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SARDEGNA

Addio al bollo auto dal 2027: la Sardegna interna conta le strade

Il governo italiano abolirà la tassa automobilistica per circa il 70 per cento dei veicoli: nell'isola il nodo resta la manutenzione delle strade secondarie

Gavino Sanna596 wordsEdition119venerdì 18 settembre 2026 — Edizione № 119

Dal 2027 i proprietari di circa il 70 per cento dei veicoli sulle strade italiane non dovranno più pagare la tassa automobilistica annuale, secondo quanto riportato da The Local Italy. Il bollo auto, tra i costi ricorrenti più contestati dagli automobilisti, verrebbe così abolito per la grande maggioranza del parco circolante.

In Sardegna, dove l'auto privata è spesso l'unico mezzo di collegamento tra i paesi dell'interno e i servizi, la notizia ha un effetto immediato sui bilanci familiari. Ma solleva anche una domanda meno visibile: se il gettito cala, chi paga la manutenzione delle strade provinciali che attraversano l'isola?

The Local Italy non ha precisato come il taglio sarà compensato nelle finanze locali, né quali categorie di veicoli resteranno escluse. Su questi punti la copertura resta generica, e la redazione si attiene a quanto la testata ha riferito.

La geografia sarda rende la questione più acuta che altrove. L'isola ha una rete stradale estesa su un territorio a bassa densità: pochi abitanti per chilometro quadrato, molti chilometri da mantenere. Le strade che collegano i centri dell'interno sono spesso secondarie, esposte a piogge intense, frane e cedimenti, e la loro cura dipende da enti locali con bilanci stretti.

La tassa automobilistica è storicamente una delle entrate proprie delle regioni. Nelle regioni a statuto speciale, come la Sardegna, i meccanismi finanziari hanno caratteristiche proprie, ma la copertura internazionale non entra in questi dettagli. La redazione non ha elementi per quantificare l'impatto del taglio sul bilancio regionale.

Quello che si può osservare, restando a quanto le fonti estere riportano, è il segnale politico: un governo che rinuncia a un gettito diffuso per alleggerire un costo percepito come ingiusto. The Local Italy ha descritto la misura come l'eliminazione di una tassa costosa per la maggioranza degli automobilisti, senza indicare la copertura finanziaria.

Per le famiglie dell'interno sardo, spesso con più di un veicolo per nucleo e redditi inferiori alla media, il risparmio annuale non è marginale. In un'isola dove il trasporto pubblico copre male le zone rurali, l'auto non è un bene di lusso ma uno strumento di accesso a lavoro, scuola e sanità.

C'è però un rovescio possibile. Se il gettito del bollo alimenta in parte la manutenzione stradale, la sua abolizione senza una sostituzione chiara può tradursi in strade peggiori proprio dove l'auto è indispensabile. È un'ipotesi, non un fatto stabilito dalle fonti, e va trattata come tale.

La stampa estera ha più volte descritto le aree interne italiane come territori in equilibrio precario tra spopolamento e servizi in ritirata. La Sardegna non fa eccezione. Una misura fiscale pensata su scala nazionale può avere effetti molto diversi tra una città costiera ben collegata e un comune di montagna dove l'unica strada di accesso è provinciale.

Non ci sono, nelle fonti consultate, dichiarazioni di amministratori sardi sulla misura, né stime regionali sull'impatto. La redazione evita di attribuire posizioni che non risultano, e si limita a segnalare la coincidenza tra il taglio annunciato e la condizione di un'isola che dipende dalla gomma.

La misura è prevista dal 2027, quindi con un orizzonte di applicazione ancora lontano. Nel frattempo restano da chiarire i dettagli tecnici: quali veicoli rientrano nel 70 per cento, come si compensa il minor gettito, e se le regioni avranno voce in capitolo. The Local Italy non ha affrontato questi punti.

Per ora, la notizia dice una cosa semplice: per la maggior parte degli automobilisti italiani il bollo auto sparirà. Per un'isola che vive di collegamenti su strada, la domanda che resta aperta è più antica e più difficile: chi tiene in piedi le strade che la attraversano.

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