TRENTINO-ALTO ADIGE
La vita nell'Ordine Teutonico: un monastero altoatesino negli occhi del Guardian
Un fotografo documenta la quotidianità claustrale a Lanegg, tra tradizione e identità germanofona
Klara Hofer650 wordsEdition №60mercoledì 29 luglio 2026 — Edizione № 60
Il quotidiano britannico The Guardian ha dedicato un reportage fotografico alla vita all'interno del monastero claustrale di Lanegg, in Alto Adige. Il fotografo Roland Reinstadler ha avuto accesso alla comunità dell'Ordine Teutonico, documentando tradizioni, rituali e la quotidianità di sacerdoti e suore che abitano l'antica struttura.
Le immagini, pubblicate martedì 28 luglio, offrono uno sguardo raro su una delle poche comunità monastiche di lingua tedesca in Italia. Il monastero, situato nel comune di Naturno, è un esempio della continuità culturale germanofona in una regione che gode di uno statuto di autonomia speciale.
Per i lettori internazionali, il servizio fotografico rappresenta un invito a guardare oltre gli stereotipi turistici delle Dolomiti e della cucina tirolese, mostrando invece la dimensione spirituale e storica di una minoranza linguistica che ha plasmato il territorio per secoli.
Il servizio del Guardian, intitolato 'Vita nell'Ordine Teutonico: dentro un monastero italiano – in immagini', è stato realizzato dal fotografo Roland Reinstadler, che ha ottenuto un accesso senza precedenti alla clausura di Lanegg. Le fotografie ritraggono gli interni del monastero, le cerimonie religiose e i momenti di vita comunitaria, offrendo una rappresentazione intima e rispettosa di una tradizione che affonda le radici nel Medioevo.
L'Ordine Teutonico, fondato nel XII secolo durante le Crociate, ha avuto un ruolo significativo nella storia dell'Europa centrale e orientale. In Alto Adige, la sua presenza è documentata fin dal Duecento, con possedimenti e chiese disseminate lungo la valle dell'Adige. Il monastero di Lanegg, in particolare, è stato per secoli un centro di spiritualità e di cultura tedesca in un territorio di confine tra il mondo italiano e quello germanico.
Oggi l'Ordine Teutonico conta poche decine di membri in Italia, concentrati quasi esclusivamente in Alto Adige. La loro esistenza è strettamente legata alla tutela dell'identità linguistica e culturale della minoranza di lingua tedesca, che rappresenta circa il 70% della popolazione della provincia di Bolzano. Lo statuto di autonomia del Trentino-Alto Adige, sancito dall'accordo De Gasperi-Gruber del 1946, garantisce la protezione di questa minoranza, ma la vita monastica ne è un aspetto meno noto all'estero.
La scelta del Guardian di dedicare un reportage a questa comunità non è casuale. La stampa internazionale guarda con crescente interesse all'Alto Adige come laboratorio di convivenza tra gruppi linguistici. Negli ultimi anni, testate come Deutsche Welle e Die Zeit hanno raccontato il modello autonomista sudtirolese, spesso contrapponendolo alle tensioni nazionaliste in altre regioni europee. Il reportage di Reinstadler aggiunge una dimensione spirituale a questa narrazione.
Secondo il Guardian, le immagini mostrano 'tradizioni, rituali e vita quotidiana' in un contesto che molti visitatori della regione non vedono mai. I turisti che affollano le piste da sci di Merano 2000 o i sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio raramente si fermano a considerare la profondità storica della fede e della cultura germanofona che ancora anima le valli laterali.
Il monastero di Lanegg non è aperto al pubblico, se non in occasioni speciali. Il servizio fotografico del Guardian costituisce quindi una rara finestra su un mondo che altrimenti resterebbe invisibile. Per la redazione Trentino-Alto Adige de La Veduta, questa copertura internazionale è un promemoria del fatto che l'identità della regione non è solo paesaggio e turismo, ma anche una stratificazione di storie e fedi che il mondo inizia a guardare con occhi nuovi.
