The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
…
← Back to the edition

CALABRIA

Studenti di Gaza con borse di studio italiane ancora in attesa

Decine di giovani qualificati restano nella zona di conflitto per la lentezza della burocrazia

Saverio Gallo590 wordsEdition №81mercoledì 12 agosto 2026 — Edizione № 81

Decine di studenti di Gaza che hanno vinto borse di studio presso università italiane sono ancora in attesa di essere evacuati a causa della burocrazia, secondo quanto scoperto dall'AFP e riportato da The Local Italy. I giovani qualificati restano così intrappolati in una zona di conflitto mortale.

Le borse di studio, destinate a permettere a studenti palestinesi di proseguire gli studi in Italia, si scontrano con la complessità delle procedure di evacuazione dalla Striscia di Gaza.

La lentezza dei processi burocratici lascia questi studenti in una situazione di pericolo, mentre le università italiane che li hanno ammessi attendono il loro arrivo.

Il reportage dell'AFP, ripreso da The Local Italy, racconta la storia di studenti di Gaza che hanno superato selezioni rigorose per ottenere borse di studio in Italia ma che non riescono a lasciare la Striscia. Il titolo del pezzo è emblematico: 'I sogni svaniscono'.

La situazione riguarda decine di giovani palestinesi, tra i più qualificati della loro generazione, che hanno vinto concorsi per università italiane. Le procedure di evacuazione, che richiedono il coordinamento tra autorità italiane, egiziane, israeliane e organizzazioni internazionali, procedono con estrema lentezza.

Il caso solleva questioni più ampie sul ruolo dell'Italia nell'accoglienza degli studenti provenienti da zone di conflitto. Negli anni passati, programmi simili avevano permesso a studenti afghani e ucraini di raggiungere le università italiane, ma la complessità della situazione a Gaza rende ogni evacuazione un'operazione delicata.

Per la Calabria, regione che ospita tre università — a Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria — il tema dell'accoglienza degli studenti internazionali è di grande attualità. Gli atenei calabresi hanno storicamente attratto studenti dal Mediterraneo, in particolare dal Nord Africa e dal Medio Oriente.

La regione, che ha vissuto in prima persona il fenomeno migratorio con gli sbarchi sulle sue coste, conosce bene le contraddizioni di una frontiera europea nel Mediterraneo. Da un lato l'accoglienza, dall'altro la burocrazia che rallenta i processi.

Il modello Riace, il celebre esperimento di accoglienza diffusa avviato nel piccolo borgo calabrese, aveva attirato l'attenzione della stampa internazionale proprio per la sua capacità di integrare i migranti. Oggi, la vicenda degli studenti di Gaza mostra un'altra faccia della stessa medaglia: quella di chi vorrebbe venire in Italia per studiare e non riesce a partire.

Le università italiane che hanno assegnato le borse di studio aspettano i loro studenti. Molti corsi inizieranno a settembre e il rischio è che questi giovani perdano l'anno accademico.

L'AFP ha documentato la frustrazione degli studenti, che vedono svanire i loro progetti di formazione mentre la situazione a Gaza resta drammatica. Le loro famiglie, spesso, non possono o non vogliono lasciarli partire da soli.

Le autorità italiane hanno dichiarato di essere al lavoro per facilitare le evacuazioni, ma i tempi della diplomazia non coincidono con quelli delle vite in pericolo. Ogni giorno di ritardo aumenta i rischi per questi studenti.

La comunità accademica internazionale ha più volte sollecitato i governi a fare di più per garantire corridoi umanitari per gli studenti. L'Italia, che ha una lunga tradizione di accoglienza universitaria, è chiamata a fare la sua parte.

Per la Calabria, terra di emigrazione per eccellenza, la vicenda ha un sapore particolare: una regione che per decenni ha visto partire i suoi giovani ora osserva giovani di altri paesi che vorrebbero arrivare e non possono. Una storia di frontiere, sogni e burocrazia che attraversa il Mediterraneo.

La speranza è che le procedure si sblocchino prima dell'inizio dell'anno accademico. Nel frattempo, gli studenti di Gaza continuano ad aspettare, con i loro sogni sospesi tra la guerra e la possibilità di un futuro migliore.

Share