SARDEGNA
Il boom aereo gonfia gli affitti sardi
Lo studio europeo rileva aumenti fino a 250 euro annui nelle destinazioni mediterranee. La Sardegna nel mirino della crisi abitativa legata al turismo di massa.
Gavino Sanna661 wordsEdition №32mercoledì 1 luglio 2026 — Edizione № 32

La crescita del turismo aereo europeo sta accelerando una crisi abitativa che colpisce in particolare le destinazioni mediterranee, compresa la Sardegna. Uno studio della New Economics Foundation, commissionato dall'organizzazione ambientalista Transport & Environment e riportato da CleanTechnica il 29 giugno, rivela che Spagna, Portogallo, Italia e Grecia hanno registrato proteste di residenti durante l'alta stagione estiva, spesso scatenate dalla pressione sugli alloggi a prezzi accessibili.
La ricerca documenta come l'espansione del traffico aereo verso le destinazioni più popolari stia traducendosi direttamente in aumenti dei costi abitativi. Secondo lo studio, gli affitti medi potrebbero salire di 250 euro all'anno nelle aree più colpite, una cifra che per i residenti locali rappresenta una frazione significativa del reddito medio.
Per l'isola sarda, il fenomeno si intreccia con una tensione strutturale già presente: la concentrazione del turismo sulla costa contrapposta allo spopolamento dell'interno. La Costa Smeralda e le spiagge settentrionali attirano milioni di visitatori ogni estate, ma i benefici economici non si distribuiscono uniformemente né temporalmente.
CleanTechnica rileva che il turismo aereo in forte espansione ha trasformato le dinamiche abitative in regioni che fino a poco tempo fa offrivano un costo della vita relativamente contenuto. I voli low-cost verso destinazioni costiere hanno moltiplicato il numero di turisti che affittano proprietà residenziali per brevi periodi, sottraendo alloggi dal mercato locale permanente.
In Sardegna, dove il turismo rappresenta una larga parte dell'economia regionale, l'effetto è particolarmente visibile nei comuni costieri. Cagliari e i paesi della Costa Smeralda hanno visto crescere significativamente i prezzi degli affitti negli ultimi anni, coincidendo con l'aumento della capacità aeroportuale e delle rotte low-cost verso l'isola.
Lo studio europeo sottolinea che questa dinamica crea una frattura sociale: i residenti locali, spesso impiegati nel settore turistico a salari modesti, si trovano sempre più esclusi dal mercato abitativo della propria comunità. Le piattaforme di affitto breve trasformano le abitazioni in beni speculativi, alimentando una competizione al rialzo sui prezzi.
Per la Sardegna, il problema si complica con la geografia insulare. Mentre il turismo costiero genera reddito concentrato in pochi mesi, le aree interne continuano a svuotarsi di giovani e famiglie che migrano verso il continente o abbandonano l'isola. L'aumento dei costi abitativi sulla costa accelera questa fuga, riducendo ulteriormente la popolazione residente nelle zone meno turistiche.
Transport & Environment, nel commissionare lo studio, ha evidenziato come il fenomeno sia direttamente legato all'espansione delle rotte aeree a basso costo. Ogni nuovo collegamento aereo che riduce il prezzo del volo verso una destinazione turistica attira più visitatori, che a loro volta aumentano la domanda di alloggi e fanno salire i prezzi.
La ricerca suggerisce che il problema è destinato a aggravarsi. Con l'aumento previsto del traffico aereo europeo nei prossimi anni, le pressioni sui mercati abitativi delle destinazioni turistiche continueranno a crescere. Per le isole come la Sardegna, prive di alternative geografiche, l'impatto potrebbe essere ancora più accentuato.
Alcuni comuni sardi hanno già iniziato a rispondere con normative sul turismo residenziale, ma la portata del fenomeno supera le capacità di controllo locale. La soluzione richiede un coordinamento tra livello regionale, nazionale ed europeo, poiché il turismo aereo è un'industria transnazionale.
L'ironia della situazione non sfugge agli osservatori: il turismo, storicamente visto come salvezza economica per isole periferiche come la Sardegna, sta producendo effetti contraddittori. Genera reddito ma rende invivibile il territorio per chi vi abita stabilmente, spingendo i residenti verso l'emigrazione permanente.
La crisi abitativa legata al turismo aereo rappresenta, per la Sardegna, un test del modello di sviluppo turistico che l'isola ha adottato negli ultimi decenni. Se non affrontata, rischia di trasformare le destinazioni più attraenti in enclave turistiche vuote di abitanti stabili, dove la popolazione locale è confinata nelle periferie economiche.
CleanTechnica ha sottolineato che la soluzione non passa solo per limitare il turismo, ma per regolamentare come il turismo si distribuisce territorialmente e come i benefici economici vengono redistribuiti verso le comunità locali. Per la Sardegna, questo significa pensare a un turismo meno concentrato sulla costa e meno stagionale, capace di sostenere l'economia dell'interno.
