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Testa di coccodrillo nel bagaglio: sequestro all'aeroporto di Torino

Un uomo rischia multa o carcere dopo il ritrovamento a Caselle

Rosaria Esposito502 wordsEdition109mercoledì 9 settembre 2026 — Edizione № 109

Un uomo rischia una salata multa o una possibile pena detentiva dopo che la testa essiccata di un coccodrillo in pericolo critico di estinzione è stata trovata nel suo bagaglio all'aeroporto di Torino, secondo quanto riportato dal Guardian.

L'uomo, arrivato a Torino da Miami via Istanbul, è ora sotto indagine per contrabbando. Le autorità non hanno rilasciato il nome del sospettato né dettagli aggiuntivi sulle circostanze del ritrovamento.

Il caso riaccende i riflettori sul traffico internazionale di specie protette, un commercio illegale che vede l'Italia sia come punto di transito che come destinazione finale.

La scoperta è avvenuta all'aeroporto di Torino, secondo quanto riferito dal Guardian. L'uomo era appena atterrato da un volo proveniente da Miami con scalo a Istanbul.

Il Guardian ha riferito che la testa essiccata appartiene a una specie di coccodrillo in pericolo critico di estinzione, protetta dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES). Il trattato, firmato da oltre 180 paesi inclusa l'Italia, regola rigorosamente il trasporto di specie protette e dei loro derivati.

Il sospettato, un cittadino italiano, deve ora rispondere dell'accusa di contrabbando. Se condannato, rischia una multa considerevole o una pena detentiva, ha precisato il Guardian. Le autorità doganali italiane non hanno commentato pubblicamente il valore commerciale del reperto sequestrato.

Il traffico di specie selvatiche è un'attività criminale che muove miliardi di dollari all'anno a livello globale, spesso gestita da reti organizzate che sfruttano gli stessi canali del traffico di droga e armi. Gli esperti citati in passato dal Guardian hanno sottolineato come l'Italia, per la sua posizione geografica nel Mediterraneo, sia un nodo cruciale in questo commercio illegale.

Il caso di Torino evidenzia anche il ruolo crescente degli aeroporti come punti di controllo. I funzionari doganali italiani hanno intensificato i controlli sui bagagli in arrivo da rotte considerate a rischio, come quelle dal Sud America e dall'Africa subsahariana, secondo quanto riportato dalla stampa internazionale.

La CITES, entrata in vigore nel 1975, è uno degli accordi ambientali più antichi e efficaci al mondo. L'Italia è parte contraente dal 1979 e ha recepito le sue disposizioni nel diritto nazionale, prevedendo sanzioni penali per i trasgressori.

Il ritrovamento della testa di coccodrillo solleva anche questioni sulla domanda che alimenta questo mercato. Trofei, oggetti decorativi e presunti rimedi tradizionali sono tra i principali motivi del bracconaggio di specie in pericolo, ha spiegato in passato la BBC in servizi dedicati al commercio illegale di fauna selvatica.

Le autorità italiane non hanno ancora fornito dettagli su come l'uomo abbia superato i controlli di sicurezza a Miami o Istanbul. La vicenda è ora al centro delle indagini della procura di Torino, che dovrà determinare se il sospettato agisse per conto proprio o come parte di una rete più ampia.

Mentre il caso procede, gli attivisti per i diritti degli animali e i funzionari doganali sottolineano l'importanza della vigilanza ai valichi di frontiera. Il messaggio è chiaro: il traffico di specie protette non conosce confini regionali, e la lotta contro questo crimine richiede una cooperazione internazionale sempre più stretta.

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