FRIULI-VENEZIA GIULIA
Le sorelle Wulz, il gatto e la sfida al fascismo: Trieste riscopre le sue fotografe
Il Guardian racconta Wanda e Marion Wulz, che usarono l'obiettivo per sfidare il patriarcato del regime. Una storia che appartiene alla città giuliana.
Sergio Madrussan752 wordsEdition №97venerdì 28 agosto 2026 — Edizione № 97
Il Guardian ha dedicato un ampio servizio alle sorelle Wanda e Marion Wulz, fotografe di Trieste che sfidarono il patriarcato dell'Italia fascista attraverso i loro scatti. Nel loro studio, immortalarono ballerine, schermidori e donne famose, ma anche il loro gatto Mucincina, trasformato in un'arma di resistenza culturale.
Secondo il quotidiano britannico, le sorelle Wulz rappresentano una pagina dimenticata della storia della fotografia italiana, un esempio di come l'arte possa diventare strumento di libertà in un regime autoritario. Le loro opere, riscoperte solo di recente, raccontano una Trieste cosmopolita e aperta, in contrasto con la propaganda del regime.
La storia delle sorelle Wulz è anche la storia di una città. Trieste, all'epoca crocevia di culture e nazionalità, offrì a queste donne uno spazio di libertà che altrove sarebbe stato impensabile. Il loro studio fotografico divenne un punto di riferimento per l'intellighenzia cittadina.
