NAZIONALE
Terremoto ai Campi Flegrei: 4.7 vicino a Napoli, il più forte in 40 anni
Scossa nella notte vicino a Pozzuoli: almeno 26 feriti, 300 evacuati. È il sisma più intenso nella regione dagli anni Ottanta
Sergio Madrussan636 wordsEdition №64domenica 2 agosto 2026 — Edizione № 64

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.7 ha colpito venerdì sera la regione vulcanica dei Campi Flegrei, a ovest di Napoli, nel sud Italia. Lo riferisce il Guardian: almeno 26 persone sono rimaste ferite, cinque sono state portate in ospedale, e circa 300 sono state evacuate. È il terremoto più forte a colpire la regione negli ultimi 40 anni.
Il sisma, avvenuto alle 19:46 di venerdì, ha causato interruzioni di corrente e danni agli edifici. Un video pubblicato dal Guardian mostra il momento in cui una frana colpisce la città di Pozzuoli, vicino all'epicentro, mentre i residenti riprendono la scena.
The Local Italy precisa che la scossa ha causato 26 feriti e danni alle proprietà, e che si tratta del tremore più forte registrato nell'area in diversi decenni. Le autorità hanno fatto sapere che la situazione è sotto controllo, ma l'area dei Campi Flegrei resta sotto osservazione per lo sciame sismico in corso.
L'area colpita è quella dei Campi Flegrei, una caldera vulcanica attiva a ovest di Napoli, nota in tutto il mondo per il fenomeno del bradisismo: il sollevamento e l'abbassamento del suolo legato alla pressione dei fluidi nel sottosuolo. La stampa internazionale ha più volte spiegato che questo fenomeno rende l'area particolarmente vulnerabile ai terremoti superficiali, avvertiti con forza dalla popolazione nonostante la magnitudo relativamente moderata.
La Francia e il Regno Unito seguono con attenzione anche un altro aspetto della regione: il patrimonio archeologico sommerso. France 24 ha dedicato un servizio alla città romana sommersa a circa 30 chilometri a ovest di Napoli, descritta come una delle più prestigiose stazioni termali costiere dell'Impero romano, sprofondata nel mare a causa della subsidenza legata alla natura vulcanica della regione. Il terremoto di venerdì riporta l'attenzione su un'area in cui attività sismica, vulcanismo e archeologia convivono da millenni.
Per il Friuli-Venezia Giulia, la notizia ha un'eco particolare. La regione è stata segnata dal terremoto del 1976, che colpì il Friuli con una magnitudo di 6.4 e causò quasi mille morti. La memoria di quella tragedia ha costruito in regione una cultura della prevenzione sismica e una stretta collaborazione con le zone colpite da terremoti in Italia e nel mondo. La copertura internazionale del sisma di Pozzuoli, con i suoi feriti e i suoi sfollati, riporta alla mente le immagini del Friuli di cinquant'anni fa, e la lezione che la stampa estera trasse da quella ricostruzione: l'Italia è un paese sismico e deve convivere con il rischio.
La risposta all'emergenza, secondo la stampa internazionale, è stata rapida: evacuazioni, ospedali in allerta e verifiche sugli edifici. Ma il terremoto dei Campi Flegrei solleva questioni di lungo periodo che riguardano l'intero paese: la vulnerabilità del patrimonio edilizio italiano, costruito in gran parte prima delle normative antisismiche moderne, e la difficoltà di pianificare l'urbanistica in aree ad alto rischio. Il Guardian ricorda che la scossa di venerdì è la più forte in 40 anni, ma l'area è in uno stato di agitazione sismica da mesi, con sciami che la comunità scientifica internazionale osserva con attenzione.
La zona dei Campi Flegrei, come riferisce la France 24, è anche un laboratorio naturale per gli archeologi: la città sommersa che emerge dalle acque continua a rivelare nuovi segreti, e ogni scossa può modificare il paesaggio sommerso. La convivenza tra un vulcano attivo, una città moderna e un patrimonio archeologico unico rende il napoletano un caso di studio mondiale, seguito non solo dai sismologi ma anche dagli studiosi di gestione del rischio.
Nei prossimi giorni, le autorità italiane dovranno verificare la stabilità degli edifici danneggiati e accompagnare il rientro degli sfollati. Il Guardian, The Local Italy e France 24 concordano nel presentare la situazione come sotto controllo, ma lo sciame sismico potrebbe riservare altre scosse. Per chi, come il Friuli-Venezia Giulia, ha imparato a convivere con i terremoti, la parola d'ordine resta una sola: prevenzione.
