CULTURA
Sigillo di 2.600 anni: gli Etruschi tornano alla luce
Una camera sepolcrale intatta scoperta a San Giuliano rivela quattro vite dimenticate e oltre cento oggetti funerari del settimo secolo a.C.
Niccolò Mariani776 wordsEdition №23lunedì 22 giugno 2026 — Edizione № 23
Una camera sepolcrale etrusca intatta, rimasta sigillata per ventiseicento anni, è stata aperta da un team internazionale di archeologi nel 2025 a San Giuliano, a circa settanta chilometri a nord-ovest di Roma, nella regione collinare dell'Italia centrale. Yahoo News ha riferito che il San Giuliano Archaeological Research Project ha rinvenuto quattro individui e oltre cento oggetti funerari risalenti al settimo secolo prima di Cristo, definendo lo scavo uno dei ritrovamenti più significativi degli ultimi decenni.
La scoperta rappresenta un'occasione rara di accesso diretto a una sepoltura etrusca che non è stata disturbata nel corso dei millenni. Gli archeologi hanno potuto documentare la disposizione originale dei resti e degli artefatti, offrendo una finestra senza precedenti sulla vita, sulle credenze religiose e sulle pratiche funerarie di una civiltà che ha prosperato nell'Italia centrale prima dell'ascesa di Roma.
Per l'Umbria, regione che confina con il territorio storico degli Etruschi e che ospita importanti siti archeologici legati alla loro civiltà, la scoperta risuona come una conferma del valore straordinario del patrimonio sepolto nel sottosuolo dell'Italia centrale. Gli scavi a San Giuliano si aggiungono a una crescente consapevolezza internazionale del significato archeologico dell'interno italiano, spesso trascurato dai flussi turistici che si concentrano sulle città maggiori.
