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ECONOMIA

Lo scarabeo giapponese devasta i vigneti della Valle d'Aosta

La Popillia japonica avanza nei frutteti e nelle vigne del nord Italia. Gli agricoltori locali cercano difese mentre l'invasione si intensifica.

Camille Bréan818 wordsEdition52martedì 21 luglio 2026 — Edizione № 52

Gli scarabei giapponesi (Popillia japonica) sono stati fotografati su foglie di vite a Pont-Saint-Martin e in vigneti a Donnas, nella Valle d'Aosta, secondo quanto riportato dall'agenzia Associated Press il 20 luglio. Questi parassiti iridescenti di colore verde, nativi del Giappone, sono diventati una minaccia crescente in Italia settentrionale, sciamando attraverso i frutteti e i vigneti e lasciando dietro di sé devastanti motivi a reticolo sulle foglie.

La Popillia japonica è un parassita familiare negli Stati Uniti, dove è arrivato più di un secolo fa. Ma è un invasore relativamente nuovo in Europa, e la sua comparsa nella Valle d'Aosta rappresenta un'escalation della sua espansione nel continente. Le foglie danneggiate indeboliscono le piante e riducono significativamente la produzione di frutta e uva.

Vittorio Costabloz, vice-presidente di un'organizzazione agricola locale, ha espresso la frustrazione dei coltivatori della regione di fronte a questa nuova minaccia biologica. La Valle d'Aosta, con la sua economia fortemente dipendente dall'agricoltura di montagna — dai vigneti autoctoni alle coltivazioni di frutta — si trova ora a dover affrontare una sfida che colpisce direttamente il tessuto economico e ambientale della regione.

Questi parassiti iridescenti di colore verde, nativi del Giappone, sono diventati una minaccia crescente in Italia settentrionale, sciamando attraverso i frutteti e i vigneti e lasciando dietro di sé devastanti motivi a reticolo sulle foglie che indeboliscono le piante e riducono la produzione.

La Popillia japonica è un parassita familiare negli Stati Uniti, dove è arrivato più di un secolo fa, secondo l'AP. Le foglie danneggiate indeboliscono le piante e riducono significativamente la produzione di frutta e uva, con conseguenze dirette sui redditi degli agricoltori locali.

Vittorio Costabloz, vice-presidente di un'organizzazione agricola locale, ha espresso la frustrazione dei coltivatori della regione di fronte a questa nuova minaccia biologica, secondo quanto riportato dalle agenzie internazionali. La Valle d'Aosta, con la sua economia fortemente dipendente dall'agricoltura di montagna — dai vigneti autoctoni come la Prié Blanc e la Fumin alle coltivazioni di mele e pere — si trova ora a dover affrontare una sfida che colpisce direttamente il tessuto economico e ambientale della regione.

L'arrivo dello scarabeo giapponese in Valle d'Aosta coincide con un periodo di particolare vulnerabilità per l'agricoltura alpina. La regione, già esposta ai rischi climatici legati all'altitudine e alla brevità della stagione vegetativa, deve ora fronteggiare una pressione biologica esterna che minaccia colture che hanno resistito per secoli.

L'invasione dello scarabeo giapponese in Italia settentrionale non è isolata. Reuters e altre agenzie hanno documentato l'avanzata del parassita attraverso i vigneti e i frutteti di tutta la regione padana, con particolare virulenza in Piemonte e Lombardia. La Valle d'Aosta, per la sua posizione geografica e le sue colture, si trova direttamente nel percorso di espansione di questo insetto.

Gli agricoltori locali si trovano di fronte a scelte difficili: ricorrere a insetticidi che potrebbero compromettere il profilo biologico delle loro coltivazioni, oppure tentare metodi di controllo biologico ancora in fase sperimentale. La valle, che ha costruito parte della sua reputazione su produzioni agricole di qualità e spesso certificate biologiche, rischia di vedere minacciata questa identità.

Il ciclo biologico della Popillia japonica — con adulti che emergono in luglio e si nutrono voracemente per quattro-sei settimane — coincide esattamente con il periodo critico di maturazione dell'uva e della frutta in Valle d'Aosta. Questo sincronismo biologico rende l'invasione particolarmente dannosa.

I danni economici potenziali sono significativi. Un vigneto colpito può subire perdite di raccolto dal 20 al 50 per cento, secondo quanto riferito da esperti agricoli internazionali. Per una regione come la Valle d'Aosta, dove il vigneto rappresenta un elemento centrale sia dell'economia che dell'identità culturale, questa è una minaccia seria.

Le autorità regionali e nazionali stanno monitorando l'espansione dello scarabeo, ma le misure di contenimento restano limitate. L'UE ha classificato la Popillia japonica come organismo nocivo da quarantena, il che significa che gli stati membri sono tenuti a implementare misure di controllo, ma la rapidità dell'invasione ha superato la capacità di risposta amministrativa.

La Valle d'Aosta, con il suo patrimonio agricolo di montagna e la sua economia turistica legata alla qualità del paesaggio e dei prodotti locali, si trova di fronte a una sfida che va oltre il danno immediato alle colture. La perdita di raccolti influisce sulla sostenibilità economica dei piccoli agricoltori e, a lungo termine, sulla vitalità stessa delle comunità rurali della regione.

Secondo l'AP, il parassita si è diffuso rapidamente in tutta l'Italia settentrionale grazie alle temperature più miti e alle condizioni climatiche favorevoli. La Valle d'Aosta, nonostante l'altitudine, non è immune a questa espansione, soprattutto nelle aree a bassa quota dove si concentrano le coltivazioni più importanti.

Gli agricoltori della valle stanno cercando di coordinarsi per sviluppare strategie comuni di difesa, ma le risorse sono limitate e il tempo stringe. L'estate del 2026 potrebbe essere il primo vero test della capacità della regione di resistere a questa invasione biologica senza compromettere le sue vocazioni agricole tradizionali.

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