ABRUZZO
Skyrunner scomparsa sul Cervino, l'Abruzzo guarda alla montagna che unisce
Il mondo segue le ricerche di Kalie McCrystal. Dagli Appennini una riflessione sul rischio e sul richiamo delle vette
Marco Di Sante612 wordsEdition №107lunedì 7 settembre 2026 — Edizione № 107
L'atleta canadese Kalie McCrystal è scomparsa martedì pomeriggio mentre era in una ricognizione sul Cervino, nelle Alpi, in preparazione di un tentativo di record. Lo riferisce il Guardian, che cita le autorità svizzere e italiane impegnate nelle ricerche.
McCrystal, originaria di Squamish nella Columbia Britannica, è una skyrunner esperta: la disciplina combina corsa e alpinismo su terreni ad alta quota e la canadese sperava di battere il record di velocità sulla celebre montagna al confine tra Svizzera e Italia.
Le ricerche proseguono senza sosta, ma il tempo gioca contro. Le condizioni sul Cervino, con le temperature in calo e il rischio di temporali pomeridiani, rendono le operazioni complesse. La notizia ha scosso la comunità internazionale degli skyrunner e degli alpinisti.
La scomparsa di Kalie McCrystal ha mobilitato le squadre di soccorso svizzere e italiane, che stanno battendo i canaloni e le pareti del versante nord della montagna. Secondo il Guardian, l'atleta è stata vista l'ultima volta martedì pomeriggio durante una ricognizione del percorso che intendeva affrontare a tutta velocità.
McCrystal, 38 anni, è una figura nota nel mondo dello skyrunning. Vive a Squamish, località della Columbia Britannica considerata una delle capitali mondiali dell'outdoor, e negli ultimi anni ha accumulato risultati di rilievo in gare di lunga distanza in montagna, dalle Alpi alle Montagne Rocciose.
Il tentativo di record sul Cervino, una delle vette più iconiche e tecniche delle Alpi con i suoi 4.478 metri, rappresentava la sfida più ambiziosa della sua carriera. La via normale italiana e la cresta di Zmutt lato svizzero sono percorsi che richiedono esperienza e una forma fisica estrema.
La notizia della scomparsa arriva in un momento in cui lo skyrunning e l'alpinismo veloce stanno vivendo una popolarità crescente, ma anche una stagione segnata da incidenti e polemiche sui limiti di queste discipline estreme. Il Guardian ricorda che la montagna non perdona errori, nemmeno ai più preparati.
Dall'alto degli Appennini d'Abruzzo, la vicenda del Cervino risuona con una particolare intensità. Il Gran Sasso, con il Corno Grande che supera i 2.900 metri, è la montagna più alta dell'Appennino peninsulare e richiama ogni anno escursionisti e atleti. Qui, come sulle Alpi, il confine tra sfida sportiva e rischio è sottile.
Negli ultimi anni, le cronache raccontano di interventi del soccorso alpino sul Gran Sasso e sulla Majella per escursionisti colti dal maltempo o da malori. La conformazione impervia e il clima continentale delle vette abruzzesi, con sbalzi termici repentini, richiedono preparazione e prudenza.
Il soccorso alpino abruzzese, con le sue squadre specializzate, conosce bene queste dinamiche. Ogni estate, i bollettini raccontano di interventi su persone illese ma anche di tragedie. La montagna, che sia il Cervino o il Gran Sasso, impone rispetto.
La disciplina dello skyrunning ha però anche un volto positivo, che l'Abruzzo conosce bene. Il territorio regionale, con i suoi tre parchi nazionali — Gran Sasso e Monti della Laga, Majella e Abruzzo, Lazio e Molise — è diventato negli anni una meta per il trail running e le gare in altura, con eventi che richiamano atleti da tutto il mondo.
Queste competizioni hanno contribuito a far conoscere i borghi dell'entroterra e a sostenere un'economia legata al turismo lento e sostenibile. Ma hanno anche acceso il dibattito su come conciliare la promozione sportiva con la sicurezza e la tutela di un ambiente fragile.
Il caso di McCrystal riporta l'attenzione su un tema che le comunità di montagna, dalle Alpi agli Appennini, affrontano ogni giorno: l'equilibrio tra l'ambizione umana e la potenza della natura. Le cronache internazionali, come quella del Guardian, raccontano di atleti che spingono i propri limiti sempre più in là, ma anche di soccorritori che lavorano per riportarli a casa.
Le ricerche della skyrunner canadese proseguono, coordinate dalle autorità svizzere. La speranza è che McCrystal sia riuscita a trovare riparo in qualche anfratto della montagna, in attesa dei soccorsi. La comunità degli alpinisti di tutto il mondo segue con il fiato sospeso.
L'Abruzzo, terra di pastori e di eremiti, di sentieri antichi e di vette selvagge, osserva da lontano. La montagna che unisce, ma che sa anche essere implacabile. Il ricordo di chi non è tornato dalle escursioni sul Gran Sasso è vivo nella memoria collettiva, e ogni notizia di una scomparsa altrove riapre quella ferita.
Le autorità raccomandano a chi si avventura in alta quota di informarsi sulle condizioni meteo, di non partire da soli e di comunicare il proprio itinerario. Consigli che valgono per il Cervino come per il Corno Grande, e che in questa stagione di fine estate, con le giornate che si accorciano, diventano ancora più preziosi.
