The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
…
← Back to the edition

SPORT

Serie A guida la rivolta dei quattro campionati contro la governance Fifa

Premier League, La Liga, Serie A e Bundesliga chiedono riforme urgenti: la governance di Zurigo «non è adatta allo scopo»

Tobia Marenghi787 wordsEdition №130martedì 29 settembre 2026 — Edizione № 130

La Premier League ha unito le forze con La Liga, la Serie A e la Bundesliga per chiedere una riforma urgente della governance della Fifa, secondo quanto riporta il Guardian. I quattro campionati sostengono che l'attuale struttura di governo del calcio mondiale «non è adatta allo scopo» e criticano apertamente l'espansionismo del calendario voluto dalla presidenza di Gianni Infantino.

La lettera congiunta segna un'escalation rispetto alle tensioni degli ultimi mesi tra i grandi campionati europei e Zurigo. Il Guardian riferisce che le quattro leghe lamentano una concentrazione eccessiva di potere nelle mani della federazione internazionale e chiedono un ruolo formale nelle decisioni che riguardano i calendari e i formati delle competizioni.

Per la Serie A si tratta di una presa di posizione significativa: la lega italiana si schiera accanto ai campionati più ricchi d'Europa in una partita che riguarda direttamente i ricavi, i diritti televisivi e la sostenibilità di un calendario già saturo. La richiesta di riforma tocca il nodo di chi decide davvero le regole del gioco.

Il Guardian sottolinea che la Premier League, storicamente la più potente delle quattro, ha scelto di muoversi in blocco con gli altri campionati invece di trattare da sola. È un segnale di quanto il fronte sia compatto, e di quanto la questione sia diventata trasversale agli interessi nazionali.

Il nodo dell'espansionismo è quello che il Guardian mette più in evidenza: i quattro campionati contestano l'allargamento delle competizioni internazionali, che comprime lo spazio dei campionati nazionali e allunga ulteriormente il calendario dei giocatori. È una critica che arriva da leghe con esigenze diverse ma con un interesse comune: proteggere il valore del proprio prodotto domestico.

La Serie A porta a questo tavolo un interesse specifico. Il campionato italiano ha investito molto negli ultimi anni sul proprio appeal internazionale, dai diritti televisivi all'estero alla visibilità delle proprie squadre nelle coppe europee. Un calendario internazionale sempre più fitto erode proprio quel margine, spostando l'attenzione e le risorse verso le competizioni gestite da Zurigo.

La posizione della Serie A ha anche una dimensione politica interna al calcio italiano. La lega ha da tempo rivendicato maggiore autonomia nei confronti della federazione nazionale e delle istituzioni continentali; schierarsi con Premier League, La Liga e Bundesliga è un modo per pesare di più nel negoziato globale, contando sull'alleanza dei campionati più forti economicamente.

Non è la prima volta che i grandi campionati europei alzano la voce contro la Fifa. Il Guardian ricorda che le tensioni su governance e calendario vanno avanti da tempo, con i campionati che chiedono di essere consultati prima che vengano prese decisioni che li riguardano direttamente. La novità è la formalizzazione della richiesta e l'ampiezza della coalizione.

La richiesta di «più voce in capitolo» è il cuore politico della vicenda. I quattro campionati non contestano solo singole decisioni ma il modello decisionale: vogliono un posto al tavolo dove si scrivono le regole, non semplicemente di essere informati a cose fatte. È una sfida alla legittimità stessa del modo in cui la Fifa governa il calcio mondiale.

Per i tifosi italiani la questione si traduce in cose concrete: quante giornate di campionato, quante pause per le nazionali, quanto spazio per le coppe. Sono decisioni che la Serie A vorrebbe contribuire a determinare, invece di subirle come conseguenze di scelte prese altrove.

Il Guardian non riporta al momento reazioni ufficiali della Fifa alla lettera congiunta. La partita si gioca su un terreno lungo, fatto di negoziati, comunicati e pressioni reciproche, e difficilmente si risolverà in tempi brevi.

Resta da vedere se la coalizione reggerà quando gli interessi dei quattro campionati torneranno a divergere. Premier League e Bundesliga, La Liga e Serie A hanno strutture di ricavi e bacini di tifosi molto diversi; l'unità di oggi è figlia di una convergenza sul tema della governance, non di un'identità di vedute.

La Serie A, dal canto suo, ha tutto l'interesse a mantenere il fronte compatto. Da sola, la lega italiana pesa meno di quanto pesi insieme alle altre tre; insieme, i quattro campionati rappresentano la parte più ricca e seguita del calcio europeo, ed è quella forza collettiva che il Guardian descrive come la vera novità di questa iniziativa.

La prossima tappa sarà capire se la richiesta di riforma diventerà un documento formale con proposte specifiche o resterà una dichiarazione di principio. Il Guardian parla di una richiesta di cambiamenti importanti, non di un semplice appello generico, ma i dettagli operativi non sono ancora emersi.

Per il calcio italiano la posta in gioco è duplice: contare di più a livello internazionale e difendere il valore del proprio campionato in un'epoca in cui la concorrenza tra leghe è anche una concorrenza per l'attenzione e per i diritti televisivi. La mossa di oggi va letta in questa chiave.

Share