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TRENTINO-ALTO ADIGE

I sindaci di Parigi, Milano e Phoenix contro il caldo: lezioni per le città alpine

Sala, Grégoire e Gallego firmano un appello congiunto. Per Trento e Bolzano, la sfida climatica si gioca anche ad alta quota

Klara Hofer580 wordsEdition108martedì 8 settembre 2026 — Edizione № 108

I sindaci di Parigi, Milano e Phoenix — Emmanuel Grégoire, Giuseppe Sala e Kate Gallego — hanno scritto un appello congiunto sul Guardian, chiedendo politiche climatiche che siano anche misure di salute pubblica. I tre amministratori raccontano di essersi incontrati a Londra durante l'ondata di caldo che ha minacciato la London Climate Action Week.

Per le città alpine come Trento e Bolzano, l'appello arriva in un momento in cui anche le valli registrano temperature inedite. La lezione dei grandi centri urbani — dal raffrescamento degli spazi pubblici alla protezione dei più vulnerabili — risuona in un territorio che guarda alle montagne come rifugio, ma che scopre di non esserne immune.

Nell'articolo pubblicato dal Guardian, i tre sindaci scrivono che le loro città stanno imparando l'una dall'altra come proteggere i residenti dalle temperature estreme. 'Queste politiche climatiche sono anche misure di salute pubblica', affermano, sottolineando che l'incontro di Londra è avvenuto mentre il termometro superava i record nel Regno Unito e in Europa.

La firma di Giuseppe Sala, sindaco di Milano, rende la questione particolarmente vicina all'Italia. Milano è stata tra le città italiane più esposte alle ondate di calore degli ultimi anni, con temperature che hanno superato più volte i 40 gradi. Il suo appello congiunto con i colleghi di Parigi e Phoenix — città nel deserto dell'Arizona, tra le più calde degli Stati Uniti — sottolinea come il problema non sia più solo mediterraneo.

Per il Trentino-Alto Adige, la questione del caldo urbano ha una doppia valenza. Da un lato, le città di Trento e Bolzano, situate in fondovalle, hanno registrato negli ultimi anni estati sempre più calde, con notti tropicali che rendono difficile il riposo e aggravano le condizioni di salute degli anziani. Dall'altro, le montagne che circondano la regione — le Dolomiti, patrimonio Unesco — sono un laboratorio a cielo aperto del riscaldamento globale.

La stampa internazionale, inclusa la copertura scientifica delle Alpi, ha più volte raccontato come i ghiacciai alpini si stiano ritirando a velocità preoccupante. Il ghiacciaio del Mandrone, nel gruppo dell'Adamello, e quelli dell'Ortles-Cevedale sono tra i più monitorati d'Europa. Il loro scioglimento non è solo un problema estetico: riduce la disponibilità d'acqua nei mesi estivi e aumenta il rischio di frane e valanghe.

L'appello dei tre sindaci si concentra però sulle città, e qui la lezione per Trento e Bolzano è concreta. Le ondate di calore colpiscono soprattutto i centri urbani, dove l'asfalto e il cemento trattengono il calore e le temperature notturne non scendono. Le alberature urbane, i tetti verdi e le superfici riflettenti sono strumenti che anche le città di medie dimensioni possono adottare.

Il Guardian ha più volte documentato come le città europee stiano adattando i loro piani urbanistici al clima che cambia. Parigi ha investito in 'oasi di freschezza' — parchi e piazze riqualificate con fontane e vegetazione — mentre Phoenix ha sperimentato materiali stradali che riflettono il calore invece di assorbirlo. Milano ha avviato un ambizioso programma di piantumazione di alberi.

Per le amministrazioni locali del Trentino-Alto Adige, la sfida è duplice: adattare le città e proteggere il territorio montano. La provincia di Bolzano ha già avviato progetti di riforestazione urbana e di gestione sostenibile dell'acqua, ma la pressione turistica e demografica rende il compito compl complesso.

Gli esperti citati dal Guardian sottolineano che le misure di adattamento sono anche un investimento economico: ogni euro speso per prevenire gli effetti del caldo riduce i costi sanitari futuri. Per una regione che basa gran parte della sua economia sul turismo, la qualità dell'ambiente urbano è un fattore competitivo.

I tre sindaci concludono il loro appello con una richiesta ai governi nazionali e alle istituzioni europee: più risorse per le città, che sono in prima linea nella lotta al cambiamento climatico. Una richiesta che trova eco anche nelle amministrazioni locali italiane, spesso alle prese con bilanci limitati.

Per il Trentino-Alto Adige, l'appello è un invito a non considerarsi fuori dalla tempesta. Le Alpi si stanno riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale, e le città in quota non sono immuni. La collaborazione tra città di continenti diversi — come Milano, Parigi e Phoenix — dimostra che la crisi climatica non ha confini, nemmeno quelli montani.

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