SARDEGNA
Sciopero dei treni: per la Sardegna il nodo è il collegamento con la penisola
Lo stop nazionale di lunedì e martedì aggrava l'isolamento dell'isola, dove il treno è già un'opzione limitata
Gavino Sanna705 wordsEdition №105sabato 5 settembre 2026 — Edizione № 105
Uno sciopero nazionale di 24 ore che colpisce i viaggi in treno dovrebbe causare cancellazioni e ritardi, con alcuni servizi a lunga distanza e regionali garantiti, ha riferito The Local Italy venerdì.
Per i pendolari della penisola, lo sciopero significa code in stazione e piani stravolti. Per la Sardegna, la notizia arriva come un promemoria di una condizione più profonda: l'isola non ha un collegamento ferroviario con il continente, e il servizio interno, pur essenziale, copre solo una parte del territorio.
La rete sarda, a scartamento ridotto nelle linee interne e a scartamento ordinario sulla dorsale Cagliari-Sassari, è un'infrastruttura storica che soffre di sottofinanziamento cronico e di velocità commerciali lontane dagli standard europei.
The Local Italy ha riferito che lo sciopero nazionale di 24 ore, previsto per lunedì e martedì, colpirà i servizi a lunga percorrenza e regionali, con alcune corse garantite nelle fasce di punta. I passeggeri sono invitati a verificare gli orari prima di partire, perché le cancellazioni potrebbero essere diffuse.
La notizia dello sciopero arriva in un momento delicato per il trasporto pubblico italiano, che affronta una stagione di cambiamenti: l'introduzione del nuovo sistema di controlli biometrici alle frontiere dell'UE, prevista per i prossimi giorni, e il dibattito sulle concessioni autostradali e ferroviarie.
Per la Sardegna, lo sciopero ha un significato diverso che per il resto del paese. L'isola è collegata alla penisola solo via mare e via aerea: il treno, per chi arriva dal continente, è un mezzo che si prende dopo lo sbarco a Olbia o Cagliari. Uno sciopero delle ferrovie nazionali, quindi, non blocca i collegamenti principali dell'isola, ma può disarticolare i piani di chi deve raggiungere l'entroterra.
La rete ferroviaria sarda è un unicum nel panorama italiano. Oltre alla linea principale Cagliari-Olbia, che collega il capoluogo con il porto di Olbia, esistono le storiche linee a scartamento ridotto gestite dall'ARST, che raggiungono i centri dell'interno come Nuoro, Sorgono e Isili. Queste linee, nate tra Ottocento e Novecento per servire le zone minerarie e pastorali, sono oggi un'attrattiva turistica, con i trenini verdi che percorrono paesaggi spettacolari, ma anche un servizio essenziale per chi vive nei paesi più isolati.
La velocità media della rete sarda è tra le più basse d'Italia: sulla Cagliari-Sassari, un percorso di circa 230 chilometri, il viaggio dura più di tre ore. Per molti sardi, l'auto resta il mezzo principale, e il treno è spesso un'opzione residuale, usata soprattutto dagli studenti e da chi non ha alternative.
Lo sciopero di lunedì e martedì colpirà anche le linee sarde, con corse garantite nelle fasce di garanzia mattutine e serali. Ma per l'isola il problema non è solo lo sciopero: è la mancanza di un collegamento stabile e veloce con il continente, tema che periodicamente torna nel dibattito politico senza trovare soluzione.
Il dibattito sul Ponte sullo Stretto di Messina, che collegherebbe la Sicilia alla Calabria, ha riacceso le speranze di chi sogna un collegamento fisso anche per la Sardegna. Ma i progetti per un ponte o un tunnel tra l'isola e la Corsica o la penisola restano sulla carta, ostacolati da costi enormi e da considerazioni ambientali.
La Sardegna ha una delle densità di popolazione più basse d'Italia, e il trasporto pubblico soffre di una domanda debole fuori dalle aree urbane. Le linee interne, pur essenziali per i piccoli centri, hanno pochi passeggeri e costi di gestione alti, e ogni anno si discute del loro futuro.
Lo sciopero ferroviario è anche l'occasione per ricordare che il diritto alla mobilità, sancito dalla Costituzione, è diseguale nel paese: chi vive in una grande città della penisola ha decine di treni al giorno, chi vive in un paese dell'interno sardo ne ha due o tre, e se salta uno, aspetta ore.
Le associazioni dei pendolari sardi hanno più volte chiesto un potenziamento del servizio, soprattutto sulla tratta Cagliari-Sassari, che serve le due principali città dell'isola e il polo universitario. Ma i miglioramenti annunciati negli ultimi anni non hanno cambiato di molto i tempi di percorrenza.
In attesa dello sciopero, i viaggiatori sardi si organizzano come sempre: chi può, anticipa la partenza; chi deve raggiungere l'aeroporto di Olbia o il porto di Cagliari, valuta soluzioni alternative. Il treno, per molti, è un'ancora di salvezza, ma un'ancora che non sempre tiene.
