NAZIONALE
Roma delinea il futuro dell'acciaieria di Taranto, la città pesa il piano
Il governo italiano presenta i piani per l'ex ILVA: lavoro, ambiente e il nodo degli investimenti visti dalla Puglia
Francesca Lazzari941 wordsEdition №121domenica 20 settembre 2026 — Edizione № 121
Il governo italiano ha delineato i suoi piani per l'acciaieria di Taranto, l'ex complesso ILVA che resta il più grande impianto siderurgico d'Europa e il nodo più spinoso del Mezzogiorno industriale. La notizia è arrivata nella rassegna delle ultime notizie di giovedì curata da The Local Italy, che colloca il dossier Taranto accanto alle altre priorità nazionali della settimana.
Per la Puglia la posta in gioco è doppia. Taranto è la seconda città della regione e l'acciaieria è da decenni il suo principale datore di lavoro industriale, ma è anche il simbolo di un conflitto mai risolto tra produzione e salute pubblica, finito più volte nelle cronache della stampa estera e nei richiami delle istituzioni europee.
Il piano arriva in un momento in cui l'attenzione internazionale sull'acciaio europeo è alta, tra concorrenza asiatica, costi dell'energia e transizione verso processi meno inquinanti. La Puglia osserva: ciò che accade a Taranto pesa sul porto, sull'indotto e sull'immagine di una regione che vuole essere altro oltre l'acciaio.
Questa è la cornice. Quello che segue è ciò che le fonti internazionali riferiscono e ciò che la città ionica si trova ora a valutare.
