CULTURA
I tarocchi risalgono al XV secolo italiano, ora una mostra ne racconta l'arte
Dal gioco di corte al simbolismo occulto: come le carte hanno attraversato cinque secoli e continenti
Eleonora Vanzetti1,247 wordsEdition №32mercoledì 1 luglio 2026 — Edizione № 32

Il Guardian ha riferito di una mostra che traccia la storia improbabile dei tarocchi dal XV secolo in Italia fino alla loro associazione contemporanea con l'occulto. L'esposizione esamina come queste carte, nate come semplice gioco di corte, siano diventate nel tempo uno strumento di significato spirituale e artistico.
Le origini dei tarocchi si situano nella penisola italiana durante il Rinascimento, quando venivano utilizzati dalla nobiltà come intrattenimento. Nel corso dei secoli, artisti di rilievo hanno reinterpretato le immagini tradizionali, trasformando il mazzo in un'opera d'arte collettiva che rifletteva i valori e le ossessioni del proprio tempo.
La mostra evidenzia figure come Pamela Colman Smith, che secondo il Guardian era intima di William Butler Yeats e la cui arte attirò l'attenzione di Alfred Stieglitz. Smith rappresenta il momento in cui i tarocchi iniziarono a migrare dal gioco verso la sfera del misticismo e dell'esoterismo, un passaggio che caratterizzerebbe il XX secolo.
L'esposizione, come riportato dal Guardian, ricostruisce un percorso di trasformazione che inizia nelle corti italiane del XV secolo. I tarocchi nascono come gioco di carte sofisticato, un passatempo per l'élite rinascimentale, con illustrazioni che rispecchiavano l'arte e la simbologia del periodo. Le carte erano commissionate da famiglie nobili e create da artisti locali, spesso gli stessi che decoravano chiese e palazzi.
Nel corso dei secoli successivi, i tarocchi si diffusero oltre l'Italia, raggiungendo la Francia e il resto dell'Europa. Tuttavia, secondo il Guardian, la loro evoluzione artistica rimase profondamente legata alle tradizioni visive italiane. Ogni reinterpretazione dei tarocchi, da quella di Marsiglia a quella più recente, ha mantenuto elementi iconografici che risalgono alle origini italiane.
La mostra dedica una sezione significativa alla figura di Pamela Colman Smith, un'artista britannica che all'inizio del XX secolo creò uno dei mazzi più influenti della storia. Il Guardian sottolinea come Smith, che frequentava circoli letterari e artistici di alto livello — era amica intima di William Butler Yeats — abbia infuso nei tarocchi una qualità narrativa e mistica che trasformò il gioco in uno strumento di introspezione spirituale.
La connessione tra l'arte e il misticismo nei tarocchi è centrale alla narrazione della mostra. Secondo il Guardian, figure come Aleister Crowley e altri mistici del XIX e XX secolo hanno contribuito a spostare la percezione dei tarocchi dal gioco verso il simbolismo occulto. Questo processo di trasformazione culturale è documentato attraverso le variazioni visive dei mazzi nel tempo.
Per la redazione Cultura, il significato di questa mostra risiede nel modo in cui essa racconta la storia dell'Italia come culla non solo dell'arte visiva, ma anche della simbologia che ha plasmato la cultura occidentale. I tarocchi rappresentano un caso unico in cui un'invenzione italiana ha attraversato confini geografici e temporali, acquisendo significati sempre nuovi.
L'evoluzione artistica dei tarocchi riflette anche i cambiamenti nei gusti visivi europei. Dal realismo quattrocentesco alle stilizzazioni simboliste dell'Ottocento, fino alle interpretazioni moderniste del XX secolo, ogni periodo ha lasciato il proprio segno sulle carte. Il Guardian evidenzia come gli artisti italiani del Rinascimento abbiano stabilito uno standard estetico che continua a influenzare i designer contemporanei.
La mostra include anche sezioni dedicate agli artisti che hanno reinterpretato i tarocchi nel contesto dell'arte contemporanea. Secondo il Guardian, designer e artisti moderni continuano a trovare ispirazione nelle carte tradizionali, creando nuove versioni che dialogano con l'arte contemporanea pur mantenendo il legame con le origini italiane.
Un aspetto rilevante per la redazione Cultura è la relazione tra i tarocchi e la letteratura. Il Guardian nota come scrittori e poeti, da Yeats a figure contemporanee, abbiano utilizzato l'immaginario dei tarocchi come fonte di ispirazione narrativa. Questa contaminazione tra arti visive e letteratura è una caratteristica distintiva della cultura italiana che continua a influenzare la produzione artistica globale.
La simbologia dei tarocchi, come spiegato nella mostra secondo il Guardian, si radica nella teologia cristiana medievale e nella filosofia neoplatonica che permeavano l'Italia rinascimentale. Gli Arcani Maggiori, ad esempio, rappresentano un viaggio spirituale che riflette concezioni italiane del percorso umano verso la conoscenza e la redenzione.
La ricerca storica presentata nella mostra rivela che i tarocchi non sono stati mai un fenomeno marginale o puramente esoterico. Secondo il Guardian, essi hanno sempre mantenuto una presenza nelle arti visive europee, anche quando la loro reputazione era stata compromessa da associazioni con la magia popolare. Questo riconoscimento della loro legittimità artistica è relativamente recente.
Per i visitatori e gli studiosi di cultura, la mostra offre l'opportunità di comprendere come un'invenzione italiana sia diventata un linguaggio visivo universale. Il Guardian sottolinea come i tarocchi rappresentino un esempio affascinante di soft power culturale italiano: un'arte che è nata in Italia e che continua a influenzare artisti, scrittori e designer in tutto il mondo.
La curatela della mostra, come riferito dal Guardian, ha privilegiato un approccio interdisciplinare che connette storia dell'arte, letteratura, occultismo e sociologia. Questo metodo consente ai visitatori di comprendere non solo come i tarocchi siano cambiati visivamente nel tempo, ma anche come la loro interpretazione culturale sia stata plasmata da movimenti più ampi nella società europea.
Infine, la mostra suggerisce che i tarocchi rimangono rilevanti nella cultura contemporanea non nonostante le loro origini storiche, ma grazie a esse. Il Guardian conclude che la loro longevità artistica e culturale è una testimonianza della ricchezza e della profondità dell'immaginario italiano, che continua a nutrire la creatività globale anche dopo più di cinque secoli.
