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MOLISE

Settembre di scioperi: il Molise conta i collegamenti che non ha

La settimana Italiana si apre con agitazioni nei trasporti, l'entroterra osserva

Antonio Petrella745 wordsEdition107lunedì 7 settembre 2026 — Edizione № 107

La settimana italiana si apre con una serie di scioperi dei trasporti e con la riapertura delle scuole, come riporta The Local Italy nella sua agenda settimanale. L'edizione inglese del sito con sede in Italia segnala anche l'avvio di una nuova tratta ferroviaria internazionale, in un panorama di mobilità in fermento.

Per la maggior parte delle regioni italiane, uno sciopero dei trasporti significa ritardi, corse cancellate e pendolari arrabbiati. Per il Molise, la questione è diversa: qui il problema non è tanto l'agitazione, quanto la carenza cronica di collegamenti che esiste da sempre, sciopero o non sciopero.

Il treno che collega Campobasso a Roma è un simbolo di questa condizione: poche corse, tempi lunghi, e una linea che i molisani conoscono come una delle più lente e obsolete d'Italia. Quando i treni si fermano per uno sciopero, la differenza è meno percepibile che altrove.

The Local Italy dedica la sua agenda settimanale ai principali appuntamenti del paese: scioperi dei trasporti, riapertura delle scuole e una nuova tratta ferroviaria internazionale. Sono notizie che raccontano un'Italia in movimento, fatta di pendolari che ogni giorno si spostano tra città e di studenti che tornano in classe dopo l'estate.

La nuova tratta ferroviaria internazionale menzionata dal sito rappresenta un investimento nella connettività del paese con l'Europa. Per il Molise, però, i collegamenti internazionali sembrano un miraggio: la regione non ha aeroporti commerciali e i suoi collegamenti ferroviari con il resto d'Italia sono tra i più poveri del paese.

Il paradosso è evidente: mentre il dibattito nazionale e internazionale si concentra sugli scioperi che bloccano le grandi città, le regioni interne come il Molise vivono una condizione di mobilità ridotta che non dipende dalle agitazioni ma da decenni di sottoinvestimenti.

La linea Campobasso-Roma, via Isernia, è un esempio di ciò che i molisani chiamano 'la tratta della speranza': pochi treni al giorno, alcuni dei quali con tempi di percorrenza che superano le tre ore per coprire poco più di 200 chilometri. Per confronto, il treno ad alta velocità Milano-Roma copre una distanza doppia in meno di tre ore.

Gli studenti che questa settimana tornano a scuola nel Molise sanno bene cosa significa dipendere da questi collegamenti. Molti frequentano università fuori regione e ogni fine settimana affrontano viaggi lunghi e scomodi per tornare a casa. Altri, più giovani, usano i treni regionali per spostarsi tra i paesi della regione, dove le corse si contano sulle dita di una mano.

Quando i sindacati proclamano uno sciopero nazionale, nel Molise l'effetto è duplice: da un lato, i pochi treni in circolazione vengono cancellati; dall'altro, i servizi sostitutivi con autobus — già la norma in molte tratte — diventano l'unica opzione, quando esistono.

La nuova tratta internazionale annunciata per questa settimana collega l'Italia con una destinazione europea, un segnale positivo per la mobilità del paese. Ma è difficile per un molisano sentirsi parte di questa Europa dei treni veloci quando la propria regione è tagliata fuori dalle principali reti di trasporto.

L'agenda di The Local Italy ricorda anche la riapertura delle scuole, un appuntamento che nel Sud assume contorni particolari. In Molise, molte scuole dei piccoli paesi rischiano la chiusura per mancanza di iscritti, un effetto diretto dello spopolamento che svuota le classi anno dopo anno.

I dati demografici raccontano una storia impietosa: la regione ha perso decine di migliaia di abitanti negli ultimi vent'anni, e i bambini che iniziano la scuola elementare quest'anno sono molti meno di quelli che l'hanno iniziata dieci anni fa. Ogni anno, qualche plesso scolastico chiude, e i bambini devono spostarsi nei paesi vicini.

La combinazione di scioperi e riapertura delle scuole, segnalata dai media internazionali, è un appuntamento ricorrente dell'autunno italiano. Ma nel Molise assume un significato diverso: è il momento in cui la regione conta i suoi studenti, i suoi pendolari, i suoi collegamenti, e fa i conti con una realtà fatta di numeri in calo e servizi in riduzione.

I sindaci dei piccoli comuni molisani ripetono da anni lo stesso appello: senza trasporti adeguati, senza collegamenti rapidi con Roma e con il resto del paese, non c'è sviluppo possibile. Le aziende non si insediano dove i lavoratori non possono arrivare, e i giovani non restano dove non possono partire.

Nel frattempo, la settimana italiana si apre con le agitazioni annunciate e con la promessa di una nuova tratta internazionale. Per il Molise, la musica è sempre la stessa: si parla di mobilità, ma la regione resta ai margini delle grandi reti europee, a guardare i treni che passano altrove.

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