

Il soccorso speleologico italiano è una struttura volontaria, diffusa sul territorio e riconosciuta a livello internazionale. È il tipo di capacità che la copertura straniera tende a dare per scontata finché non serve: il Guardian, nel suo resoconto, si limita a registrare l'esito positivo, senza ricostruire la catena di allertamento. Per l'Appennino, quella catena è la stessa che ogni inverno viene messa alla prova da valanghe, cadute e dispersi.

C'è poi la questione più scomoda, che il caso sardo riporta in superficie: il turismo outdoor. Le grotte dell'Ogliastra e quelle abruzzesi sono mete in crescita, pubblicizzate dalle guide internazionali come esperienze di natura estrema. L'aumento dei visitatori non è accompagnato, in molte aree interne, da un aumento corrispondente di guide certificate, cartellonistica o copertura di soccorso. Il rischio cresce insieme alla popolarità.

Il raffronto con il terremoto del 2009 all'Aquila è inevitabile per chi scrive da qui, ma va fatto con prudenza: si tratta di fenomeni diversi, uno geologico puntuale e uno tettonico diffuso. Il punto comune è la fiducia nelle istituzioni. Dopo il sisma, la capacità dello Stato di arrivare in tempi rapidi nei paesi dell'interno è diventata una misura concreta del suo funzionamento, non un'astrazione.

Le fonti internazionali non collegano l'episodio sardo alla questione dei presidi sanitari nelle aree interne, e non è compito di questo giornale farlo al posto loro. Resta il fatto che Urzulei, come decine di comuni abruzzesi, è un luogo dove la vicinanza di un presidio può valere un'ora. Quell'ora, in una grotta, vale molto.

Non è chiaro, dalle notizie disponibili, se la grotta di Gorroppeddu fosse aperta a visite guidate o a esplorazioni amatoriali, né se esistessero restrizioni di accesso. Il Guardian non lo specifica. Sono dettagli che in genere emergono nei giorni successivi, quando le autorità locali ricostruiscono l'accaduto e valutano eventuali responsabilità.

Per la redazione di un giornale che scrive dall'Appennino, la notizia ha un valore che va oltre la cronaca. Mostra che il modello italiano di soccorso in montagna regge, ma che regge grazie a persone e a una geografia di volontariato che il declino demografico delle aree interne mette sotto pressione. È un tema che il mondo affronta di rado, e quasi sempre solo quando va bene.

Share