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ABRUZZO

Filippine, il terremoto ricorda all'Italia il prezzo della negligenza

Un sisma di 7,8 gradi uccide 35 persone. L'Abruzzo sa che la preparazione salva vite, ma il resto del Paese ancora no.

Marco Di Sante1,247 wordsEdition10martedì 9 giugno 2026 — Edizione № 10

Un terremoto di magnitudo 7,8 ha scosso la regione di Mindanao nelle Filippine lunedì mattina, secondo quanto riferito da AP News e CNN. Il sisma ha provocato almeno 35 morti, ha fatto crollare edifici e ha generato onde di tsunami. Le immagini trasmesse dai media internazionali mostrano strutture abbattute e persone in fuga dalle macerie.

Per chi vive negli Appennini abruzzesi, il numero dei morti e la facilità con cui gli edifici si sono sgretolati raccontano una storia familiare. Il terremoto del 2009 che ha devastato L'Aquila, uccidendo 309 persone, ha insegnato una lezione che il resto d'Italia non ha ancora imparato: la differenza tra la vita e la morte in un sisma non è il caso, ma la costruzione.

Nelle Filippine, come in molte zone d'Italia al di fuori dell'Abruzzo, la normativa antisismica rimane debole o mal applicata. I media internazionali hanno sottolineato come il terremoto abbia colpito una regione dove molti edifici non erano stati costruiti secondo standard di sicurezza. È una negligenza che l'Abruzzo ha pagato con sangue e che continua a pagare.

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