MOLISE
Classi con tetto agli stranieri: il Molise che si spopola guarda la norma
Il governo approva il divieto di burqa e niqab a scuola e un limite agli studenti non italofoni. Nella regione più vuota d'Italia la questione si legge al contrario: le aule si svuotano, non si riempiono.
Antonio Petrella793 wordsEdition №126venerdì 25 settembre 2026 — Edizione № 126
I ministri italiani hanno concordato di vietare burqa e niqab nelle scuole e di limitare il numero di studenti stranieri in ogni classe, secondo quanto riporta la BBC. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha descritto le misure come "strumenti di buon senso che non dividono ma aiutano davvero a integrarsi".
Il New York Times riferisce che l'obiettivo dichiarato è integrare meglio i bambini non italofoni, ma che i critici accusano il governo di voler placare il sentimento anti-immigrazione. The Local Italy, dal canto suo, si chiede cosa stia realmente guidando la stretta.
In Molise la notizia arriva in un contesto che la rovescia. Qui il problema non è l'aula troppo piena, ma l'aula che si svuota: la regione ha circa 289.000 abitanti ed è tra le più anziane e a più bassa natalità del Paese.
Il tetto agli studenti stranieri, pensato per le periferie delle grandi città, nella regione più piccola d'Italia rischia di non avere quasi nulla su cui applicarsi. È una misura nazionale che atterra su un territorio con una demografia opposta a quella che l'ha ispirata.
The Local Italy ha dedicato un'analisi alla domanda di fondo: cosa sta realmente guidando la stretta. Le tre testate convergono su un punto: si tratta di una misura nazionale, presentata nel fine settimana, che tocca il funzionamento quotidiano delle classi in tutta Italia.
Per leggere la norma dal Molise bisogna partire da un dato che le fonti internazionali sull'Italia ripetono da anni: il Paese ha circa 59 milioni di abitanti, invecchia, ha una natalità molto bassa e perde giovani con l'emigrazione. La regione più piccola è anche tra quelle che sentono di più questo declino.
Le cronache estere sul Molise tornano spesso su un unico tema: lo spopolamento dei borghi interni e i programmi che offrono denaro o case a chi si trasferisce. È la faccia della stessa medaglia. Dove i residenti diminuiscono, le scuole chiudono o accorpano le classi, e i pochi bambini rimasti sono sempre più spesso figli di famiglie straniere.
Qui sta la contraddizione che il tetto agli stranieri porta con sé. In una regione dove le nascite sono poche, la presenza di alunni non italofoni è spesso ciò che tiene in piedi un plesso. Limitarla dove l'aula è già semivuota non risponde a un problema di sovraffollamento, perché quel problema non esiste.
Le fonti non dicono quanti studenti stranieri ci siano nelle scuole molisane, e non lo inventiamo. Il punto non è una cifra locale, ma la logica della misura: è calibrata su città grandi e su quartieri ad alta densità migratoria, non su province interne dove il numero di alunni totali cala ogni anno.
C'è poi il capitolo del divieto di burqa e niqab a scuola. La BBC riferisce che la misura è stata concordata dai ministri insieme al tetto. Per il Molise, dove vivono storiche minoranze di lingua albanese e croata, la questione dei corpi e delle appartenenze visibili si intreccia con una storia di convivenza lunga, non con un'emergenza recente.
La regione ha una lunga tradizione di minoranze integrate: i villaggi arbëreshë e le comunità croate di origine antica sono parte del paesaggio culturale molisano da secoli. Non sono un'eccezione da regolare, ma una componente della storia locale.
Resta da capire come la norma sarà applicata. Il New York Times e la BBC parlano di un accordo politico tra i ministri, non di un testo già in vigore. I dettagli operativi — come si calcola il tetto, per classe o per istituto, e con quali deroghe — non sono nelle fonti internazionali.
Se il criterio fosse rigido, nelle scuole di montagna e delle aree interne potrebbe produrre effetti paradossali: classi sotto la soglia minima di iscritti, accorpamenti ancora più aggressivi, plessi chiusi. È il tipo di conseguenza che una regione come il Molise conosce bene, avendo visto chiudere presidi e uffici per mancanza di numeri.
La misura arriva mentre l'Italia discute da anni come integrare i bambini non italofoni. Le fonti estere citano i critici secondo cui la stretta risponde più a un clima politico che a un bisogno educativo. Il governo sostiene il contrario: la Meloni parla di strumenti che aiutano l'integrazione.
Per il Molise la domanda vera è un'altra, e riguarda il futuro delle aule. Se la popolazione continua a calare, la sfida non sarà limitare chi arriva, ma trovare qualcuno da mettere sui banchi. È la versione scolastica dello stesso problema che il resto del mondo racconta parlando di borghi che si svuotano.
La norma, insomma, arriva nella regione più piccola d'Italia come una misura pensata altrove. Qui non c'è un'emergenza di classi piene, ma una lunga emorragia di iscritti. Il tetto agli stranieri, visto da Campobasso, sembra rispondere a una domanda che il Molise non ha mai smesso di porsi al contrario.
