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CALABRIA

Siccità: l'Italia stringe i rubinetti, la Calabria conta il costo

Città e regioni italiane emanano ordinanze per limitare l'uso dell'acqua. Per la Calabria, terra di agricoltura e di invasi mai completati, la siccità è una ferita antica.

Saverio Gallo657 wordsEdition69martedì 4 agosto 2026 — Edizione № 69

Città e regioni in tutta Italia stanno emanando ordinanze per limitare l'uso dell'acqua a causa delle condizioni di siccità e delle scorte in diminuzione, secondo The Local Italy. L'ondata di caldo che ha messo quasi tutte le principali città sotto allerta rossa sta accelerando la crisi idrica.

La siccità non è un fenomeno nuovo per la Calabria. La regione, che ospita alcune delle più grandi dighe d'Europa, soffre da anni di una rete idrica inefficiente che disperde fino alla metà dell'acqua immessa. Le campagne di agrumi e di bergamotto, cuore dell'economia agricola locale, sono tra le più esposte.

Mentre il nord Italia affronta l'emergenza con ordinanze e razionamenti, il sud guarda a un paradosso: l'acqua c'è, ma non arriva. Gli invasi sono pieni solo in parte, e la manutenzione resta il problema cronico.

L'Italia sta stringendo i rubinetti. Secondo The Local Italy, città e regioni in tutto il paese stanno emanando ordinanze per limitare l'uso dell'acqua a causa delle condizioni di siccità e delle scorte in diminuzione. La mappa delle restrizioni si allarga mentre l'ondata di caldo, che ha messo quasi tutte le principali città sotto allerta rossa, continua a stringere il paese.

La BBC ha riportato che circa 19 principali città italiane, tra cui Roma, Milano e Napoli, sono già in allerta rossa, e entro lunedì tutte tranne due lo saranno. Le temperature che toccano i 40°C, secondo The Local Italy, stanno accelerando l'evaporazione e prosciugando i bacini.

Per la Calabria, la siccità è una storia antica. La regione ha alcune delle più grandi dighe d'Europa, come quelle sul Crati e sul Neto, ma la rete di distribuzione perde una quota enorme dell'acqua immessa. Il risultato è un paradosso: l'acqua c'è, ma non arriva ai rubinetti né ai campi.

L'agricoltura calabrese è tra le più esposte. Gli agrumeti, il bergamotto della fascia jonica e gli uliveti dipendono dall'irrigazione in un'estate che non concede tregua. Le aziende agricole, già provate dall'aumento dei costi energetici, rischiano di vedere compromessi i raccolti.

The Local Italy ha pubblicato un elenco delle regioni con restrizioni idriche, segnalando che il fenomeno non riguarda solo il sud. Anche il nord, tradizionalmente più piovoso, sta affrontando ordinanze di limitazione. La Pianura Padana, cuore agricolo del paese, è in difficoltà da anni.

La siccità si intreccia con il cambiamento climatico. Le ondate di caldo sempre più frequenti e intense, documentate dalla stampa internazionale, stanno modificando il regime delle precipitazioni. Gli inverni secchi e le estati torride sono la nuova normalità.

Per la Calabria, il problema è doppio: la scarsità d'acqua e l'inefficienza della rete. Gli investimenti promessi per il risanamento idrico, finanziati anche con fondi europei, tardano ad arrivare. Nel frattempo, i cittadini di molti comuni calabresi convivono con turni di erogazione e autobotti.

Il turismo, altra voce importante dell'economia calabrese, risente della siccità. Le località balneari della costa degli Dei e della Riviera dei Gelsomini dipendono dall'acqua per i servizi ai villeggianti. Le ordinanze di limitazione rischiano di scoraggiare i visitatori in piena stagione.

Le dighe calabresi, costruite in gran parte nel secondo dopoguerra, sono un patrimonio infrastrutturale unico ma invecchiato. Il loro utilizzo è spesso limitato da problemi di manutenzione e da conflitti tra usi agricoli, civili e industriali dell'acqua.

La stampa internazionale ha raccontato più volte il paradosso idrico italiano. La Calabria, con le sue montagne ricche d'acqua e le sue pianure assetate, ne è l'esempio più chiaro. Ma la politica nazionale, secondo le analisi straniere, ha sempre preferito interventi emergenziali a una pianificazione di lungo periodo.

La siccità di quest'anno, con le sue ordinanze e le sue restrizioni, è l'ennesimo campanello d'allarme. Per la Calabria, la questione non è solo meteorologica: è una questione di infrastrutture, di investimenti e di capacità di governo del territorio.

Mentre il governo italiano dichiara lo stato di emergenza in alcune regioni, la Calabria aspetta che le promesse si trasformino in cantieri. Le campagne, intanto, contano i giorni senza pioggia e le ore di irrigazione consentite.

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