The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
Back to the edition

NAZIONALE

La terra trema ancora: Pozzuoli e i Campi Flegrei dopo il sisma

Il terremoto di magnitudo 4,7 ha ferito 26 persone e ne ha evacuate 300. Lo sciame sismico continua.

Rosaria Esposito586 wordsEdition69martedì 4 agosto 2026 — Edizione № 69

La terra continua a tremare sotto Pozzuoli. Il terremoto di magnitudo 4,7 che venerdì sera ha scosso i Campi Flegrei, la caldera vulcanica a ovest di Napoli, ha ferito almeno 26 persone e costretto circa 300 residenti ad abbandonare le proprie case, secondo quanto riferito dal Guardian e da Euronews.

Il sisma, il più forte a colpire la regione in 40 anni, ha causato interruzioni di corrente e danni agli edifici. Un video diffuso dai residenti mostra un crollo di roccia che ha colpito la città di Pozzuoli subito dopo la scossa.

Lo sciame sismico, che prosegue da giorni, tiene in apprensione un'area densamente popolata che vive da sempre con la minaccia del vulcano.

Il terremoto si è verificato alle 19:46 di venerdì, a una profondità che ha fatto sentire la scossa in tutta l'area metropolitana di Napoli. Secondo il Guardian, almeno cinque persone sono state ricoverate in ospedale e circa 300 evacuate, mentre 26 risultano ferite. Le interruzioni di corrente hanno colpito diversi quartieri, aggiungendo confusione a una serata già segnata dalla paura.

I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica attiva, una delle aree a più alto rischio sismico e vulcanico d'Europa. Il fenomeno del bradisismo, il lento sollevamento e abbassamento del suolo causato dalla pressione dei fluidi nel sottosuolo, è noto da secoli: già i Romani ne osservavano gli effetti sulle colonne del Serapeo, il mercato antico di Pozzuoli.

Negli ultimi anni, il sollevamento del suolo si è accelerato, e con esso la frequenza dei terremoti. Lo sciame sismico in corso ha riacceso il dibattito sulla prevenzione e sulla gestione del rischio in un'area dove vivono centinaia di migliaia di persone, molte delle quali in edifici vecchi e vulnerabili.

Il video diffuso dai residenti e ripreso dal Guardian mostra un crollo di roccia che ha colpito Pozzuoli: un'immagine che ha fatto il giro del mondo, simbolo della fragilità di una terra bellissima ma instabile. Euronews ha pubblicato filmati dei danni, con strade piene di detriti e facciate lesionate.

Per chi vive nei Campi Flegrei, il terremoto di venerdì non è un evento isolato. La memoria collettiva corre al 1984, quando l'ultima grande crisi bradisismica portò all'evacuazione di decine di migliaia di persone dal centro storico di Pozzuoli. Da allora, la città si è ricostruita, ma la minaccia non è mai scomparsa.

Le autorità locali hanno attivato i protocolli di emergenza, allestendo aree di accoglienza per gli sfollati. Il piano di evacuazione per l'area flegrea, aggiornato negli ultimi anni, prevede il trasferimento della popolazione in altre regioni italiane in caso di emergenza maggiore, ma la sua attuazione pratica resta un nodo complesso.

La scossa ha riacceso anche il dibattito scientifico. I vulcanologi seguono con attenzione l'evoluzione del bradisismo e dello sciame sismico, ma la previsione di un'eruzione rimane impossibile. Quello che si può fare, ripetono gli esperti citati dalla stampa internazionale, è monitorare, prevenire e preparare la popolazione.

Nel frattempo, la vita a Pozzuoli e nei comuni vicini continua. I mercati riaprono, i bambini tornano a giocare nelle piazze, i bar servono il caffè come sempre. È la resilienza di una terra abituata a convivere con il vulcano, tra la paura e la normalità.

Il rischio è che l'attenzione si spenga, come è successo dopo le crisi precedenti. Ma gli abitanti dei Campi Flegrei sanno che la terra sotto i loro piedi non dimentica. E continuano a guardare il mare, il golfo, il Vesuvio all'orizzonte, con la consapevolezza di chi vive su un confine invisibile ma reale.

Share