CALABRIA
Prezzi dei carburanti record nell'UE: si discute una tassa sugli extraprofitti
Il Guardian riferisce che i governi europei valutano un prelievo sui margini delle compagnie energetiche mentre i prezzi mettono sotto pressione i leader
Saverio Gallo613 wordsEdition №120sabato 19 settembre 2026 — Edizione № 120
I governi europei hanno discusso l'ipotesi di una tassa sugli extraprofitti a livello europeo per le compagnie energetiche, mentre i prezzi quasi record di carburante e gas mettono sotto pressione i leader desiderosi di contenere il malcontento. Lo riferisce il Guardian.
Secondo il quotidiano britannico, il ministro tedesco dell'Energia ha dichiarato che le aziende stanno 'sfruttando la situazione' legata alle tensioni in Medio Oriente. La questione è diventata un problema interno rilevante per i governi europei.
Per l'Italia, e per una regione come la Calabria dove gli spostamenti dipendono quasi ovunque dall'auto, il prezzo alla pompa è una voce di spesa che pesa sui bilanci familiari e sulle attività agricole e commerciali.
I governi europei hanno discusso l'ipotesi di una tassa sugli extraprofitti a livello europeo per le compagnie energetiche, mentre i prezzi quasi record di carburante e gas mettono sotto pressione i leader desiderosi di contenere il malcontento crescente. La notizia è riportata dal Guardian.
Secondo il quotidiano britannico, il ministro tedesco dell'Energia ha affermato che le aziende stanno 'sfruttando la situazione' determinata dalle tensioni in Medio Oriente. Il Guardian descrive la questione come un problema interno ormai rilevante per i leader europei.
Il dibattito su una tassa europea sugli extraprofitti non è nuovo. Il Guardian ricorda che i governi hanno già discusso in passato prelievi straordinari sui margini delle compagnie energetiche, in momenti di impennata dei prezzi. Ciò che cambia ora è la scala: non più un'iniziativa di un singolo Stato, ma un'ipotesi a livello di blocco.
Per l'Italia la questione ha un peso particolare. The Local Italy ha spiegato nei giorni scorsi perché i prezzi dell'elettricità italiani sono tra i più alti d'Europa, mentre i gruppi di consumatori avvertono di un'altra impennata delle bollette in autunno. Le due storie si sovrappongono: carburante e corrente sono le voci che le famiglie guardano per prime.
In Calabria l'effetto è amplificato dalla geografia. La regione ha un interno montuoso, collegamenti stradali lunghi e un trasporto pubblico limitato fuori dai centri principali. Per molte famiglie l'auto non è un bene di consumo ma l'unico mezzo per raggiungere il lavoro, la scuola o il presidio sanitario più vicino.
Lo stesso vale per l'agricoltura, che resta una delle basi economiche calabresi. I produttori di agrumi e bergamotto, concentrati nelle piane costiere, dipendono dai mezzi per il trasporto verso i mercati e i porti. Un aumento del costo del carburante si trasferisce sui margini, che sono già stretti.
Il dibattito europeo, però, è ancora in una fase iniziale. Il Guardian non riferisce decisioni prese né testi approvati: parla di discussioni tra governi. Non è chiaro quale forma potrebbe assumere il prelievo, né se l'Italia lo sosterrebbe.
Il nodo politico è noto. Una tassa sugli extraprofitti colpisce aziende che operano in più Paesi e che possono spostare investimenti. I governi che la propongono devono bilanciare il gettito immediato con il rischio di scoraggiare la produzione energetica proprio mentre i prezzi sono alti.
Per la Calabria, il tema si intreccia con una questione di lungo periodo: la regione produce energia da fonti rinnovabili ma paga prezzi tra i più alti, un paradosso che la stampa estera ha già segnalato per il Mezzogiorno. Una tassa europea non risolverebbe quel nodo da sola.
Il Guardian collega la discussione al malcontento sociale. I prezzi elevati di carburante e gas sono tra le voci che i cittadini percepiscono più direttamente, e i governi europei cercano strumenti per rispondere senza aggravare i conti pubblici.
Resta da vedere se l'ipotesi diventerà una proposta formale. Il Guardian riferisce di un dibattito in corso, non di un accordo. Per ora, per chi fa il pieno in Calabria, cambia poco: il prezzo alla pompa resta quello che è.
