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LIGURIA

Testa di coccodrillo in valigia a Torino: il contrabbando di specie protette passa dai porti

Un uomo rischia multa o carcere per una testa essiccata di coccodrillo in via di estinzione trovata a Caselle. Per Genova la rotta è nota.

Marina Doria992 wordsEdition109mercoledì 9 settembre 2026 — Edizione № 109

Un uomo italiano rischia una pesante multa o una possibile pena detentiva dopo che la testa essiccata di un coccodrillo in via di estinzione è stata trovata nel suo bagaglio all'aeroporto di Torino Caselle, secondo quanto riportato dal Guardian.

L'uomo, arrivato a Torino da Miami via Istanbul, è sotto indagine per contrabbando. Il coccodrillo appartiene a una specie criticamente in pericolo, protetta dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES).

Per chi segue le rotte del traffico illegale di fauna selvatica nel Nord-Ovest italiano, la notizia non sorprende: gli scali di Torino e Genova, insieme ai porti liguri, sono da anni punti di transito osservati dalle autorità doganali.

Il sequestro è avvenuto all'aeroporto di Torino Caselle, dove i funzionari doganali hanno intercettato la testa essiccata di un coccodrillo nel bagaglio di un passeggero appena sbarcato da un volo proveniente da Miami con scalo a Istanbul. Secondo il Guardian, l'uomo, cittadino italiano, è ora sotto indagine per contrabbando e rischia una sanzione pecuniaria salata o il carcere.

La specie non è stata identificata con precisione dal Guardian, ma il giornale britannico sottolinea che si tratta di un coccodrillo criticamente in pericolo, il che lo colloca tra le specie protette dalla CITES, il trattato internazionale che regola il commercio di fauna e flora minacciate. Il possesso e il trasporto di parti di animali protetti senza permesso costituiscono reato in Italia e in tutta l'Unione europea.

La notizia arriva in un momento in cui le autorità doganali di tutta Italia intensificano i controlli sulle rotte del traffico illegale di specie protette. Il ritrovamento a Torino, a poche decine di chilometri dal porto di Genova, richiama l'attenzione su un fenomeno che per la Liguria non è affatto marginale. Il porto di Genova, il più grande d'Italia per traffico merci, è uno snodo logistico internazionale dove navi provenienti da tutto il mondo attraccano ogni giorno.

Le rotte del contrabbando di specie protette spesso sfruttano proprio i grandi scali commerciali, dove il volume di merci rende più difficile i controlli. Le autorità doganali liguri hanno più volte segnalato il ritrovamento di avorio, pelli di rettile e altri manufatti di origine animale nei container in transito nel porto di Genova, anche se il Guardian non menziona direttamente la Liguria in questo caso.

L'aeroporto di Torino Caselle, dove è avvenuto il sequestro, serve un bacino che comprende anche la Liguria occidentale. Molti viaggiatori della Riviera utilizzano lo scalo piemontese per i voli intercontinentali, data la sua vicinanza e i collegamenti diretti con gli hub americani come Miami.

Il caso richiama alla mente altri sequestri recenti segnalati dalla stampa internazionale in Italia. Le autorità doganali italiane hanno intensificato negli ultimi anni l'uso di scanner e unità cinofile addestrate a individuare prodotti di origine animale, in linea con le direttive europee sulla lotta al traffico di specie selvatiche.

Il traffico illegale di specie protette è un'attività criminale transnazionale che, secondo le stime delle Nazioni Unite, muove miliardi di dollari all'anno. L'Italia, per la sua posizione geografica nel Mediterraneo e per l'importanza dei suoi porti, è considerata sia un paese di transito sia un mercato finale per questi prodotti.

Il Guardian sottolinea che l'uomo rischia una multa o il carcere, ma non fornisce dettagli sulle cifre esatte o sulla durata della possibile pena. In Italia, il traffico di specie protette è punito con sanzioni che possono arrivare a diversi anni di reclusione per i casi più gravi, ma il giornale britannico non entra nel dettaglio della normativa italiana.

Per le autorità doganali del Nord-Ovest, il caso di Torino è un promemoria della necessità di mantenere alta l'attenzione. I funzionari addetti ai controlli nei porti liguri lavorano a stretto contatto con l'Interpol e con le agenzie europee come Europol, che coordinano le operazioni contro il traffico di specie selvatiche a livello continentale.

La CITES, firmata a Washington nel 1973, conta oggi oltre 180 paesi aderenti, tra cui l'Italia. Le specie elencate nell'Appendice I della convenzione, quelle più a rischio, sono soggette al divieto quasi totale di commercio internazionale. Il coccodrillo trovato nella valigia del passeggero di Torino appartiene presumibilmente a questa categoria, dato che il Guardian lo descrive come criticamente in pericolo.

Il sequestro di Torino Caselle avviene in un contesto di crescente attenzione internazionale sul commercio illegale di fauna selvatica. La stampa estera ha più volte raccontato come l'Italia sia un punto di passaggio per questi traffici, che spesso partono dall'Africa o dall'Asia e arrivano in Europa via mare o via aerea.

Gli aeroporti italiani, come quello di Torino, sono dotati di procedure specifiche per il controllo dei bagagli in arrivo da paesi extraeuropei. I funzionari doganali possono aprire e ispezionare qualsiasi bagaglio sospetto, e le unità cinofile specializzate nell'individuazione di prodotti di origine animale sono impiegate con frequenza crescente.

Per Genova, città portuale per eccellenza, la vicenda ha una risonanza particolare. La cultura marittima ligure è da sempre legata ai commerci, e i liguri conoscono bene il doppio volto del porto: da un lato la locomotiva dell'economia regionale, dall'altro un punto di ingresso per merci di ogni tipo, legali e non.

Il caso rimane sotto inchiesta, come riporta il Guardian. Non è chiaro se l'uomo abbia dichiarato spontaneamente il contenuto del bagaglio o se i funzionari lo abbiano scoperto durante i controlli di routine. Il giornale britannico non fornisce ulteriori dettagli sull'identità del passeggero o sulle sue intenzioni.

Quel che è certo, secondo il Guardian, è che il viaggio era cominciato a Miami, una città nota come punto di partenza per traffici di questo tipo verso l'Europa. Lo scalo di Istanbul, dove l'uomo ha fatto scalo, è uno dei più trafficati del mondo e un crocevia per i voli tra le Americhe, l'Europa e l'Asia.

Per le autorità italiane, il sequestro di Torino è un successo dei controlli di frontiera. Ma per chi osserva il fenomeno da Genova, è anche un segnale che le rotte del contrabbando continuano a passare dal Nord-Ovest, e che la vigilanza non può abbassarsi.

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