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LIGURIA

Le suore di Spotorno difendono il loro beach club

La concessione sulla Riviera ligure finanziaria la beneficenza, dicono le religiose

Marina Doria620 wordsEdition90venerdì 21 agosto 2026 — Edizione № 90

Le Suore della Carità di Santa Maria hanno ospitato bagnanti sulla spiaggia di Spotorno, sulla Riviera ligure, per decenni. Ora il loro beach club è in pericolo: il comune ha avviato una procedura per revocare la concessione, e le religiose combattono per mantenerla.

Secondo il Guardian, le suore sostengono che lo stabilimento balneare dovrebbe restare loro perché finanzia attività di beneficenza. Il New York Times ha dedicato un ampio reportage alla vicenda, raccontando come il cambiamento stia arrivando anche in questo angolo di Liguria.

La vicenda tocca un nervo scoperto della regione: il valore delle concessioni balneari, la pressione turistica sulla costa e il ruolo storico delle istituzioni religiose nella vita sociale ligure.

Spotorno è un piccolo comune della provincia di Savona, affacciato sul Golfo dell'Isola, a pochi chilometri da Finale Ligure e Noli. La sua spiaggia, sabbiosa e riparata dai monti, è stata per generazioni una meta del turismo familiare della Riviera.

In questo contesto, il beach club delle Suore della Carità di Santa Maria è diventato un'istituzione. Il Guardian riferisce che le religiose lo gestiscono da decenni, offrendo ombrelloni e lettini ai bagnanti e destinando i ricavi a opere di carità.

Il comune di Spotorno, però, ha deciso di non rinnovare la concessione. Le ragioni dell'amministrazione non sono dettagliate nelle fonti internazionali, ma la questione si inserisce in un quadro più ampio che riguarda tutta la costa italiana.

Il tema delle concessioni balneari è da anni al centro del dibattito nazionale ed europeo. La direttiva Bolkestein dell'Unione europea impone la messa a gara delle concessioni pubbliche, e l'Italia ha più volte rinviato il riordino del settore.

La vicenda di Spotorno, raccontata dal Guardian e dal New York Times, assume così un valore simbolico: non è solo la storia di un gruppo di suore, ma il caso emblematico di come la gestione del demanio marittimo stia cambiando lungo tutta la penisola.

Per la Liguria, regione in cui il turismo balneare è una delle principali voci economiche, la questione è particolarmente sensibile. Le concessioni lungo la Riviera di Ponente e di Levante sono centinaia, molte gestite dalle stesse famiglie da generazioni.

Il New York Times, nel suo reportage, sottolinea come il cambiamento stia arrivando anche a Spotorno. L'articolo descrive il beach club come un luogo fuori dal tempo, dove l'ospitalità delle suore ha creato una comunità di bagnanti affezionati.

Le religiose, dal canto loro, non intendono cedere. Il Guardian riporta che sostengono di dover mantenere la concessione perché finanzia attività di beneficenza. Un argomento che ha trovato eco tra i residenti e tra i turisti che frequentano lo stabilimento.

La vicenda ha anche una dimensione affettiva. Molti bagnanti di Spotorno sono cresciuti sotto quegli ombrelloni, e la notizia della possibile revoca ha suscitato una mobilitazione spontanea.

Il caso arriva in un momento in cui la gestione delle coste italiane è sotto osservazione internazionale. La pressione turistica, l'erosione delle spiagge e la necessità di garantire l'accesso libero al mare sono temi ricorrenti nella stampa estera.

Per la redazione ligure de La Veduta, la storia delle suore di Spotorno è anche una storia di infrastruttura costiera: un modello di gestione familiare e comunitaria che rischia di essere spazzato via dalle nuove regole.

Il comune di Spotorno non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche riportate dalle fonti internazionali. La vicenda, secondo il Guardian, è in corso e le suore stanno valutando tutte le opzioni legali per difendere la concessione.

Quel che è certo, come scrive il New York Times, è che il cambiamento sta arrivando. La domanda è se la Liguria saprà preservare ciò che rende unica la sua costa, o se lascerà che le regole del mercato cancellino decenni di storia.

La redazione seguirà la vicenda con attenzione, consapevole che il caso di Spotorno potrebbe fare da precedente per molte altre concessioni balneari della regione.

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