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LOMBARDIA

Stellantis chiede all'UE incentivi per la produzione automobilistica locale

Volkswagen, Renault e il gruppo torinese domandano regole 'Made in Europe' più semplici mentre la competizione asiatica si intensifica

Beatrice Comolli942 wordsEdition18mercoledì 17 giugno 2026 — Edizione № 18

I tre maggiori costruttori automobilistici europei — Volkswagen, Stellantis e Renault, che insieme rappresentano circa il 60 percento della produzione automobilistica del continente — hanno presentato una lettera congiunta ai decisori dell'Unione Europea chiedendo incentivi più forti e regole semplificate per aumentare la produzione locale di veicoli e rafforzare le catene di approvvigionamento del blocco.

Stellantis, il gruppo italo-francese con radici a Torino e stabilimenti in tutta la Lombardia, è in prima linea nel chiedere una revisione delle politiche europee di supporto all'industria automobilistica. La mossa riflette una preoccupazione crescente tra i produttori europei: la concorrenza asiatica, in particolare dalla Cina, sta erodendo quote di mercato e margini, mentre gli investimenti in tecnologia per i veicoli elettrici richiedono capitali enormi.

Per la Lombardia, che ospita impianti di produzione e centri di ricerca e sviluppo di Stellantis e dei suoi fornitori, la richiesta di incentivi europei è cruciale. La regione rimane un polo di eccellenza automobilistica, ma la pressione competitiva globale e la transizione verso l'elettrico stanno spingendo verso consolidamenti e scelte di localizzazione sempre più strategiche.

I tre maggiori costruttori automobilistici europei — Volkswagen, Stellantis e Renault, che insieme rappresentano circa il 60 percento della produzione automobilistica del continente — hanno presentato una lettera congiunta ai decisori dell'Unione Europea chiedendo incentivi più forti e regole semplificate per aumentare la produzione locale di veicoli e rafforzare le catene di approvvigionamento del blocco, secondo quanto riportato da India's News domenica scorsa.

La mossa riflette una preoccupazione crescente tra i produttori europei: la concorrenza asiatica, in particolare dalla Cina, sta erodendo quote di mercato e margini, mentre gli investimenti in tecnologia per i veicoli elettrici richiedono capitali enormi e tempi di ammortamento lunghi.

La lettera congiunta, secondo India's News, sottolinea la necessità di regole 'Made in Europe' più semplici e di incentivi più forti per competere con i sussidi di cui godono i produttori cinesi e le economie asiatiche emergenti. Il messaggio è chiaro: senza un supporto più robusto da Bruxelles, la produzione automobilistica europea rischia di diventare marginale nel mercato globale.

La regione rimane un polo di eccellenza automobilistica, con una catena di fornitura sofisticata e una tradizione di innovazione radicata in decenni di investimento. Tuttavia, la pressione competitiva globale e la transizione verso l'elettrico stanno spingendo verso consolidamenti e scelte di localizzazione sempre più strategiche.

Stellantis ha già investito miliardi di euro nella transizione verso i veicoli elettrici e nelle batterie, con impianti in Italia, Francia, Belgio e altri paesi europei. Ma il gruppo, come i suoi concorrenti, affronta una sfida senza precedenti: mantenere la competitività mentre i costi della transizione tecnologica si moltiplicano e i margini sui veicoli a combustione interna si restringono.

La richiesta di incentivi europei arriva in un momento di grande incertezza per il settore. L'Unione Europea ha fissato obiettivi ambiziosi per la riduzione delle emissioni di CO2 dalle auto, richiedendo una quota crescente di veicoli elettrici. Tuttavia, i sussidi diretti ai consumatori per l'acquisto di veicoli elettrici variano notevolmente da paese a paese, creando distorsioni di mercato e inefficienze.

Volkswagen, che ha lanciato un piano di trasformazione radicale dopo lo scandalo Dieselgate, è particolarmente dipendente da incentivi governativi per mantenere la redditività. Renault, che ha ridotto la sua impronta in Europa, cerca di focalizzarsi su segmenti ad alto margine. Stellantis, il più grande tra i tre per volume, ha una struttura di costi più complessa a causa della fusione tra Fiat Chrysler e PSA nel 2021.

La lettera congiunta probabile che chieda anche una revisione delle norme sulle batterie, sulle materie prime critiche e sulla catena di fornitura per i componenti chiave. La Cina controlla una parte significativa della catena di fornitura globale delle batterie e dei minerali rari, e l'Europa è rimasta indietro nella costruzione di una capacità interna competitiva.

Per i fornitori in Lombardia — aziende come Magneti Marelli, Bosch, Denso e centinaia di piccole e medie imprese specializzate in componenti automobilistici — la richiesta di incentivi europei è una questione di sopravvivenza. La transizione verso l'elettrico richiede un cambio radicale nelle competenze, negli impianti e nei modelli di business. Senza supporto pubblico, molte di queste aziende rischiano di non riuscire a fare il salto.

L'industria automobilistica italiana ed europea rimane un settore strategico per l'occupazione e l'export. In Lombardia, l'automotive rappresenta una quota significativa della produzione manifatturiera e dell'occupazione. Una perdita di competitività globale avrebbe ripercussioni devastanti non solo per i grandi produttori, ma per l'intera filiera.

La richiesta di incentivi europei rappresenta anche un riconoscimento implicito che il mercato da solo non è sufficiente a finanziare la transizione tecnologica necessaria. Questo contrasta con la retorica del libero mercato che ha dominato la politica europea negli ultimi decenni, ma riflette la realtà di una competizione globale sempre più asimmetrica.

Bruxelles avrà una decisione difficile da prendere. Da un lato, gli incentivi diretti ai produttori automobilistici potrebbero distorcere il mercato e violare le regole sulla concorrenza. Dall'altro, il fallimento dei produttori europei comporterebbe una perdita di sovranità tecnologica e industriale in un settore cruciale per il futuro dell'economia europea.

Il timing della lettera è significativo. Arriva mentre l'Europa affronta una recessione economica lenta, pressioni inflazionistiche e una crescente dipendenza energetica. In questo contesto, la domanda di auto è debole e i margini sono sotto pressione. I produttori europei stanno cercando di ottenere il massimo supporto pubblico prima che le finanze dei governi si restringano ulteriormente.

Per la Lombardia, la sfida è mantenere la competitività in un settore che sta attraversando una trasformazione radicale. La regione ha una tradizione di innovazione e una base di fornitori sofisticata, ma avrà bisogno di investimenti pubblici significativi per rimanere un polo di eccellenza automobilistica nel nuovo panorama della mobilità elettrica.

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