ABRUZZO
Quattro braccianti bruciati vivi in Calabria, il sistema dello sfruttamento emerge
Un crimine brutale nel Sud agricolo riporta l'attenzione internazionale sullo sfruttamento dei lavoratori migranti. Due arresti in Pakistan e in Italia.
Marco Di Sante890 wordsEdition №6sabato 6 giugno 2026 — Edizione № 6

Quattro lavoratori migranti — tre afghani e uno pakistano — sono stati trovati bruciati vivi in un furgone parcheggiato in una stazione di servizio ad Amendolara, in Calabria, lunedì. Le autorità italiane hanno arrestato due cittadini pakistani in connessione con le morti, secondo quanto riportato da France 24 e dal New York Times. L'attacco ha riportato l'attenzione internazionale sul sistema di sfruttamento endemico dei lavoratori agricoli nel Meridione italiano.
I quattro uomini stavano lavorando come raccoglitori di frutta in condizioni simili alla schiavitù, secondo le ricostruzioni della stampa estera. Il crimine è stato descritto come un omicidio di natura criminale, parte di un sistema di traffico di manodopera che coinvolge reti internazionali di sfruttamento. France 24 ha sottolineato come l'incidente rappresenti un momento di «ricerca di coscienza nazionale» in Italia sulla questione dello sfruttamento dei migranti.
L'Abruzzo, regione montagna con economia ancora fragile dopo il terremoto del 2009, non è direttamente coinvolto nel sistema agricolo intensivo del Sud, ma la questione dello sfruttamento dei lavoratori rimane legata ai problemi più ampi di diseguaglianza economica e di marginalizzazione che caratterizzano l'Italia interna.
