MOLISE
Pedoni col telefono: la multa che il Molise osserva
Il nuovo codice della strada vuole sanzionare chi attraversa distratto. Nei borghi senza marciapiedi la regola si scontra con le strade di paese.
Antonio Petrella624 wordsEdition №94martedì 25 agosto 2026 — Edizione № 94
Il nuovo codice della strada italiano prenderà di mira i pedoni che fissano il telefono cellulare mentre attraversano, ha riferito il Guardian. La bozza aggiornata segue diverse sentenze che assegnano la responsabilità degli incidenti stradali ai pedoni negligenti, mentre il ministero dei trasporti cerca di migliorare la sicurezza stradale.
La notizia arriva in un paese dove l'auto resta il mezzo dominante e dove le città italiane hanno spesso marciapiedi stretti o assenti. Il Guardian ha sottolineato che la misura è parte di uno sforzo più ampio per ridurre gli incidenti, in un contesto in cui l'attenzione dei pedoni è sempre più catturata dagli schermi.
La bozza del codice, come riportato dal Guardian lunedì, introduce sanzioni per chi attraversa la strada mentre usa il telefono. Il giornale britannico ha citato sentenze recenti che hanno stabilito la responsabilità dei pedoni distratti in caso di incidente, spingendo il ministero dei trasporti a intervenire con norme più severe.
Per chi vive nei grandi centri urbani, la regola può sembrare una risposta ovvia a un problema quotidiano. Ma vista da una regione come il Molise, la questione assume contorni diversi. Qui, nei borghi dell'Appennino, la strada non è solo un'infrastruttura di passaggio: è lo spazio della vita pubblica, il luogo dove si incrociano i vicini, dove i bambini giocano e dove gli anziani camminano senza fretta.
In molti paesi molisani, i marciapiedi sono una presenza recente o del tutto assente. Le strade strette, spesso in pendenza, costringono i pedoni a camminare sulla carreggiata. In questo contesto, la distinzione tra attraversamento e camminata si fa sottile: chi percorre la strada per andare dal panettiere sta forse attraversando o sta semplicemente vivendo lo spazio pubblico?
Il Guardian ha raccontato che il codice aggiornato segue un principio di responsabilità individuale. Ma la realtà dei piccoli centri del Sud, dove l'auto è spesso l'unico mezzo per raggiungere scuole e ospedali, rende la questione più complessa. Il pedone distratto è un problema, ma lo è anche l'automobilista che non rallenta nelle strade di paese.
La norma si inserisce in un dibattito più ampio sulla sicurezza stradale in Italia, dove il tasso di incidenti mortali resta tra i più alti d'Europa. Il Guardian ha ricordato che il ministero dei trasporti punta a invertire questa tendenza con un pacchetto di misure che include anche limiti di velocità più severi e maggiori controlli.
Per il Molise, la questione si lega anche alla demografia. Con una popolazione che invecchia e che conta circa 289.000 abitanti, la mobilità dolce è una necessità, non un lusso. Gli anziani, che spesso si spostano a piedi, sono i più esposti al rischio di incidenti, ma anche i meno propensi a usare il telefono mentre camminano.
La sfida, per i comuni molisani, sarà applicare una norma pensata per le metropoli in un territorio dove le distanze sono brevi ma le strade sono spesso dissestate. La segnaletica orizzontale, dove esiste, è spesso sbiadita, e le strisce pedonali sono rare.
Il Guardian ha citato esempi di città italiane che già sperimentano misure per proteggere i pedoni, ma ha anche notato che la cultura italiana della strada è difficile da cambiare. La macchina resta un simbolo di libertà e status, e la sua supremazia è raramente messa in discussione.
In Molise, come nel resto del Sud, la questione si intreccia con la mancanza di alternative. Senza trasporto pubblico efficiente, l'auto è indispensabile. Ma questo non significa che i pedoni debbano essere lasciati in balia del traffico. La vera sfida, dicono i residenti, è rendere le strade più sicure per tutti, non solo sanzionare i più distratti.
La norma, se approvata, entrerà in vigore dopo l'estate. I comuni dovranno adeguare la segnaletica e formare gli agenti. Per i piccoli centri, questo significa risorse da trovare in bilanci già magri, in una regione che lotta contro lo spopolamento e la mancanza di servizi.
Il Guardian ha concluso che la misura è vista con favore da molti, ma ha anche raccolto critiche da chi la ritiene una distrazione dai veri problemi della sicurezza stradale. In un paese dove le strade sono spesso in condizioni precarie e la guida aggressiva è all'ordine del giorno, la colpa non è mai solo di chi attraversa.
Per il Molise, la notizia è un'altra occasione per riflettere su come il centro Italia, spesso dimenticato, affronta le sfide nazionali. La regione che 'non esiste' per il resto del paese esiste eccome quando si tratta di vivere le conseguenze delle leggi fatte a Roma. E i suoi abitanti, abituati a cavarsela da soli, sanno che la sicurezza si costruisce ogni giorno, con il buon senso, più che con le multe.
