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MOLISE

Il tetto agli alunni stranieri arriva in una regione che si svuota

Il decreto del governo vieta i copricapi e limita gli studenti non italofoni: in Molise le classi si chiudono per mancanza di bambini, non per eccesso

Antonio Petrella583 wordsEdition №131mercoledì 30 settembre 2026 — Edizione № 131

Il governo italiano ha approvato nuove regole scolastiche che limitano il numero di studenti che non parlano fluentemente italiano e vietano i copricapi nelle scuole. È quanto riporta Deutsche Welle, secondo cui il provvedimento porta la firma del governo guidato da Giorgia Meloni.

Il giornale tedesco parla esplicitamente di un divieto del burqa a scuola e di un tetto agli alunni stranieri: due misure che toccano la composizione delle classi in tutto il paese.

In Molise, la regione più piccola e più vuota d'Italia, la questione si presenta rovesciata. Qui il problema non è l'eccesso di iscrizioni, ma la chiusura dei plessi per mancanza di bambini.

Il decreto è pensato per le scuole dove la presenza di alunni non italofoni è alta. In una regione da 289.000 abitanti, quella soglia è raramente raggiunta: il tetto rischia di restare una norma senza numeri.

La geografia scolastica molisana è fatta di pluriclassi, di istituti comprensivi che accorpano paesi diversi, di aule dove convivono bambini di prima e di quinta. Un tetto pensato per le periferie metropolitane non ha lo stesso effetto in un comune di duemila abitanti.

La regione ha una storia di convivenza con le minoranze che il resto d'Italia conosce poco. Nei paesi di origine albanese e croata, sparsi tra le province di Campobasso e Isernia, l'insegnamento bilingue esiste da secoli, e non ha mai rappresentato un problema da limitare.

Le nuove regole, secondo Deutsche Welle, non distinguono tra chi arriva da un paese straniero e chi appartiene a una minoranza storica radicata nel territorio. È una distinzione che in Molise conta, perché lì la lingua diversa non è un'eccezione recente ma una tradizione.

Il vero indicatore scolastico molisano resta un altro: il calo delle nascite. Le iscrizioni diminuiscono ogni anno, e con esse le classi. Le scuole chiudono per pochi alunni, non per troppi.

Il provvedimento arriva in un momento in cui il dibattito nazionale sull'immigrazione è acceso. Il giornale tedesco lo colloca nel quadro delle politiche del governo Meloni, presentandolo come una stretta sull'accesso all'istruzione per chi non padroneggia l'italiano.

Resta da capire come il tetto verrà applicato. Deutsche Welle non specifica le soglie né le modalità di verifica linguistica, e non è chiaro se le scuole dell'obbligo dovranno respingere iscrizioni o redistribuirle tra istituti.

Per una regione che chiude scuole, l'ipotesi di dover respingere alunni è quasi teorica. Il problema molisano è opposto: trovare abbastanza bambini per tenere aperta una prima elementare in un borgo di montagna.

Alcuni istituti del Molise interno hanno già accorpato più classi in un'unica sezione. Se il tetto agli stranieri funzionasse come filtro, in questi paesi non cambierebbe quasi nulla: gli alunni non italofoni sono pochi, e spesso sono gli unici a sostenere il numero minimo.

La norma sui copricapi, dal canto suo, tocca un tema che in Molise non ha precedenti locali documentati dalla stampa estera. Non ci sono segnalazioni di contenziosi su veli o burqa nelle scuole della regione.

Il decreto si inserisce in una tendenza europea di regolamentazione dell'abbigliamento religioso a scuola, che il giornale tedesco segue con attenzione particolare, dato il dibattito in Germania e in Francia.

Per ora, la misura è una cornice nazionale. In Molise si misurerà sulla realtà delle aule semivuote, dove la domanda non è chi escludere, ma chi resta a fare compagnia.

Il prossimo anno scolastico dirà se il tetto avrà effetti concreti nella regione. Con i numeri attuali, è probabile che il Molise continui a fare i conti con il problema opposto: l'abbandono, non l'affollamento.

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