ESTERO
Il sindaco di Como vieta le bici dopo essere stato colpito da un monopattino
Alessandro Rapinese nega una vendetta personale contro i ciclisti tra le proteste dei residenti
Adriana Sole650 wordsEdition №90venerdì 21 agosto 2026 — Edizione № 90
Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ha emanato un divieto totale delle biciclette nel centro storico della città dopo essere stato colpito da un monopattino elettrico, secondo quanto riportato dalla BBC e dal Guardian.
Rapinese ha dichiarato che il provvedimento è per la sicurezza pubblica, aggiungendo: "So cosa significa essere colpito da una di queste bestie". Il sindaco ha negato di condurre una vendetta personale contro i ciclisti, nonostante le proteste pubbliche.
La decisione ha scatenato un acceso dibattito a Como, città turistica sulle rive del lago che attira milioni di visitatori ogni anno. Il divieto riguarda il centro storico murato, una zona pedonale molto frequentata sia dai residenti che dai turisti.
Il caso ha attirato l'attenzione della stampa internazionale, che lo ha presentato come un esempio delle tensioni tra mobilità moderna e conservazione urbana nelle città italiane.
L'incidente è avvenuto quando il sindaco è stato urtato da un monopattino elettrico mentre camminava per le strade di Como. Secondo quanto riportato dalla BBC, Rapinese ha descritto l'esperienza come dolorosa e ha deciso di agire immediatamente.
Il divieto, che vieta le biciclette nel centro storico, ha suscitato reazioni contrastanti. I sostenitori del provvedimento lo considerano una misura necessaria per proteggere i pedoni in una città con strade strette e medievali. I critici, invece, lo vedono come una risposta sproporzionata e punitiva.
Il Guardian ha intervistato residenti e commercianti di Como, molti dei quali hanno espresso preoccupazione per l'impatto economico del divieto. Le biciclette sono un mezzo di trasporto popolare tra i lavoratori e i pendolari che si spostano nel centro storico.
Il caso di Como si inserisce in un dibattito più ampio sulla mobilità urbana in Italia. Diverse città italiane stanno sperimentando limitazioni alla circolazione di monopattini e biciclette nelle zone a traffico limitato, cercando un equilibrio tra sostenibilità e sicurezza.
La vicenda ha anche una dimensione politica. Rapinese, eletto nel 2022, ha fatto della riqualificazione del centro storico uno dei suoi cavalli di battaglia. Il divieto delle bici è stato presentato come parte di un piano più ampio per rendere Como più vivibile e sicura.
La BBC ha sottolineato che il sindaco ha respinto le accuse di aver agito per vendetta personale, insistendo sul fatto che la decisione è basata su considerazioni di sicurezza pubblica. Tuttavia, le proteste dei ciclisti e di alcune associazioni ambientaliste continuano.
Il dibattito a Como riflette tensioni che attraversano molte città europee, dove la crescente popolarità della mobilità dolce si scontra con la necessità di regolamentare gli spazi pubblici sempre più affollati.
Per la redazione Estero de La Veduta, il caso di Como è emblematico delle sfide che le città italiane affrontano nel bilanciare turismo, mobilità e qualità della vita. Como, con il suo lago e le sue montagne, è una delle mete più visitate del Nord Italia, e la pressione turistica rende ancora più complessa la gestione degli spazi urbani.
Le associazioni di categoria del turismo hanno chiesto al sindaco di rivedere il provvedimento, sostenendo che potrebbe scoraggiare i visitatori che usano le biciclette per esplorare la città. Altri, invece, hanno elogiato la decisione come un passo avanti per la sicurezza dei pedoni.
Il provvedimento sarà in vigore a tempo indeterminato, ma il sindaco ha annunciato che valuterà eventuali modifiche dopo un periodo di osservazione. Nel frattempo, la polemica continua a tenere banco sui giornali locali e nazionali.
La vicenda di Como potrebbe avere ripercussioni anche in altre città italiane, dove amministrazioni locali osservano con attenzione gli effetti del divieto. La questione della convivenza tra pedoni, ciclisti e monopattini è destinata a rimanere al centro del dibattito pubblico.
