MOLISE
Dopo Pozzuoli, 100 milioni di aiuti: la terra trema e il Sud conta le crepe
Il governo stanzia fondi per l'area dei Campi Flegrei dopo il sisma di magnitudo 4,7. Per il Molise, regione a rischio sismico, la lezione è la prevenzione
Antonio Petrella683 wordsEdition №72giovedì 6 agosto 2026 — Edizione № 72
The Local Italy riferisce che il governo italiano ha stanziato 100 milioni di euro (115 milioni di dollari) per affrontare i danni causati dal terremoto della scorsa settimana nell'area di Napoli, come annunciato martedì dal ministro della protezione civile. Il sisma di magnitudo 4,7 ha ferito 26 persone e danneggiato edifici nell'area vulcanica dei Campi Flegrei, secondo Euronews.
I nuovi filmati mostrano le conseguenze a Pozzuoli, dove il terremoto di venerdì ha colpito una delle aree vulcaniche più monitorate del mondo. La terra continua a tremare, e la paura non si placa.
I Campi Flegrei, una caldera vulcanica a ovest di Napoli, sono da mesi al centro dell'attenzione della stampa internazionale per il fenomeno del bradisismo — il lento sollevamento del suolo — che accompagna gli sciami sismici. Euronews ha documentato come l'area sia costantemente sorvegliata, con piani di evacuazione pronti per le decine di migliaia di residenti.
Per il Molise, la notizia dei 100 milioni di aiuti arriva con una risonanza particolare. La regione, che confina con la Campania, è tra le aree d'Italia a più alto rischio sismico. Il terremoto dell'Irpinia del 1980, che devastò anche parte del Molise, è ancora memoria viva, come lo sono le scosse del 2002 che colpirono San Giuliano di Puglia, dove morirono 27 persone, tra cui 26 bambini e la loro maestra.
La stampa internazionale ha più volte citato San Giuliano di Puglia come simbolo della fragilità sismica italiana e della mancata prevenzione. Il crollo della scuola elementare Francesco Jovine, avvenuto perché l'edificio non era stato costruito secondo le norme antisismiche, è diventato un caso di studio a livello europeo.
I 100 milioni stanziati per Pozzuoli sollevano una domanda che il Molise conosce bene: quanto costa prevenire rispetto a ricostruire? Il Guardian, nei suoi servizi sul terremoto, ha sottolineato come l'Italia spenda miliardi in ricostruzione dopo i sismi ma molto meno in messa in sicurezza preventiva degli edifici.
Il patrimonio edilizio molisano, come quello di gran parte del Sud, è antico e in larga parte costruito prima delle norme antisismiche moderne. I piccoli comuni, molti dei quali si spopolano anno dopo anno, non hanno le risorse per adeguare scuole, chiese e abitazioni private.
La Protezione Civile, come riportato da The Local, ha annunciato che i fondi saranno usati per verifiche tecniche e primi interventi di messa in sicurezza. Ma per le regioni che hanno già vissuto il dramma dei terremoti, la lezione è chiara: i fondi post-emergenza non bastano, serve una strategia di prevenzione strutturale.
Il Molise, con i suoi 289.000 abitanti, ha una capacità amministrativa limitata. I sindaci dei comuni più piccoli, spesso volontari con altre professioni, si trovano a gestire pratiche complesse per l'adeguamento sismico di edifici pubblici e privati.
L'attenzione della stampa internazionale su Pozzuoli è alta, e il confronto con altre aree sismiche italiane è inevitabile. Euronews ha ricordato che l'area dei Campi Flegrei è tra le più densamente popolate d'Europa a rischio vulcanico, con centinaia di migliaia di persone che vivono dentro la caldera.
Per il Molise, il terremoto di Pozzuoli è un promemoria. La regione ha conosciuto il dolore dei crolli e delle vittime, e sa che la prossima scossa può arrivare senza preavviso. I 100 milioni per la Campania sono necessari, ma la domanda di fondo resta: cosa si sta facendo, oggi, per evitare che il prossimo disastro trovi il Sud impreparato?
Il governo, secondo The Local, ha promesso procedure accelerate per la distribuzione dei fondi. Ma la burocrazia italiana, come ha notato più volte la stampa estera, è lenta, e i cantieri per la messa in sicurezza sismica procedono a rilento in tutto il paese.
La memoria del 2002 a San Giuliano di Puglia, dove la scuola crollò uccidendo 27 persone, resta un monito. Da allora, molte scuole italiane sono state messe in sicurezza, ma il censimento del patrimonio edilizio pubblico nelle aree a rischio è ancora incompleto.
Per il Molise, il terremoto di Pozzuoli non è una notizia lontana. È lo specchio di una fragilità condivisa, la conferma che il Sud vive su una terra che trema, e che la prevenzione è l'unica vera ricchezza possibile.
