PUGLIA
Addio alla tassa automobilistica dal 2027: la Puglia fa i conti
The Local Italy riferisce che circa il 70 per cento dei veicoli non pagherà più il bollo annuale; per le regioni si apre il nodo delle entrate
Francesca Lazzari592 wordsEdition №119venerdì 18 settembre 2026 — Edizione № 119
Dal 2027 i proprietari di circa il 70 per cento dei veicoli sulle strade italiane non dovranno più pagare la tassa automobilistica annuale, riferisce The Local Italy. È una misura che riguarda direttamente la Puglia, dove l'auto resta il mezzo principale per lavorare e spostarsi.
Il bollo auto è da sempre un tributo regionale: il gettito alimenta i bilanci delle Regioni e, in buona parte, la manutenzione e la sicurezza stradale. Una sua abolizione, per come la racconta la stampa estera, sposta quindi una fetta di entrate pubbliche.
Per una regione lunga e con ampie aree interne, la posta in gioco è concreta. La Puglia ha un territorio esteso, con collegamenti che dipendono dalle strade provinciali e statali, e con un parco veicoli che serve tanto i pendolari quanto le imprese agricole.
La notizia, riportata da The Local Italy, non entra nei dettagli della copertura finanziaria. Resta quindi aperta la domanda che le regioni si pongono: come verrà compensato il gettito che non arriverà più.
Su questo punto la prudenza è d'obbligo. La copertura internazionale di oggi si limita a indicare la misura e la quota di veicoli interessati; non specifica quali categorie resteranno soggette al pagamento né quali risorse sostituiranno quelle perdute. La Veduta si attiene a quanto le fonti riportano.
Vale la pena ricordare perché il bollo conta, nel Mezzogiorno più che altrove. Nelle regioni meridionali il tasso di motorizzazione è storicamente alto e i mezzi pubblici coprono meno territorio: l'auto non è un bene di lusso, è uno strumento di lavoro.
In Puglia questo vale in modo particolare per l'agricoltura. Il Salento e la Murgia sono pieni di aziende agricole e di piccoli operatori che si muovono su strade secondarie, spesso in cattivo stato, per raggiungere campi, mercati e cooperative.
Per queste imprese l'abolizione del bollo è una riduzione di costo immediata e tangibile. Ma il beneficio rischia di essere vanificato se, in parallelo, si riducono le risorse per tenere in ordine le strade che quelle stesse imprese percorrono ogni giorno.
C'è poi il tema del turismo, altro pilastro dell'economia pugliese. La regione accoglie ogni anno flussi importanti verso la costa adriatica e lo Ionio, e la qualità delle strade è parte dell'esperienza di chi arriva in auto o in camper.
La misura, vista da fuori, si inserisce in un dibattito più ampio sulla fiscalità dei mezzi privati in Europa. Diversi Paesi stanno ripensando la tassazione dell'auto, tra spinte alla riduzione del carico sui cittadini e obiettivi ambientali.
The Local Italy, nel suo roundup, non collega la decisione italiana a una strategia di questo tipo: si limita a registrare la novità e la sua portata. Per la Puglia, come per le altre regioni, la questione centrale resta finanziaria.
Il punto è che le Regioni italiane hanno competenze dirette su trasporti e viabilità. Se una fonte di entrata viene meno senza una sostituzione chiara, l'effetto si scarica sui servizi, non su un bilancio astratto.
Da Bari la lettura è pragmatica. Un risparmio per famiglie e imprese è una buona notizia in una regione dove il costo della vita e della mobilità pesa; ma la Puglia chiederà conto di come si finanzieranno le strade che quel risparmio rende più percorse.
La misura entrerà in vigore dal 2027, secondo quanto riporta The Local Italy. Fino ad allora resta tempo per chiarire i dettagli, e sarà su quelli che si misurerà davvero l'impatto regionale.
Per ora la Puglia fa i conti con una domanda semplice e difficile insieme: meno tasse per chi guida va bene, purché non significhi più buche per chi guida.
