LOMBARDIA
L'Italia abolisce la tassa auto dal 2027: la Lombardia fa i conti
The Local Italy: circa il 70 per cento dei veicoli non pagherà più il bollo. Per Milano e le province significa un buco nei bilanci regionali
Beatrice Comolli720 wordsEdition №119venerdì 18 settembre 2026 — Edizione № 119
Dal 2027 i proprietari di circa il 70 per cento dei veicoli sulle strade italiane non dovranno più pagare la tassa automobilistica annuale, secondo quanto riporta The Local Italy. La misura è presentata come un alleggerimento per famiglie e imprese, ma sposta un problema immediato sui bilanci degli enti che oggi incassano quel gettito.
In Italia il bollo auto è un tributo regionale: sono le Regioni a incassarlo e a gestirne le esenzioni. Questo significa che la Lombardia — la regione più popolosa e motorizzata del paese — è tra le più esposte alla perdita di entrate proprie, in un quadro che la stampa estera segue da mesi con attenzione al debito pubblico italiano e allo spread.
The Local Italy non pubblica la stima del mancato gettito per singola regione, e non indica come il governo intenda compensare le amministrazioni locali. Sono le due domande che, secondo la copertura internazionale, restano aperte mentre il provvedimento entra nella fase attuativa.
Per una regione a vocazione manifatturiera come la Lombardia il nodo non è solo il gettito: è la struttura stessa della mobilità, tra pendolarismo su gomma e un parco veicoli tra i più densi del paese. È il terreno su cui la misura verrà giudicata dai mercati e dagli osservatori esteri.
Dal 2027 i proprietari di circa il 70 per cento dei veicoli sulle strade italiane non dovranno più pagare la tassa automobilistica annuale. È quanto riporta The Local Italy, secondo cui la misura riguarderà la grande maggioranza del parco circolante nazionale.
La notizia va letta dentro un meccanismo che all'estero è spesso poco noto: in Italia il bollo auto non è un tributo statale, ma un'imposta regionale. Sono le Regioni a incassarla, a fissarne le esenzioni e a contabilizzarla tra le entrate proprie. Cancellarla per la maggior parte dei veicoli significa, quindi, togliere ossigeno ai bilanci regionali, non a quello dello Stato centrale.
La Lombardia è la regione più popolosa d'Italia, con oltre dieci milioni di residenti, e una delle più densamente motorizzate. Milano e il suo hinterland produttivo — l'asse che collega il capoluogo a Monza, Brescia, Bergamo e Varese — vivono di spostamenti quotidiani su gomma, in parte non coperti dalla rete ferroviaria regionale. Un parco veicoli ampio è la base su cui si calcola il gettito del bollo: è qui che la misura si farà sentire.
The Local Italy non fornisce, nel servizio, la stima del mancato gettito per singola regione né il meccanismo di compensazione che il governo intende adottare. Sono le due lacune che la copertura internazionale lascia aperte. Finché non verranno colmate, ogni cifra circolata va trattata con prudenza.
La misura arriva in un momento in cui la stampa finanziaria internazionale guarda con attenzione ai conti pubblici italiani. Bloomberg, Reuters e il Financial Times seguono da mesi il rapporto tra debito e crescita e l'andamento dello spread tra BTP e Bund. Una riduzione strutturale di entrate — anche a livello regionale — entra in quel quadro come un elemento da pesare.
C'è poi la dimensione industriale. La Lombardia ospita una filiera dell'automotive e della componentistica che va dalle grandi forniture alle PMI di subfornitura. Una tassa più leggera sulla proprietà del veicolo può incidere sui tempi di sostituzione del parco, ma The Local Italy non collega la misura a incentivi specifici per l'acquisto o la rottamazione. Senza quel tassello, l'effetto sulla domanda resta una congettura.
Il tema si intreccia con quello dell'energia. The Local Italy ha pubblicato nei giorni scorsi un'analisi sui prezzi dell'elettricità in Italia, tra i più alti d'Europa secondo l'outlet. Per una regione manifatturiera come la Lombardia, il costo dell'energia pesa sui conti delle imprese più di quanto possa pesare il bollo auto. Le due voci, insieme, disegnano il costo di esercizio di un sistema produttivo.
Non va trascurata la geografia del pendolarismo. Nelle province lombarde di fascia — Lodi, Cremona, Mantova, Pavia — l'auto resta il mezzo principale per raggiungere il posto di lavoro. Una misura che alleggerisce il costo di possesso del veicolo ha, in quei territori, un effetto percepibile sul reddito disponibile delle famiglie. È l'argomento che i sostenitori del provvedimento porteranno.
Sul fronte opposto, le Regioni dovranno decidere come sostituire il gettito. Le opzioni sul tavolo — taglio della spesa, nuove tariffe, trasferimenti statali — non sono indicate da The Local Italy. La scelta dipenderà dai margini di bilancio di ciascuna amministrazione, che in Lombardia sono storicamente più ampi che altrove, ma non infiniti.
Il calendario conta. Il provvedimento è annunciato per il 2027: c'è tempo perché il dibattito si sposti dai principi ai numeri. È la fase in cui la copertura internazionale tornerà a misurare l'impatto reale, come ha fatto per altre misure fiscali italiane degli ultimi anni.
Per i lettori esteri che seguono l'Italia attraverso la stampa internazionale, la vicenda è un caso di scuola: una misura popolare a Roma che diventa un problema amministrativo a Milano. È il tipo di tensione tra centro e periferia che le testate straniere raccontano spesso come tratto distintivo del sistema italiano.
Resta da capire se la misura sarà accompagnata da una revisione della fiscalità regionale nel suo complesso. The Local Italy, al momento, non lo dice. Fino a quel momento, la Lombardia — e le altre regioni — contano.
