LAZIO
Tunisia: recuperati i corpi di 11 migranti, la rotta verso Lampedusa non si ferma
La costa tunisina dista 145 chilometri dall'isola italiana; Roma osserva il ripetersi delle tragedie nel Mediterraneo centrale
Davide Ruspoli494 wordsEdition №93lunedì 24 agosto 2026 — Edizione № 93
La Tunisia ha annunciato di aver recuperato i corpi di 11 migranti annegati al largo delle proprie coste, secondo quanto riportato da Le Monde domenica sera. Il paese nordafricano, la cui costa dista circa 145 chilometri dall'isola italiana di Lampedusa, resta uno dei principali punti di partenza per i migranti che tentano di raggiungere l'Europa.
La notizia arriva a poche ore da un altro naufragio, avvenuto al largo della costa sud-orientale tunisina, in cui hanno perso la vita almeno otto persone a bordo di un'imbarcazione diretta in Italia. Al Jazeera ha documentato le proteste scoppiate in Tunisia dopo l'ennesima tragedia.
Le Monde sottolinea che la rotta del Mediterraneo centrale rimane una delle più letali al mondo, con migliaia di morti ogni anno. La Tunisia, insieme alla Libia, è il principale punto di imbarco per i migranti subsahariani e nordafricani che cercano di raggiungere le coste italiane.
Per il Lazio, la questione migratoria ha una rilevanza diretta: Lampedusa è il primo approdo, ma Roma è spesso la destinazione finale di molti migranti, che trovano nella capitale italiana lavoro, reti di accoglienza e servizi. I centri di accoglienza della città e della regione sono stati più volte al centro del dibattito politico nazionale.
La stampa internazionale, inclusa Al Jazeera, ha raccontato nelle scorse settimane l'aumento delle partenze dal Nord Africa, favorito dalle condizioni meteorologiche estive e dall'instabilità politica ed economica nella regione. Il governo tunisino, secondo Le Monde, ha intensificato i pattugliamenti ma non riesce a fermare le partenze.
Il naufragio di domenica, con otto morti accertati, ha innescato proteste in Tunisia, dove la popolazione locale accusa le autorità di non fare abbastanza per prevenire le tragedie. Al Jazeera ha mostrato immagini di manifestanti che chiedono giustizia per le vittime.
Per Roma, il tema dell'accoglienza è anche una questione di gestione urbana. La capitale ha visto negli anni alternarsi ondate di arrivi e politiche restrittive, con i centri di accoglienza spesso sovraffollati. I corrispondenti stranieri hanno più volte descritto la situazione di migranti che vivono in condizioni precarie nelle periferie della città.
Il Mediterraneo centrale è stato definito dalla stampa internazionale 'la frontiera più mortale d'Europa'. Le organizzazioni umanitarie, citate da Le Monde, continuano a chiedere corridoi umanitari e un sistema di ricerca e soccorso coordinato a livello europeo, ma i governi nazionali restano divisi.
L'Italia, da parte sua, ha più volte chiesto un maggiore impegno dell'Unione Europea nella gestione dei flussi migratori, ma secondo i corrispondenti stranieri i risultati sono stati finora limitati. Il tema resta centrale nel dibattito politico italiano, con il governo che alterna misure di contrasto alle partenze e tentativi di accordi con i paesi di origine.
Per il Lazio, infine, la questione ha una dimensione umanitaria concreta: decine di migliaia di migranti transitano ogni anno per Roma, e la regione ospita uno dei più grandi sistemi di accoglienza del paese. La tragedia di domenica, come le precedenti, ripropone il tema della responsabilità europea e della necessità di una politica migratoria comune.
