LIGURIA
La siccità stringe l'Italia: la Liguria conta le riserve e prepara le ordinanze
Le regioni italiane adottano restrizioni idriche mentre le scorte diminuiscono. Sulla costa ligure, l'acqua è un bene che non si dà per scontato.
Marina Doria802 wordsEdition №69martedì 4 agosto 2026 — Edizione № 69
Città e regioni in tutta Italia stanno emanando ordinanze per limitare l'uso dell'acqua a causa delle condizioni di siccità e delle scorte in diminuzione, secondo quanto riportato da The Local Italy lunedì. Il fenomeno, che si ripete con frequenza crescente negli ultimi anni, sta spingendo le amministrazioni locali a intervenire con misure restrittive.
La siccità colpisce in modo differenziato il paese: mentre alcune aree del nord soffrono per la mancanza di piogge, il centro e il sud registrano livelli di stress idrico elevati. Gli invasi e i bacini artificiali mostrano riempimenti inferiori alla media stagionale in diverse regioni.
Per la Liguria, regione stretta tra il mare e l'Appennino, la questione idrica è da sempre delicata. Le risorse dipendono in larga misura dagli invasi e dalle sorgenti montane, e la costa turistica, con il suo afflusso stagionale, mette a dura prova i sistemi di approvvigionamento nei mesi estivi.
Le ordinanze varate nelle scorse settimane in diverse città italiane prevedono limiti all'uso dell'acqua potabile per l'irrigazione di giardini e orti, il divieto di riempimento di piscine private e la riduzione della pressione nelle reti idriche nelle ore notturne. Le misure, secondo The Local Italy, sono state adottate in risposta a livelli di riserve inferiori alla media stagionale.
La situazione è aggravata dall'ondata di calore che sta interessando il paese, con temperature che in molte città superano i 40 gradi. Il caldo intenso aumenta l'evaporazione dai bacini e la domanda di acqua per usi civili, agricoli e industriali, creando una pressione doppia sulle risorse disponibili.
In Liguria, il tema dell'acqua ha radici antiche. La regione, caratterizzata da un territorio montuoso che scende rapidamente verso il mare, ha sempre dovuto gestire con cura le proprie risorse idriche. Gli acquedotti storici, alcuni dei quali risalenti al medioevo, testimoniano una lunga tradizione di ingegneria idraulica.
La costa ligure, da Ventimiglia a La Spezia, vive di turismo: nei mesi estivi la popolazione di fatto raddoppia in molte località, mettendo sotto stress le infrastrutture idriche. I comuni della Riviera, secondo quanto riferito dalla stampa estera, monitorano quotidianamente i livelli dei serbatoi e delle sorgenti che alimentano le reti locali.
L'agricoltura ligure, specializzata in produzioni di pregio come il basilico di Prà, i fiori della Riviera dei Fiori e i vini delle Cinque Terre, è particolarmente vulnerabile alla siccità. Le colture terrazzate, tipiche della regione, richiedono un'irrigazione costante che in periodi di scarsità diventa difficile da garantire.
Il comparto florovivaistico, concentrato nella zona di Sanremo e Imperia, è uno dei più importanti d'Italia per valore di produzione. I coltivatori, secondo quanto emerso in passato, hanno investito in sistemi di irrigazione a goccia e in tecniche di risparmio idrico, ma una siccità prolungata mette comunque a rischio le produzioni.
Le città costiere devono inoltre fare i conti con un fenomeno tipico delle regioni mediterranee: l'intrusione salina nelle falde acquifere. Quando i prelievi sono eccessivi, l'acqua di mare penetra negli acquiferi costieri, rendendo l'acqua dolce non potabile. È un problema che la Liguria conosce bene e che richiede una gestione attenta dei pozzi.
Le autorità regionali, secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, stanno valutando misure coordinate per affrontare l'emergenza. Tra le opzioni sul tavolo ci sono la razionalizzazione dei prelievi, il potenziamento degli impianti di dissalazione e campagne di sensibilizzazione per ridurre i consumi domestici.
La situazione ligure si inserisce in un quadro nazionale complesso. Il governo italiano ha nominato nei mesi scorsi un commissario straordinario per la siccità, ma la gestione delle risorse idriche resta in gran parte in capo alle regioni e ai consorzi di bonifica. La frammentazione delle competenze rende difficile una risposta unitaria.
Gli investimenti nelle infrastrutture idriche sono stati per decenni insufficienti in Italia, come hanno più volte sottolineato i report internazionali. Le reti di distribuzione perdono in media una quota significativa dell'acqua immessa, un problema che in Liguria si somma alla conformazione orografica del territorio, che rende costosa la manutenzione degli acquedotti.
Per i comuni della Riviera, la sfida è trovare un equilibrio tra le esigenze dei residenti e quelle dei turisti. In passato, alcune località hanno dovuto introdurre razionamenti nelle ore serali per garantire l'approvvigionamento durante le ore di punta. Quest'anno, con l'ondata di calore che spinge la domanda ai massimi, il rischio si ripete.
Le previsioni per le prossime settimane, secondo i meteorologi citati dalla stampa estera, non indicano piogge significative. La siccità potrebbe quindi prolungarsi fino a settembre, con conseguenze sulle riserve per l'anno successivo. Gli invasi che non si ricaricano in autunno partono già in deficit nella primavera successiva.
La Liguria, abituata a convivere con la scarsità d'acqua, guarda alla situazione con la prudenza tipica di chi ha imparato a non dare nulla per scontato. I gestori idrici della regione hanno attivato da settimane i piani di emergenza, ma la vera prova arriverà nelle prossime settimane, quando la domanda raggiungerà il picco stagionale.
