MOLISE
L'Italia abolisce la tassa auto: il Molise conta i suoi veicoli
Dal 2027 circa il 70 per cento dei proprietari non pagherà più il bollo. In una regione con 289.000 abitanti e un parco veicoli vecchio, la misura vale poco e molto insieme.
Antonio Petrella874 wordsEdition №119venerdì 18 settembre 2026 — Edizione № 119
Dal 2027 i proprietari di circa il 70 per cento dei veicoli sulle strade italiane non dovranno più pagare la tassa automobilistica annuale, secondo quanto riporta The Local Italy. La misura è presentata come un alleggerimento per famiglie e piccole imprese, ma il diavolo è nella percentuale: il restante 30 per cento continuerà a pagare, e la domanda che nessuna testata straniera ha ancora sciolto è chi resterà fuori dal taglio.
In Molise, la notizia arriva in una regione dove l'automobile non è un vezzo ma l'ossatura della vita quotidiana. Con 289.000 abitanti distribuiti su un territorio in gran parte collinare e montano, i collegamenti tra i paesi dell'interno e i due capoluoghi, Campobasso e Isernia, si reggono quasi interamente sulla strada. Non c'è metropolitana, non c'è rete ferroviaria capillare, e le corse degli autobus si diradano con lo spopolamento.
La misura, riportata dalla stampa estera come un risparmio per la maggioranza dei proprietari, va letta insieme a un'altra notizia dello stesso telegrafo: The Local Italy ha dedicato questa settimana un pezzo ai prezzi dell'elettricità in Italia, tra i più alti d'Europa, mentre i gruppi di consumatori avvertono di un'altra impennata delle bollette in autunno. Per un'economia domestica molisana, il bollo risparmiato e la bolletta aumentata finiscono nello stesso bilancio.
La domanda regionale non è quanto si risparmia, ma se il risparmio resta sul territorio. Una tassa locale abolita a Roma è un'entrata in meno per chi la incassava: il bollo auto è storicamente un tributo regionale, e in una regione a statuto ordinario come il Molise ogni euro non riscosso è un euro in meno nel bilancio che finanzia strade, trasporto locale e servizi ai comuni più piccoli.
The Local Italy non entra nel dettaglio dei criteri, e nessuna delle fonti internazionali di oggi specifica se il taglio riguardi classi di emissioni, anzianità del veicolo, reddito del proprietario o una combinazione. Fino a quando quel criterio non è chiaro, in Molise conviene la prudenza: una regione con un parco veicoli mediamente vecchio, dove molte famiglie tengono in strada un'auto di dieci o quindici anni, potrebbe trovarsi dalla parte giusta o da quella sbagliata della soglia senza saperlo.
C'è poi il rovescio della medaglia che la copertura estera non sviluppa. Se l'obiettivo dichiarato è alleggerire il costo della mobilità, la leva più efficace in un territorio come questo non è il bollo ma il servizio. Un paese dell'entroterra molisano che perde l'ultima corsa giornaliera verso Campobasso non viene salvato da cinquanta o cento euro l'anno di tassa in meno: viene salvato da una corriera che passa, da una strada che tiene, da un ambulatorio che resta aperto.
La geografia del Molise rende il tema automobilistico anche un tema di sicurezza. Le strade provinciali dell'interno, esposte a frane e smottamenti dopo ogni autunno piovoso, sono le stesse su cui viaggiano pendolari, anziani e studenti. Se il taglio del bollo riduce le entrate regionali destinate alla manutenzione, il risparmio individuale può tradursi in un costo collettivo.
Gli osservatori stranieri leggono provvedimenti come questo attraverso la lente del consenso elettorale e dei conti pubblici. Reuters e le altre agenzie hanno ripetutamente descritto l'Italia come un paese con debito elevato e spazio fiscale limitato; un taglio di gettito, per quanto popolare, rientra in quella cornice. La domanda che le testate internazionali pongono è sempre la stessa: chi paga, e quando.
Per il Molise la risposta arriva con un ritardo che è la cifra della regione. Le misure nazionali si annunciano a Roma, si discutono a Bruxelles, e atterrano nei comuni dell'interno mesi dopo, quando gli uffici hanno già fatto i conti con le risorse che hanno. Una regione che perde popolazione ogni anno ha meno margine per assorbire sia il beneficio sia il costo di una riforma fiscale.
Vale la pena ricordare, come fanno le testate estere quando parlano di aree interne, che il Molise è tra le regioni italiane con la densità abitativa più bassa e il tasso di invecchiamento tra i più alti. In questo contesto l'auto è spesso l'unico mezzo per raggiungere un ospedale, un ufficio postale, un mercato. Qualsiasi misura che tocchi il costo di possederla tocca, di fatto, il diritto alla mobilità.
Resta aperta la questione dei tempi. The Local Italy colloca l'entrata in vigore nel 2027, ma non indica come sarà gestita la transizione né cosa accadrà ai pagamenti già effettuati o alle esenzioni esistenti. Per gli automobilisti molisani, abituati a tributi che cambiano nome e regole con regolarità, la cautela è d'obbligo: nessuno compri un'auto nuova sulla base di un annuncio.
Se il taglio sarà confermato nei termini riportati, l'effetto immediato sarà una semplificazione per la maggioranza dei proprietari. L'effetto di medio periodo, in una regione che invecchia e si svuota, dipenderà da scelte che il bollo non decide: quali strade si mantengono, quali collegamenti si finanziano, quale soglia di servizio si considera ancora accettabile per chi resta.
Filing from Campobasso — yes, it exists. Qui il bollo auto non è una voce da salotto televisivo: è la tassa che si paga per poter andare a lavorare, dal medico, a trovare un figlio emigrato. Abolirla per il 70 per cento dei veicoli è una notizia. Capire chi è quel 70 per cento, e chi resta fuori, è la notizia che aspettiamo.
