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VALLE D'AOSTA

L'UE discute una tassa sugli extraprofitti, e la valle guarda

I prezzi record di carburanti e gas spingono i governi europei verso un prelievo comune sulle compagnie energetiche; per una regione che esporta elettricità, la domanda è chi paga.

Camille Bréan746 wordsEdition №120sabato 19 settembre 2026 — Edizione № 120

I governi europei hanno discusso l'idea di una tassa sugli extraprofitti a livello continentale per le compagnie energetiche, mentre i prezzi di carburante e gas restano vicini ai livelli record e mettono sotto pressione i leader alle prese con il malcontento dei cittadini. Lo riferisce il Guardian, secondo cui il ministro tedesco dell'energia ha detto che le aziende stanno «sfruttando la situazione» legata alle tensioni in Medio Oriente.

Per il Guardian si tratta ormai di un problema di politica interna per diversi capi di governo, che cercano modi per contenere le bollette senza rompere il mercato unico dell'energia. La discussione su un prelievo comune è ancora in una fase iniziale, e il giornale non indica né un testo né una maggioranza già formata.

La questione tocca in modo diretto una regione come la Valle d'Aosta, che produce più elettricità di quanta ne consumi grazie agli impianti idroelettrici alpini e la esporta verso il resto del Paese. Una tassa europea sugli extraprofitti energetici porrebbe la domanda di chi la paghi: i grandi gruppi che gestiscono la generazione, o i territori che ospitano gli impianti.

Nella valle, la partita si gioca su un crinale stretto. Da un lato, l'energia idroelettrica è una delle poche risorse industriali del territorio; dall'altro, le bollette dei residenti restano alte come nel resto d'Italia, e la stampa estera ha più volte notato che l'Italia paga l'elettricità più cara dei suoi vicini europei.

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