SARDEGNA
Le suore di Spotorno difendono il loro beach club dalla città
La concessione ligure finanzia opere di carità, ma il comune vuole riprenderla
Gavino Sanna620 wordsEdition №87martedì 18 agosto 2026 — Edizione № 87
Nella cittadina ligure di Spotorno, incastonata tra le località balneari della Riviera di Ponente, una comunità di suore sta combattendo i piani del comune per togliere loro la concessione del beach club. Secondo il Guardian, le religiose sostengono di dover mantenere la concessione perché finanzia le loro attività caritatevoli.
La vicenda, riportata dal quotidiano britannico lunedì, mette in luce un tema che tocca molte coste italiane: il valore delle concessioni balneari e l'equilibrio tra interessi pubblici, attività commerciali e tradizione locale.
Il caso di Spotorno è stato raccontato dal Guardian in un articolo pubblicato lunedì 17 agosto. La testata britannica spiega che le suore gestiscono un beach club nella città ligure e che il comune ha avviato una procedura per riprendersi la concessione. Le religiose sostengono che i proventi della struttura balneare sono essenziali per finanziare le loro opere di beneficenza.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio che riguarda le concessioni balneari in tutta Italia. Da anni il paese è sotto pressione da parte dell'Unione europea per mettere a gara le concessioni delle spiagge, una questione che ha acceso dibattiti accesi lungo tutte le coste italiane, dalla Liguria alla Sicilia, dalla Toscana alla Sardegna.
Per chi vive in un'isola come la Sardegna, la questione delle concessioni balneari è particolarmente sentita. Le spiagge sono il cuore dell'economia turistica isolana, ma anche un bene comune che le comunità locali sentono proprio. Il caso delle suore di Spotorno mostra come il tema delle concessioni non riguardi solo i grandi operatori commerciali, ma anche piccole realtà radicate nel territorio.
Il Guardian riferisce che le suore hanno una lunga storia nella cittadina ligure e che il loro beach club è diventato un punto di riferimento per la comunità locale. La struttura non è solo un'attività commerciale, ma anche un luogo di aggregazione e solidarietà.
La vicenda di Spotorno ricorda anche il valore del lavoro delle comunità religiose nelle zone costiere italiane. In molte località, conventi e istituti religiosi gestiscono strutture che offrono servizi alla comunità, spesso in cambio di un sostegno che va oltre il semplice profitto.
Il comune di Spotorno, secondo quanto riportato dal Guardian, sostiene che la concessione debba essere riassegnata secondo le nuove normative. La questione delle gare per le concessioni balneari è stata più volte rinviata dal governo italiano, ma la pressione di Bruxelles resta alta.
Per la Sardegna, la questione ha un sapore particolare. L'isola ha alcune delle spiagge più celebri del Mediterraneo, dalla Costa Smeralda al Sinis, e la gestione delle concessioni è un tema caldo che coinvolge interessi economici importanti ma anche la tutela di un patrimonio ambientale fragile.
Il caso di Spotorno, pur nella sua specificità, apre una finestra su un dibattito che attraversa tutto il paese. La stampa internazionale, e in particolare il Guardian, ha seguito con attenzione la vicenda, vedendoci un esempio delle tensioni che attraversano l'Italia costiera.
Le suore, secondo il quotidiano britannico, non intendono cedere e sono pronte a portare avanti la loro battaglia. La loro storia ha già suscitato solidarietà in molti, e potrebbe diventare un simbolo della resistenza delle piccole comunità di fronte alle pressioni della burocrazia e delle regole europee.
Nel frattempo, la vicenda continua a svilupparsi e potrebbe avere sviluppi nelle prossime settimane. Quello che è certo è che il caso di Spotorno ha messo in luce un tema che tocca molte realtà costiere italiane, dalla Liguria alla Sardegna, dove la gestione delle spiagge è una questione di identità oltre che di economia.
Il Guardian conclude il suo articolo sottolineando che la battaglia delle suore di Spotorno è anche una battaglia per un certo modello di società costiera, dove la spiaggia non è solo un bene economico ma anche un luogo di comunità e solidarietà.
Per la Sardegna, che guarda con attenzione a queste vicende, il caso di Spotorno è un promemoria di quanto sia delicato l'equilibrio tra sviluppo turistico, tutela ambientale e diritti delle comunità locali. Un equilibrio che l'isola conosce bene, tra le pressioni del turismo di massa e la necessità di preservare un patrimonio unico.
