BASILICATA
Lo scarabeo giapponese avanza verso Sud
L'insetto invasivo minaccia i vigneti della Valle d'Aosta. La Basilicata teme il contagio nei suoi frutteti
Pietro Lasorsa498 wordsEdition №52martedì 21 luglio 2026 — Edizione № 52
Lo scarabeo giapponese ha raggiunto la Valle d'Aosta e continua a spostarsi verso sud, secondo quanto riferito dall'Associated Press lunedì. L'insetto invasivo, fotografato su foglie di vite a Pont-Saint-Martin il 9 luglio, minaccia frutteti e vigneti in un momento critico per il ciclo produttivo estivo.
La Popillia japonica si nutre di foglie, fiori e frutti, causando danni significativi alle colture. Gli agricoltori della Valle d'Aosta hanno già segnalato perdite, ma gli esperti avvertono che il vero pericolo arriverà quando l'insetto si sposterà nelle regioni meridionali, dove le temperature più calde potrebbero accelerarne la riproduzione.
Per la Basilicata, la notizia rappresenta una minaccia concreta. Le coltivazioni di mele, albicocche e uva della regione potrebbero trovarsi sulla rotta naturale dell'espansione dell'insetto nei prossimi mesi o anni. Le autorità agricole locali non hanno ancora annunciato misure preventive specifiche.
Lo scarabeo giapponese ha raggiunto la Valle d'Aosta e continua a spostarsi verso sud, secondo quanto riferito dall'Associated Press e dal Sun Chronicle lunedì.
Vittorio Costabloz, vicepresidente dell'associazione agricola della Valle d'Aosta, ha dichiarato ai media internazionali che la situazione è grave ma ancora contenibile nella regione alpina. Tuttavia, l'assenza di barriere geografiche naturali tra il Nord e il Centro-Sud italiano rende probabile la migrazione verso sud nel corso dei prossimi cicli biologici.
La regione produce circa 60.000 tonnellate di frutta all'anno, principalmente da aree collinari e di bassa montagna dove il clima potrebbe favorire la proliferazione della Popillia japonica.
L'insetto, originario del Giappone, è stato introdotto accidentalmente in Europa decenni fa e ha trovato condizioni ideali per la riproduzione nel clima temperato continentale dell'Italia settentrionale. La sua capacità di adattamento è stata documentata in numerosi studi scientifici citati dalla stampa agricola internazionale.
Le autorità agricole basilicate non hanno ancora annunciato misure preventive specifiche. Tuttavia, il modello di gestione adottato in Valle d'Aosta — monitoraggio delle aree colpite e controllo biologico mediante feromoni — potrebbe diventare un riferimento per il Sud se l'insetto raggiungerà la regione.
La questione si inserisce in un contesto più ampio di pressione sui sistemi agricoli italiani dovuta ai cambiamenti climatici e alle specie invasive. Reuters ha riportato che l'Italia sta già affrontando sfide significative da altri insetti invasivi, come la Xylella fastidiosa che ha devastato gli ulivi pugliesi negli ultimi anni.
Gli agricoltori basilicati, già alle prese con la volatilità dei prezzi internazionali e la siccità estiva ricorrente, vedono nello scarabeo giapponese un ulteriore fattore di incertezza. La regione, che ha investito negli ultimi anni nel rilancio della produzione di qualità, potrebbe subire danni economici significativi se l'insetto non viene contenuto.
Le autorità europee hanno iniziato a coordinare misure di contenimento, secondo quanto riferito dalle agenzie internazionali. Tuttavia, la velocità di espansione della Popillia japonica ha sorpreso gli esperti, suggerendo che le strategie di controllo potrebbero rivelarsi insufficienti se non intensificate.
La Basilicata attende comunicazioni ufficiali dalle autorità nazionali e regionali sulla preparazione di protocolli di difesa fitosanitaria. Nel frattempo, gli agricoltori locali monitorano i campi con crescente preoccupazione, consapevoli che il tempo per agire potrebbe essere limitato.
